Il BitCoin diventa realtà. Il caso di El Salvador

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Domenico Salerno
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È ormai oltre un decennio che il BitCoin ha fatto il suo esordio facendo esplodere in tutto il mondo il fenomeno delle criptovalute. Tra chi le vede come un mero strumento speculativo e chi le considera le monete del futuro, le cryptocurrency hanno gradualmente assunto un’importanza sempre più rilevante nel panorama economico globale. Con un valore unitario di circa 40.000 euro e una capitalizzazione di mercato di quasi 900 miliardi, il BitCoin è indiscutibilmente diventato una realtà economica che non può essere più ignorata.

Il 7 settembre 2021 il piccolo Stato centramericano di El Salvador è stato il primo a lanciarsi direttamente nel mondo delle criptovalute, accettando il BitCoin come valuta di corso legale. Dalla scorsa settimana tutti gli operatori economici del Paese sono tenuti ad accettarlo e i prezzi di prodotti e servizi devono essere espressi sia in dollari che in Bitcoin. Per stimolare i cittadini a passare alla nuova moneta, il governo di El Salvador ha deciso di lanciare il proprio wallet ufficiale precaricato con l’equivalente di 30 dollari in criptovaluta. Nei giorni scorsi l’applicazione ha avuto numerosi problemi tecnici che l’hanno resa di fatto inutilizzabile ma il presidente Nayib Bukele ha affermato che le difficoltà, fisiologiche nella fase di lancio, saranno completamente superate in pochi giorni. Nel Paese sono stati inoltre istallati 200 bancomat che permetteranno di prelevare dollari tramite wallet BitCoin e 50 punti di informazione pubblici.

Il governo salvadoregno ha già acquistato 400 BitCoin per un esborso totale di circa di 20,7 milioni di dollari. Nonostante molti vedano la decisione del presidente Bukele come una scommessa giocata sulla pelle dei suoi concittadini, è evidente come questo avvenimento segni un punto di svolta nel panorama monetario globale. C’è da dire che purtroppo questa esperienza non è partita nel migliore dei modi: dalla data ufficiale dell’insediamento del BitCoin come valuta di Stato di El Salvador, la cryptocurrency ha subito un crollo di mercato (non inedito per questa moneta) che l’ha portata a perdere oltre il 10%. Nonostante questa flessione abbia scatenato le proteste di buona parte della popolazione, il governo del Paese continua a sostenere la propria decisione.

Il caso di El Salvador, pur molto distante dalla nostra realtà, è estremamente interessante per noi osservatori esterni. Nonostante la scivolata iniziale, è difficile predire quale impatto avrà sull’economia del Paese una decisione così radicale. Il BitCoin è di per sé una moneta molto voltatile e potrebbe favorire fenomeni di evasione fiscale. D’altra parte, il passaggio alla criptovaluta potrebbe stimolare l’ingresso di nuovi capitali nel Paese e abbattere i costi di transizione dei 6 miliardi di dollari di rimesse che ogni anno gli emigrati rimandano a casa (circa il 22% del Pil salvadoregno). Una vera valutazione potrà essere fatta solo tra qualche mese quando, superata la fase di rodaggio, il Paese comincerà ad assimilare veramente questa nuova moneta e a sperimentarne gli effetti.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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