“Path to the Digital Decade”, la corsa europea verso la sovranità digitale

Articolo
Niccolò Giusti

Competenze digitali, infrastrutture digitali, digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici. Sono questi gli obiettivi principali del “Path to the Digital Decade”, il piano presentato nei giorni scorsi dalla Commissione europea che mira a realizzare entro il 2030 la transizione digitale dell’economia e delle società dell’Unione.

Il piano proposto si basa sulla “Bussola per il Digitale 2030“, che ha delineato la visione dell’esecutivo europeo per la transizione digitale dell’Ue. Il “Path to the Digital Decade” costituisce quindi un quadro di governance per raggiungere tali obiettivi. Più specificatamente, questi includono infrastrutture e servizi di dati, corridoi 5G, computer super-quantistici e servizi blockchain.

Nel complesso la Commissione propone una cooperazione rafforzata con gli Stati membri che dovranno cooperare su base annuale per realizzare gli scopi digitali. Ciò avverrà attraverso un sistema di monitoraggio condiviso basato su strumenti di misurazione – il Digital Economy and Society Index (DESI) e i Key Performance Indicators (KPI) – al fine di osservare concretamente i progressi. Le raccomandazioni che deriverebbero da questa misurazione confluirebbero nel semestre europeo, il principale strumento attraverso il quale la Commissione emette raccomandazioni specifiche per Paese, così da poter definire tabelle di marcia strategiche sulla transizione digitale assieme agli Stati membri.

La Commissione sottoporrà annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio lo “Stato del decennio digitale“, comprese le azioni e le misure raccomandate per ciascun membro. Infine, l’esecutivo Ue prevede di valutare e rivedere questi obiettivi entro il 2026.

La proposta non costituisce solamente una tabella di marcia, ma mira a incrementare in modo significativo gli investimenti per gli obiettivi digitali dell’Unione, basandosi su una combinazione di risorse provenienti dal bilancio europeo, dalla Banca europea per gli investimenti, dagli Stati membri e dagli investimenti provenienti dal settore privato. I finanziamenti saranno utilizzati per progetti tra diversi Stati membri volti a sviluppare infrastrutture digitali su larga scala e servizi di interesse comune.

Per quanto riguarda la creazione dei progetti e la loro attuazione, saranno introdotte nuove e accelerate procedure legali tramite l’introduzione di un meccanismo chiamato European Digital Consortium (EDIC): in primo luogo, i progetti, che saranno presentati alla Commissione europea da un consorzio di almeno tre Stati membri, dovranno essere in linea con gli obiettivi digitali. In secondo luogo, gli aspetti legali e amministrativi come la proprietà, la governance e la responsabilità verrebbero rapidamente definiti così da rendere operativo il progetto.

Con il “Path to the Digital Decade” l’Ue punta a colmare il gap in termini di investimenti e strumenti per accelerare la transizione al digitale e allo stesso tempo a misurare concretamente gli sviluppi nel campo delle infrastrutture digitali. In questo senso, intraprende un ulteriore balzo nella corsa verso la sovranità digitale.

Niccolò è Responsabile degli Affari Europei di I-Com - e del Liaison Office di Bruxelles - da luglio 2021. Dopo aver ottenuto una laurea triennale in Affari Europei presso l'Università di Reading, ha conseguito un Master in Affari Istituzionali Europei presso l'Università di Maastricht e un Master in Gestione e Strategia d'impresa della Business School del Sole 24 Ore con borsa di studio.

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