#RestartEmiliaRomagna. Sfide e priorità per il rilancio dell’economia regionale

Policy Brief
I-Com
Emilia

“#RestartEmiliaRomagna. Sfide e priorità per il rilancio dell’economia regionale”. È questo il titolo del Policy Brief curato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e presentato in occasione della tappa in Emilia-Romagna dell’Osservatorio dell’istituto sulle relazioni tra territori e imprese.

L’Emilia-Romagna ha sperimentato in maniera rilevante la pandemia Covid-19, anche in misura maggiore rispetto alla media italiana. Dai primi casi registrati alla fine di febbraio 2020 fino al termine di maggio 2021, si sono contati 385.000 contagi (86 ogni 1.000 abitanti, contro i 71 dell’Italia). Nello stesso arco di tempo, si sono accertati più di 13.000 decessi (3 ogni 1.000 abitanti, contro i 2,1 dell’Italia), tanto da far diventare l’Emilia-Romagna la quinta regione per eccesso di mortalità. L’andamento del quadro epidemiologico ha comportato restrizioni alla mobilità e alle attività produttive e commerciali di durata maggiore rispetto alla media italiana, in particolare nei primi mesi del 2021.

Le elaborazioni della Banca d’Italia riportano per il 2020 un calo del Pil regionale in termini reali del 9,4%, superiore rispetto al Nord Italia (9,1%) e al resto del Paese (8,9%). La contrazione del prodotto interno lordo è concentrata soprattutto nel secondo trimestre. La seconda ondata del Covid-19 ha comportato un nuovo peggioramento della fase economica in autunno, ma di importanza inferiore rispetto ai mesi primaverili. La flessione delle attività economiche ha colpito con intensità differenti i vari comparti produttivi. Nel 2020 il valore aggiunto dell’industria in senso stretto, secondo le stime di Prometeia, si è contratto del 10,3%. L’indagine di Unioncamere Emilia-Romagna, sulla base di un campione di piccole e medie imprese, indica un calo del 10,4% della produzione industriale e dell’8,4% degli ordini. La Banca d’Italia, facendo riferimento a un campione di imprese con almeno 20 addetti, osserva una flessione annuale del fatturato superiore al 5% e di circa il 7% se si considera solo la manifattura. Per il 2021, invece, si attende una crescita di circa il 3%. Sempre dalle indagini Banca d’Italia, risulta che il 76,5% delle imprese intervistate abbia concluso l’esercizio in utile o in pareggio, un valore inferiore di oltre 12 punti percentuali rispetto al 2019, ma più elevato se comparato al livello registrato durante la doppia recessione del 2008- 2013. La spesa per investimenti si è contratta in misura consistente e in tutti i settori di specializzazione regionale, ad eccezione del farmaceutico. Tuttavia, si stima un recupero quasi totale dell’accumulazione di capitale nel 2021.

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