Semplificazione e competitività. Una nuova pubblica amministrazione per l’Italia del post-emergenza

Policy Brief
I-Com
amministrazione

L’ultima Relazione al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione a imprese e cittadini, realizzata dal Cnel, definisce la Pubblica amministrazione italiana “in movimento” – soprattutto grazie al graduale diffondersi dei processi di digitalizzazione al suo interno – tuttavia, appesantita da una eccessiva complessità di regole e di percorsi procedurali che si traducono non solo in meri aspetti di inefficienza della gestione amministrativa ma, soprattutto, in oneri significativi che gravano sulla vita delle imprese e dei cittadini. La burocrazia, infatti, è un fardello troppo pesante da sopportare per i cittadini e soprattutto per le imprese italiane. Se a questa, poi, si aggiungono anche il fisco, i debiti commerciali e i ritardi nei pagamenti da parte della PA si genera un ambiente ostile al “fare impresa” e viene compromesso lo sviluppo e la competitività del nostro sistema imprenditoriale. Secondo alcune stime, le inefficienze della PA italiana costano ai cittadini e alle imprese almeno 200 miliardi di euro, quasi il doppio dell’evasione fiscale.

L’Italia è tra gli stati in cui le amministrazioni centrali e locali sono fortemente indebitate con le imprese. Secondo gli ultimi dati Eurostat, i debiti commerciali della nostra PA sono in costante aumento e sebbene questi dati non contengano la componente in conto capitale, che secondo alcune stime ammonterebbe tra i 7-8 miliardi di euro all’anno, i mancati pagamenti di parte corrente hanno toccato, il 31 dicembre scorso, i 49,4 miliardi di euro. Un ulteriore parametro poi da tenere in considerazione è quello della lentezza dei pagamenti. Nonostante il miglioramento dei tempi di pagamento della PA dovuto anche all’introduzione di strumenti quali la fatturazione elettronica che ha reso più trasparente il rapporto commerciale tra pubblico e privato, il nostro Paese, con un tempo medio di pagamento di 67 giorni, si colloca ancora al di sopra della media europea (42 giorni) e di paesi come Germania (27 giorni), Regno Unito (28giorni) e Francia (48 giorni).

Quali sono le azioni chiave per superare le criticità che limitano l’efficienza della Pubblica amministrazione italiana? Quali provvedimenti ad hoc per semplificare la PA e le sue procedure e facilitare l’attività di cittadini ed imprese? E ancora, la pandemia di Covid-19 ha spinto aziende private e istituzioni pubbliche ad utilizzare forme di lavoro a distanza. Come valutate questa esperienza per la PA? Come è possibile integrare al meglio questo modello con la presenza fisica, e quale può essere l’impatto a lungo termine? Come passare dal lavoro a distanza a un vero e proprio smart working anche nella PA?