L’impatto del Covid-19 sul mercato digitale italiano (e le stime al 2022)

Articolo
Giulia Palocci
digitale

Il mercato digitale italiano chiuderà l’anno con un calo di massimo 2 punti percentuali grazie al relativo recupero nella seconda metà dell’anno. Un risultato che dimostra come il settore Ict sia stato in grado di reggere il colpo inferto all’economia non solo italiana dalla pandemia da Covid-19 e che permette al comparto di salutare il 2020 con un valore di 70,5 miliardi di euro. Nello specifico, flessioni moderate si registreranno per i dispositivi e i sistemi, con un -1,9% rispetto al 2019, e per i software e le soluzioni Ict, che perderanno solo 1,6 punti percentuali. I servizi Ict, invece, dovrebbero addirittura tenere (-0,1%), grazie alla continua crescita a due cifre del Cloud (+16%). Mentre si conferma il trend negativo nei servizi di rete (-5,9%,) e, al contrario, la crescita dei contenuti e la pubblicità digitale (+2,7%).

LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO

Si tratta solo di alcuni dei dati contenuti nel rapporto dal titolo “Il digitale in Italia. Previsioni 2020-2022 e policy” condotto da Anitec-Assinform – l’associazione di Confindustria che riunisce le aziende che operano nel settore Ict – in collaborazione con NetConsulting cube e presentato durante una conferenza stampa che si è tenuta lo scorso mercoledì 18 novembre. All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Anitec-Assinform Marco Gay, il presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, il presidente di Net Consulting cube Giancarlo Capitani, Lisa Di Sevo (partner e investor manager di Prana Ventures), Maria Rita Fiasco (vicepresidente Anite-Assinform con delega all’area Skills per la crescita d’impresa) Anna Brancaccio (dirigente ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per gli ordinamenti Scolastici e per la valutazione del Sistema nazionale di Istruzione e Francesco Profumo (presidente della Compagnia di San Paolo ed ex ministro dell’Istruzione). Il dibattito è stato moderato dal direttore della Comunicazione dell’Istituto per la Competitività (I-Com), Andrea Picardi.

I TREND DEL MERCATO ICT

Lo studio contiene anche le previsioni del settore per i prossimi due anni. Se consideriamo, con la massima prudenza, gli effetti che il Recovery Fund avrà sulla nostra economia, per il mercato digitale italiano si prevede una crescita complessiva del 3,4% nel 2021, con un valore di circa 73 miliardi di euro, e del 3,3 nel 2022, quando supererà la soglia dei 75 miliardi. Nel dettaglio, a crescere di più nel prossimo anno saranno i servizi Ict, che aumenteranno del 7,8% nel 2021 e del 7,2 nel 2022, e i software e le soluzioni, per cui si attende un +7,6% nel 2021 e +6,4 nel 2022. Seguono i contenuti e la pubblicità digitale (+6,5% nel 2021 e +5,4 nel 2022) e i dispositivi e i sistemi (+5,5% nel 2021 e 5,2 nel 2022). Un trend positivo dovuto, secondo quanto emerge dal rapporto, alla ripresa dei progetti di modernizzazione infrastrutturale, al riavvio di quelli applicativi e agli acquisti consumer.

LE PRIORITÀ DI ANITEC-ASSINFORM PER LA MODERNIZZAZIONE DEL PAESE

In vista dell’elaborazione da parte del governo del Piano di ripresa e resilienza nazionale per accedere alle risorse del Recovery Fund, Anitec-Assinform ha elaborato alcune proposte per delineare le priorità di intervento. Dal lato della domanda, ad esempio, lo studio sottolinea la necessità di dare alle imprese la capacità finanziaria di proseguire la trasformazione digitale, alle infrastrutture a banda ultra-larga nuovo impulso realizzativo, alla pubblica amministrazione la possibilità di contare su gare di minor complessità e durata. E ancora, puntare sul digitale non solo nel sistema scolastico, ma anche in campo sanitario.

Dal lato dell’offerta, invece, sarebbe opportuno dare più consistenza e stabilità agli incentivi alla ricerca e sviluppo digitale e concentrarli negli ambiti a maggiore potenzialità di industrializzazione e interazione con i poli scientifici, estendere il supporto alle start-up, rendere possibile il superamento di un gap di competenze digitali che interessa migliaia di posizioni e che limita le potenzialità del settore ICT, stimolando il sistema formativo pubblico. Bisogna considerare che dei 209 miliardi di euro che spetterebbero all’Italia, tra i 50 e i 60 saranno da destinare agli investimenti per la modernizzazione digitale del Paese. “Abbiamo di fronte un’occasione unica, per migliorare quelle previsioni e soprattutto per fare quel cambio di passo che è alla base della fiducia di investire da parte imprese di tutti i settori e nello stesso comparto ICT in Italia“, ha commentato il presidente Anitec-Assinform, Marco Gay. Che ha poi continuato: “Mai come oggi è urgente dotarsi di una politica industriale per il digitale all’altezza delle sfide e attuarla con un approccio di sistema, con iniziative, obiettivi e risultati condivisi e perseguiti in modo coordinato da tutti i soggetti rilevanti. Pubblici e privati”.

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