Il settore privato nell’eurozona verso la ripresa (ma l’Italia fa eccezione)

Articolo
Giorgia Pelagalli
ripresa

Dopo la doppia recessione indotta dalla pandemia da Covid-19, sembra essere in ripresa il settore privato nell’eurozona: nel mese di aprile appena trascorso l’indice finale composito della produzione è salito a 53,8 punti (dai 53,2 di marzo) mentre quello dei servizi a 50,5 (dai 49,6 del mese precedente), superando così la soglia dei 50 punti che separa le fasi di contrazione da quelle di espansione del ciclo economico.

IHS Markit ha rilasciato il comunicato stampa sull’andamento della produzione e del settore dei servizi in Europa durante il mese di aprile. Lo strumento utilizzato per la misura dell’andamento dell’economia è il Purchasing Managers’ Index (PMI), un indice costruito sulla base di dati originali di indagine forniti da un ampio campione di imprese presenti nei vari settori dell’economia di diversi Paesi (5.000 imprese per il PMI composito e 2.000 per il PMI Terziario). Il valore dell’indice oscilla intorno al livello di neutralità di 50 punti. Il PMI è largamente riconosciuto come uno strumento in grado di anticipare i trend del Prodotto interno lordo e dell’economia più in generale, motivo per cui le ultime pubblicazioni sull’eurozona riaccendono la speranza per la ripresa del prossimo futuro.

Il PMI Composito dell’eurozona prende in considerazione sia il settore manifatturiero che il terziario. L’aumento di 0,6 punti registrato tra marzo e aprile 2021 è l’incremento più rapido dallo scorso luglio e il secondo più ampio da due anni e mezzo. La crescita dell’indice rilevata negli ultimi due mesi risulta principalmente guidata dal settore manifatturiero, che si mantiene su un tasso di crescita stabile, mentre il terziario ha ricominciato a crescere ad aprile, dopo sette mesi di contrazione.

Per riguarda i singoli Paesi, la performance migliore è quella della Germania con il PMI Composito a 55,8, segue la Spagna (55,2) che registra il valore più alto degli ultimi due anni grazie anche alle aspettative di allentamento delle misure di contenimento del contagio e alla riapertura delle imprese. D’altra parte, la ripresa della Francia e dell’Italia (51,6 e 51,2) viaggia a ritmi più moderati.

L’espansione del settore privato dell’eurozona avviene parallelamente a un incremento degli ordini e delle vendite, sia interne che estere. Un fatto, questo, che sembra spiegare l’aumento degli organici aziendali che vede un tasso di crescita dei livelli occupazionali positivo da tre mesi. In aumento anche l’inflazione dei costi, che gonfia le spese operative sostenute dalle imprese e viene scaricata, almeno parzialmente, sui prezzi al pubblico.

Per quanto riguarda il settore dei servizi, le dinamiche all’interno dei singoli Paesi dell’eurozona sono molto diverse tra loro. L’aumento generale dell’area di 0,9 punti del PMI Terziario tra marzo e aprile sembra essere principalmente guidato dalla Spagna. Il settore dei servizi iberico ha compiuto un salto significativo, il maggiore nell’arco dell’ultimo anno e mezzo, passando da 48,1 punti di marzo ai 54,6 del mese successivo. Questa espansione è ricollegabile a una combinazione di domanda più forte, della riapertura delle imprese e del clima di fiducia relativo a un generale miglioramento della situazione pandemica. Segue la Francia con un aumento più moderato da 48,2 a 50,3 in un mese, nonostante la reintroduzione del lockdown nazionale. Al contrario, l’Italia rallenta e rimane in una fase di contrazione del ciclo passando dai 48,6 punti di marzo a 47,3.

Ad ogni modo, il Chief Business Economist di HIS Markit Chris Williamson ha commentato le rilevazioni sull’eurozona con ottimismo: “È incoraggiante osservare quanto, dai dati raccolti nell’indagine di aprile, appaia evidente che nel secondo trimestre l’eurozona uscirà dalla doppia recessione. Alla straordinaria prestazione manifatturiera, alimentata dall’impennata della domanda sia nazionale che estera visto che molte economie stanno riemergendo dalle restrizioni pandemiche, si aggiungono i segnali di un settore terziario che sta tornando in espansione”. A meno di nuove ondate di contagi “la risalita dell’attività nazionale potrebbe essere vigorosa visto che il forzato contenimento della domanda e il volume dei risparmi daranno seguito ad un’impennata degli acquisti”, ha concluso Williamson.