Fotovoltaico, un’alleanza industriale europea per accelerare sull’energia rinnovabile

Approfondimento
Daniela Suarato

Nonostante la crisi da Covid-19 abbia avuto un impatto negativo sul consumo di energia, le tecnologie per la produzione di energia rinnovabile hanno mostrato una certa resilienza durante gli anni della pandemia. Secondo i dati Bloomberg, gli investimenti in energia pulita hanno raggiunto i 755 miliardi di dollari nel 2021, crescendo di circa il 21% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti sono aumentati in diversi settori “green”, ma in particolar modo nel comparto dell’energia rinnovabile, che include l’eolico, il fotovoltaico, e altre fonti rinnovabili. Tale settore ha raggiunto i 366 miliardi di dollari nel 2021, in aumento del 6,5% rispetto all’anno precedente. Nonostante questa tendenza positiva, il World Energy Outlook ha recentemente sottolineato che per portare le emissioni di CO2 su una traiettoria in linea con gli impegni presi nell’ambito dell’Accordo di Parigi, sarà necessario accelerare ancora di più la diffusione di tecnologie per la generazione di energia rinnovabile.

Concentrando l’attenzione sulla produzione di energia fotovoltaica, nel 2021 si osserva un aumento record di 179 TWh (+22%), il quale ha permesso di superare i 1000 TWh di capacità installata a livello globale. A trainare questa tendenza positiva è in primo luogo la Cina, responsabile di circa il 38% della crescita registrata nel 2021. Al secondo posto troviamo gli Stati Uniti (17% della crescita totale), seguiti dall’Unione Europea, la quale ha contribuito per circa il 10%. Nel 2021, il fotovoltaico è stato responsabile del 3,6% della produzione globale di elettricità, e resta tutt’oggi la terza tecnologica più rilevante per la produzione di energia rinnovabile dopo l’energia idroelettrica ed eolica.

Secondo un recente studio della Commissione Europea, in Europa il fotovoltaico rappresenta la fonte per la produzione di elettricità da anergia rinnovabile che cresce più rapidamente. Nel 2021, il mercato Europeo del fotovoltaico è cresciuto più del 25% e ha raggiunto una capacità installata di oltre 165 GWp. Sette paesi europei hanno installato complessivamente oltre un GWp nel corso dell’anno: Germania (da 5,4 a 5,5 GWp), Spagna (da 4,6 a 4,8 GWp), Polonia (da 3,7 a 3,8), Paesi Bassi (da 3,2 a 3,4 GWp), Francia (da 2,7 a 2,9 GWp), Grecia (da 1,1 a 1,2 GWp) e Danimarca (da 1,1 a 1,3 GWp). Si ritiene che tale crescita sia dovuta, in primo luogo, alla diminuzione del costo dei moduli e dei sistemi fotovoltaici (EUR/W) e al costo sempre più competitivo dell’energia elettrica generata (in EUR/MWh). Infatti, rispetto al 2010, si stima che il costo dei sistemi fotovoltaici sia diminuito di oltre l’80% grazie soprattutto a miglioramenti tecnologici e all’industrializzazione del processo manufatturiero.

Per quanto riguarda la diffusione del fotovoltaico in Italia, il rapporto del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) pubblicato a maggio 2022 evidenzia un trend positivo: il numero degli impianti entrati in esercizio nel 2021 cresce di circa il 45% rispetto al 2020, determinando anche una variazione positiva della potenza installa (+25%). In particolare, a fine 2021 risultano installati circa 1.016.000 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 22,6 GW e una produzione superiore a 25 TWh. La tendenza positiva si è confermata anche nel 2022. Al 30 settembre 2022 risultavano installati 1.137.374 impianti per una potenza complessiva di 24,2 GW. La Lombardia è la regione con il maggior numero di impianti installati, seguita dal Veneto e dall’Emilia Romagna, mentre la Puglia è la regione con la maggior potenza installata.

fotovoltaico

Fonte: GSE

Il fotovoltaico è responsabile di circa il 22% dell’energia elettrica prodotta in Italia nel 2021 da fonti rinnovabili, secondo solo all’idroelettrico (39%). Il PNRR dovrebbe dare un ulteriore spinta al settore. Nell’ambito della Missione 2, l’investimento 5.1.1 intende sostenere gli investimenti privati nel settore della produzione di pannelli innovativi ad alto rendimento con una dotazione pari a 400 milioni di euro. I segnali per il fotovoltaico in Italia sono incoraggianti, ma per raggiungere il target previsto dal PNIEC di 52 GW di capacità fotovoltaica entro il 2030, la crescita dovrà proseguire a ritmi serrati anche nei prossimi anni.

Sul versante europeo, la EU Solar Energy Strategy, adottata a maggio 2022 nell’ambito del piano REPowerEU, punta a raggiungere una capacità di oltre 320 GW entro il 2025 (più del doppio rispetto al 2020) e quasi 600 GW entro il 2030. La Strategia delinea un piano per cogliere rapidamente i vantaggi dell’energia solare e presenta quattro iniziative necessarie per fronteggiare le sfide nel breve termine. In primo luogo, promuove la rapida e massiccia diffusione del fotovoltaico tramite la European Solar Rooftops Initiative, la quale punta a sbloccare il vasto potenziale di generazione di energia solare dei tetti. La Commissione intende, inoltre, snellire le procedure di autorizzazione rendendole più brevi e semplici, e assicurare la disponibilità di risorse qualificate. Infine, nell’ambito della Strategia, è stata lanciata la European Solar PV Industry Alliance, con l’obiettivo sostenere l’industria europea del fotovoltaico e promuovere una massiccia diffusione dell’energia solare al fine rafforzare la resilienza del sistema energetico europeo.

L’Alleanza si inserisce in un più ampio progetto europeo che punta a rafforzare le catene del valore strategiche per la transizione energetica, a promuovere la ricerca e l’innovazione anche nel campo delle materie prime critiche (CRM) e ad incoraggiare l’utilizzo efficiente delle risorse e il riciclaggio. In particolare, la European Solar PV Industry Alliance promuoverà la sicurezza degli approvvigionamenti attraverso la diversificazione delle importazioni e darà una spinta alla produzione europea di pannelli fotovoltaici sostenibili e innovativi. L’industria europea si è già posizionata lungo varie parti della catena del valore del fotovoltaico e in particolare nel segmento a valle, che riguarda la produzione di apparecchiature e inverter, nonché nel segmento relativo alle attività di monitoraggio e controllo. Tuttavia, sono ancora necessari sforzi per ottenere un buon posizionamento nel segmento a monte, che comprende importanti fasi di produzione e assemblaggio. Nello specifico, l’Europa è indietro per quanto riguarda la produzione su larga scala di alcuni componenti essenziali, come il polisilicio, i wafer, le celle e i moduli. Gli elevati costi di manodopera, dei materiali e delle attrezzature necessarie per la produzione di tali componenti, fanno si che questi segmenti della catena vengano dominati da paesi in cui i tali costi sono più competitivi, e in particolar modo dalla Cina. Di fatti, tra il 2010 e il 2021 la Cina ha gradualmente rafforzato la sua posizione lungo la catena del fotovoltaico ad oggi si conferma leader indiscusso nella produzione di polisilicio, lingotti, wafer, celle e moduli. Il fatto che l’Europa contribuisca solo minimamente alle fasi di produzione e assemblaggio, insieme al ruolo quasi monopolistico svolto dalla Cina, espone l’UE a considerevoli rischi in caso di interruzioni nella catena di approvvigionamento. L’Alleanza industriale ha tra i principali obiettivi proprio quello di mitigare i rischi legati all’approvvigionamento, fornendo un quadro comune volto a coordinare le iniziative per lo sviluppo del settore in Europa.