Mercati dell’energia retail, in che stato si trovano?

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Michele Masulli
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Come cambiano i mercati al dettaglio dell’energia elettrica e del gas naturale? Come evolvono la struttura del settore, i passaggi dei clienti tra mercato tutelato e libero, le offerte e i prezzi? E la qualità della vendita, il grado di soddisfazione dei consumatori e il tasso di morosità? Su questi aspetti ha fatto il punto il recente rapporto Monitoraggio Retail per l’anno 2019 dell’Arera, che comunica gli esiti dell’attività di screening dei mercati dell’energia dei clienti di medie e piccole dimensioni svolta da parte dell’autorità.

Per la prima volta il rapporto è accompagnato dalla pubblicazioni di dati, in forma di grafici, tabelle e Open Data, costantemente aggiornati e scaricabili. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, in questo ambito, ha annunciato inoltre che nei prossimi mesi renderà disponibili nello stesso formato tutti i contenuti dei rapporti di competenza dal 2012 al 2018, insieme a nuovi indicatori in via di definizione. Un’innovazione, questa, che chi è impegnato in attività di ricerca non può che apprezzare.

In questa sede, ci concentreremo in particolare sulle dinamiche concorrenziali nei mercati retail dal lato della domanda e dell’offerta.

Se guardiamo prima al mercato dell’energia elettrica, dal lato della domanda, dal report emerge un trend costante di uscita dalla maggior tutela. La quota di consumatori domestici che ha già fatto questa scelta è aumentata di 5,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente e di 4,8 per i clienti Bassa Tensione (BT) Altri usi. Per la prima volta nel 2019, la quota di domestici sul mercato libero ha superato quella di coloro che si approvvigionano in maggior tutela: nello specifico, a fine anno il 52% dei consumatori si riforniva sul mercato libero. Il tasso di uscita dal servizio di maggior tutela ha raggiunto il massimo storico di 5,7% e sempre meno clienti rientrano nel servizio tutelato (1 su 29). Si evidenzia, tuttavia, che una parte consistente di clienti domestici scelgono sul mercato libero un venditore collegato con l’esercente della maggior tutela mentre sulle reti di grandi dimensioni, il 59,4% preferisce il fornitore legato all’impresa di distribuzione.

Dal lato dell’offerta, riguardo alle dinamiche concorrenziali del mercato elettrico, l’Arera sottolinea la continua crescita del numero di gruppi societari attivi nella vendita nel mercato libero. Risultano essere 567 – massimo storico – con un incremento netto di 141 unità rispetto all’anno precedente. Molti di questi hanno ampliato la propria presenza sul territorio nazionale anche attraverso l’acquisizione di società di vendita operanti in zone geografiche diverse da quelle in cui erano originariamente presenti. Nel complesso, i fornitori attivi su più della metà delle regioni italiane sono il 47% del totale e più di un terzo di essi opera in tutta Italia.

Ciononostante, la concentrazione del mercato elettrico a livello nazionale segue andamenti differenti tra i vari segmenti di clientela. Rispetto all’anno precedente migliorano gli indici di concentrazione per il mercato domestico mentre, al contrario, peggiorano lievemente per i clienti cosiddetti BT Altri usi. Per i consumatori in Media Tensione (MT) Altri usi, il mercato libero risulta più concentrato in termini di energia e meno, invece, in termini di punti serviti. Esso comunque presenta già livelli di concentrazione di molto inferiori alle altre tipologie di clienti.

Tuttavia, lo studio segnala che all’incremento del numero degli operatori attivi fa seguito una frammentazione delle quote di mercato più che una loro crescita media. Pertanto, il mercato domestico resta relativamente concentrato nonostante l’aumento significativo della platea dei concorrenti. La quota di mercato libero del primo operatore, in termini di punti serviti, è del 48,7% mentre complessivamente quelli al primo, secondo e terzo posto servono in totale il 66,7% dei punti. Andrebbe valutata, perciò, l’entità di eventuali barriere alla crescita dei nuovi operatori e la loro capacità di possedere requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità che testimoniano l’affidabilità delle aziende e la misura della pressione concorrenziale in grado di esercitare sul mercato.

Anche nel caso del gas naturale risulta costante l’uscita dei clienti dal servizio di tutela, in misura maggiore di quanto rilevato nel settore dell’energia elettrica. Nel 2019 la quota del mercato libero ha raggiunto il 55% dei punti serviti nel domestico (il 59% se si considerano i condomini). Ciononostante, anche in qui la dinamica risulta differenziata tra i segmenti di consumatori. Come nel mercato dell’elettricità, è stato segnalato un vantaggio competitivo da parte dei fornitori nel far uscire i propri clienti dal servizio di tutela, offrendo loro un contratto di mercato libero. Il 30% dei domestici sceglie un’offerta dello stesso venditore del regime di maggior tutela.

Come per l’elettrico, cresce il numero degli operatori del mercato libero, che nel 2019 sono diventati 435 (+39 rispetto al 2018). È aumentata altresì la competitività. Nel segmento Altri usi alcuni fornitori superano la soglia del 5% del mercato e accrescono il numero dei grandi operatori, mentre per i condomini e le attività di servizio pubblico, Arera evidenzia come quelli di medie dimensioni esercitino una pressione concorrenziale efficace. A differenza di quanto riportato per il mercato elettrico, la concorrenza nel settore del gas naturale non assume una dimensione pienamente nazionale, ma si svolge soprattutto nei confini regionali o sub-regionali. Inoltre, la dinamica concorrenziale tra le tipologie di clientela non si sviluppa in maniera omogenea su tutto territorio, in particolare per i clienti domestici e per i condomini a uso domestico.

In conclusione, appaiono chiari alcuni fattori critici per la concorrenzialità dei mercati retail, in particolare per il segmento dei clienti domestici. Soprattutto nel settore elettrico, un indice elevato di concentrazione, il vantaggio competitivo degli esercenti, la maggior tutela e la presenza di barriere alla crescita risultano non trascurabili. Inoltre è necessario favorire un empowerment maggiore dei clienti, che presentano conoscenza dei mercati dell’energia e consapevolezza del loro funzionamento ancora ridotte e che per questo spesso nutrono diffidenza e sfiducia nei confronti dei venditori.

Ricopre attualmente il ruolo di Direttore dell’area Energia presso l’Istituto per la Competitività (I-Com), dove è stato Research Fellow a partire dal 2017. Laureato in Economia e politica economica presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, successivamente ha conseguito un master in “Export management e sviluppo di progetti internazionali” presso la Business School del Sole24Ore. Attualmente è dottorando di Economia applicata presso il Dipartimento di Economia dell'Università degli Studi di Roma Tre. Si occupa principalmente di scenari energetici e politiche di sviluppo sostenibile, oltre che di politiche industriali e internazionalizzazione di impresa.