Piano banda ultralarga, a che punto siamo?

Articolo
Domenico Salerno
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La strategia nazionale per la banda ultralarga, approvata nel lontano 2015 per favorire la copertura in fibra delle aree a fallimento di mercato, ha mobilitato fino a questo momento circa 12 miliardi di investimenti tra pubblico e privato. Mai come durante la pandemia di Covid-19 si è palesato il ruolo nevralgico che hanno assunto le reti di telecomunicazione nelle nostre vite. Il distanziamento sociale e le restrizioni alla mobilità hanno reso il web il centro delle attività sociali, ricreative e lavorative per milioni di individui. Questo scenario ha reso ancora più evidente la necessità di completare il prima possibile l’infrastrutturazione della rete in banda ultralarga in tutta la penisola.

L’ultima “Relazione sullo stato di avanzamento del Progetto nazionale banda ultralarga” diffusa da Infratel Italia (datata 30 novembre 2020) ci mostra uno scenario positivo sia dal punto di vista progettuale, con 8.369 progetti consegnati sugli 8.944 previsti per il FTTH e 6.991 consegnati su 7.121 per quanto riguarda il FWA, che autorizzativo, con 7.694 approvazioni per il FTTH e 6.410 per il FWA. Per quanto riguarda la progettazione esecutiva, avviata da Open Fiber man mano che Infratel Italia approvava i singoli progetti definitivi, al 30 novembre 2020 risultano consegnati 4.171 progetti per il FTTH e 1.639 per il FWA. Quelli autorizzati si sono tradotti in 5.128 cantieri aperti (3600 FTTH e 1528 FWA) e 3.126 impianti ultimati (1712 FTTH e 1414 FWA). Il valore complessivo degli ordini di esecuzione equivale a circa 1,4 miliardi di euro di cui 796 milioni già in fase di avanzamento. In pratica, lo stato di avanzamento dei lavori, almeno dal punto di vista economico, si attesta sul 58%.

In questo scenario, il fattore fondamentale che nelle attese potrebbe dare una decisa accelerata all’infrastrutturazione delle reti in banda ultralarga è rappresentato dai fondi del Next Generation Eu. La versione italiana del piano inviata alla Commissione europea nei giorni scorsi (presentata in Consiglio dei ministri il 12 gennaio), prevede investimenti per 4,2 miliardi destinati a “Banda Larga, 5G e monitoraggio satellitare”. Il documento, pur non presentando alcuna precisazione circa la quota che verrà destinata al completamento del progetto banda ultralarga, sottolinea l’importanza della realizzazione, dell’ammodernamento e del completamento delle reti ad altissima velocità collegate all’utente finale nel Mezzogiorno e nelle aree bianche e grigie del Paese.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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