Le aziende italiane ai vertici del Dow Jones Sustainability World Index

Articolo
Michele Masulli
Credit: Pixabay

Le aziende italiane si distinguono nel mondo per attenzione alla responsabilità sociale e alla sostenibilità. A restituirci un quadro aggiornato in merito è il Dow Jones Sustainability World Index di S&P Global, tra i principali indici borsistici mondiali in materia di performance di sostenibilità in tutte le dimensioni ESG (environment, social, governance) e standard di riferimento per gli investitori che integrano considerazioni di sostenibilità nei loro processi decisionali.

La novità più importante per il nostro Paese dall’edizione di quest’anno è la leadership assegnata a Enel, che, dopo diciassette anni di presenza continua nell’indice, conquista il primato globale, tra 3.500 società quotate di 61 settori, invitate a partecipare al Corporate Sustainability Assessment (CSA) condotto da S&P Global. Enel si è ben posizionata in gran parte dei 27 criteri considerati, ottenendo un punteggio superiore a 90 su 100 in più del 70% dei parametri, ad esempio in relazione alla strategia climatica e alle opportunità di mercato. Enel ha conseguito risultati ragguardevoli anche nella gestione dei rischi e delle crisi, nella politica e la gestione ambientale e nell’efficienza ecologica delle operazioni, oltre alle questioni legate alle risorse idriche, ai diritti umani, allo sviluppo del capitale umano e alla trasparenza delle performance sociali e ambientali. L’impegno di Enel nella transizione energetica è testimoniato da un’attenzione crescente da parte degli investitori socialmente responsabili, che nel 2019 detenevano una quota del capitale di Enel di circa il 10,8%.

Ma il gigante italiano dell’energia non è la sola azienda nazionale a distinguersi nel Dow Jones Sustainability World Index. Pensiamo, ad esempio, a Pirelli, leader di sostenibilità a livello mondiale per il settore Automobiles & Components oppure a Moncler, per il secondo anno consecutivo al vertice come Industry Leader per il comparto Textiles, Apparel & Luxury Goods. Il traguardo tagliato da Moncler è frutto, oltre che del rendiconto delle proprie performance di sostenibilità tenuto annualmente nella Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria, anche del Piano Strategico di Sostenibilità “Moncler Born to Protect”, presentato nel 2020, e basato su cinque priorità strategiche: cambiamenti climatici, economia circolare, catena di fornitura responsabile, valorizzazione della diversità e supporto alle comunità locali. A distinguersi nell’indice globale di responsabilità sociale c’è anche Hera, prima multiutility italiana ad essere inclusa nel Dow Jones Sustainability Index e subito migliore multiutility a livello globale, vedendo così premiata la scelta di integrare pienamente i criteri di sostenibilità nelle strategie del gruppo. Quest’anno il titolo Hera aveva già fatto ingresso nel FTSE4Good Index Series, gli indici etici elaborati da FTSE Russell per individuare le migliori aziende impegnate per lo sviluppo sostenibile), e nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv Thomson Reuters.

Anche Generali si conferma nel Dow Jones Sustainability World Index, per il terzo anno consecutivo. Il gruppo triestino è il primo assicuratore europeo ad avere emesso un green bond e tra i primi a definire una strategia sul clima, oltre a individuare gli emittenti per i propri investimenti diretti anche sulla base di criteri ESG. Saipem, inoltre, è stata confermata per il quarto anno consecutivo nell’indice europeo e mondiale e per il terzo anno di seguito figura al primo posto nel settore Energy Equipment Services, distinguendosi per il contrasto al cambiamento climatico, l’impegno per i diritti umani e per l’innovazione tecnologica. Per il decimo anno anche Intesa San Paolo è compresa tra le aziende leader globali per responsabilità sociale, segnalandosi in particolare nelle sezioni riguardanti l’inclusione finanziaria, la gestione della relazione con la clientela, le politiche e misure anticrimine, la materialità e la rendicontazione ambientale e sociale. Confermata nell’indice globale anche Poste Italiane, impegnata nella corretta gestione dei rischi e delle opportunità legate alle tematiche ESG.

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