Verso un’Italia Gigabit. Disegno e attuazione della strategia per accelerare lo sviluppo delle reti a banda ultralarga

Policy Brief
I-Com
gigabit

Verso un’Italia Gigabit. Disegno e attuazione della strategia per accelerare lo sviluppo delle reti a banda ultralarga“. È questo il titolo del Policy Brief curato dal team di ricerca dell’area digitale dell’Istituto per la Competitività (I-Com).

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), oltre a rappresentare un volano fondamentale per la ripresa dell’economia italiana, ha formalizzato il percorso che il Paese intende seguire sulla strada verso la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione. A maggio 2021 è stato seguito dalla nuova Strategia italiana per la banda ultralarga che, sulla scia della nuova strategia europea Digital Compass, pone tra i principali obiettivi l’ambizioso raggiungimento, entro il 2026, della copertura dell’intero territorio nazionale con connettività fino a 1 gigabit per secondo.

La missione “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” del Pnrr prevede investimenti pari a 49,2 miliardi di euro, ovvero le risorse che il governo intende mettere in campo per accelerare la trasformazione digitale del Paese. Tra queste, circa 3,86 miliardi di euro saranno destinati a colmare il gap di infrastrutture di rete fissa ad altissima capacità. Per dare inizio alla fase attuativa degli interventi previsti, il “Comitato interministeriale per la transizione digitale” ha approvato il 27 luglio 2021 il piano “Italia 1 Giga”, che individua le linee guida per l’erogazione degli investimenti pubblici a sostengo della banda ultralarga ad almeno 300 megabit per secondo per tutti i civici italiani.

Con questo Policy Brief, I-Com intende fornire una visione d’insieme dello stato attuale delle reti di telecomunicazione fisse italiane e delle misure adottate negli ultimi anni per potenziarne la copertura. All’interno del documento ampio spazio è stato dato al piano “Italia 1 Giga” con particolare enfasi sulla modalità di intervento, il ruolo delle varie tecnologie e il cronoprogramma. Infine, nell’ultima parte del documento viene analizzato lo stato di recepimento del codice europeo delle comunicazioni elettroniche e le criticità collegate allo stesso.

 

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