Le stime di crescita dell’Italia (e dell’Europa) per il 2021

Articolo
Domenico Salerno
2021

Con il rallentamento della campagna vaccinale e la maggior parte delle regioni italiane che permangono in zona arancione e rossa, la ripresa economica del nostro Paese sembra sempre più lontana. Una difficile situazione certificata pure dalle previsioni del Fondo monetario internazionale che ha corretto al ribasso le stime di crescita dell’Italia per il 2021. L’ultima versione del World Economic Outlook (gennaio 2021) prevede che il Prodotto interno lordo italiano, dopo il crollo del 9,2% stimato per il 2020, cresca solo del 3% nel 2021 e del 3,6 nel 2022. Il tanto atteso rimbalzo, che nelle precedenti proiezioni di ottobre era atteso al 5,2%, sembra sia in forte ritardo a causa del perdurare della pandemia e dell’incertezza politica delle ultime settimane.

Allargando il raggio d’osservazione a livello continentale è possibile notare che il peggioramento delle stime di crescita interessa tutte le maggiori economie dell’area euro. Il che porterà il Vecchio continente a crescere nel 2021 solo dell’1,3% (rispetto al 2,3% previsto a ottobre). Oltre all’Italia, i Paesi dell’Unione maggiormente colpiti dal taglio delle stime sono la Germania, il cui Pil nel 2021 dovrebbe aumentare del 3,5% (a fronte del 4,2% previsto a ottobre), la Francia con il 5,5% (-0,5% rispetto alle ultime previsioni) e la Spagna, che crescerà del 5,9% (-1,3% rispetto a ottobre).

Nonostante il calo generalizzato, le sorti del nostro Paese sembrano ben peggiori rispetto a quelle delle altre economie considerate. Se osserviamo la differenza tra le stime di crescita italiane nel prossimo biennio e il calo registrato lo scorso anno, risulta evidente che l’Italia alla fine del 2022 avrà recuperato molto meno rispetto agli altri Paesi Ue. La Germania, a fronte di una riduzione del Pil del 5,4% nel 2020, dovrebbe crescere del 6,6% nel biennio 21-22. Sulla stessa linea la Francia che, nonostante il -9% nel 2020, nei prossimi due anni dovrebbe arrivare a crescere di 9,1 punti percentuali. La Spagna, che invece resterà in territorio negativo con una crescita nel prossimo biennio del 10,6%, dopo un crollo dell’11,1 nel 2020, recupererà comunque il 95,5% del terreno perso. Il nostro Paese, se le previsioni dovessero rivelarsi corrette, a fine 2022 avrà recuperato solo il 71,7% di quanto perduto a causa della pandemia.

Le stime italiane, e più in generale europee, stridono con quello che sta accedendo nel resto del mondo. Il Fmi ha incrementato dello 0,3% le previsioni sulla crescita economica globale, che dovrebbe attestarsi intorno al 5,5% nel 2021 e al 4,2% nel 2022. Particolarmente brillante è la performance degli Stati Uniti che, nonostante soffrano una situazione pandemica ancora estremamente grave, vedono le proprie stime di crescita migliorare del 2% rispetto a ottobre: 5,1% nel 2021 e 2,5% nel 2022.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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