Start-up, ecco la memoria I-Com inviata alla Camera

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Pubblichiamo la memoria che l’Istituto per la Competitività (I-Com) ha inviato alla Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame in sede referente delle proposte di legge recantiDisposizioni per la promozione delle start-up e delle piccole e medie imprese innovative mediante agevolazioni fiscali, incentivi agli investimenti e all’occupazione e misure di semplificazione”.

Fenomeno di grande rilevanza sia a livello mondiale che italiano, l’ecosistema delle start-up innovative (qui un approfondimento I-Com su Agenda Digitale) è ben lungi oramai dal rappresentare una realtà di nicchia, sia per i numeri complessivi del fenomeno sia perché, nonostante l’elevata mortalità, dai soggetti che emergono tra quelli che riescono a sopravvivere ci si aspetta un contributo fondamentale per l’economia e la competitività di un Paese. Al 1° marzo 2021 risultavano registrate sulla piattaforma dedicata 12.202 start-up. Il numero di start-up ha registrato una crescita importante negli anni (circa +27% medio annuo nel periodo 2014-2020), se si pensa che Infocamere ne registrava meno di un quarto 6 anni prima.

Questa crescita è anche il frutto dell’attenzione politica che le start-up hanno ricevuto negli ultimi anni: in seguito alla legge 221 del 2012, molte sono state le misure varate nel corso degli anni a sostegno sia della fase di avviamento dell’attività che di accesso a finanziamenti agevolati nonché della fase di consolidamento (anche nel caso di insuccesso dell’attività). Alcuni feedback positivi non mancano: dall’ultima relazione del MISE 2020, risultano effettuati, nell’anno 2018, 6.642 investimenti agevolati – per un totale di circa 160 milioni di euro – rivolti a circa 1.500 start-up. Dal 16 febbraio 2015 al 16 dicembre 2019, sono 2.217 le domande di agevolazione presentate nell’ambito del programma
Smart&Start Italia – che prevede un finanziamento a tasso zero alle start-up innovative a copertura di progetti di investimento di ammontare compreso tra 100mila e 1,5 milioni di euro, che copre fino all’80% della spesa sostenuta dalla start-up (90% in caso di imprese a maggioranza femminile o giovanile) – per un ammontare complessivo richiesto pari a quasi 2 miliardi di euro.

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