Innovazione e transizione ecologica, il ruolo chiave dell’agricoltura di precisione


Approfondimento
Romolo Tokong

L’agricoltura di precisione gioca oramai un ruolo chiave nell’innovazione e nella transizione ecologica del settore agricolo. In uno scenario globale caratterizzato da un continuo aumento della popolazione mondiale e una maggiore responsabilizzazione da parte delle istituzioni e dei cittadini verso la lotta al cambiamento climatico, l’agricoltura sarà chiamata ad affrontare sfide di grande importanza: soddisfare una domanda di prodotti agroalimentari in costante crescita, tenendo in considerazione l’estensione limitata della superficie coltivabile, e contemporaneamente, condurre il settore agricolo ad avere il minor impatto ambientale possibile, in termini sia di diminuzione degli sprechi nell’utilizzo dei fattori produttivi e sia di riduzione delle emissioni di gas serra.

Una particolare attenzione merita l’ultimo punto. Secondo dati Eurostat, nel 2020, il settore agricolo italiano ha prodotto circa 32,7 milioni di tonnellate di gas, rivelandosi come il secondo settore principale ad emettere un grande quantitativo di gas serra, in testa alla classifica invece si posiziona il settore energetico con circa 299 milioni di tonnellate di emissioni (Figura 1). Inoltre, in una analisi dinamica dei dati, se si considerano le variazioni percentuali di emissioni di gas serra degli ultimi anni prendendo come punto di riferimento il dato del 2011, si evidenzia che la quantità di emissioni di gas serra prodotta dal settore agricolo non ha mostrato segnali rilevanti di decrescita. Il dato medio del tasso di variazione annuale italiano, infatti, è stato pari a un -0,91% annuo. Tuttavia, nel confronto con i vicini europei, il dato è incoraggiante, considerando che la Francia registra un -0,68% annuo mentre, addirittura, la Germania e la Spagna evidenziano dati positivi rispettivamente pari a +1,54% e +3,33% (Figura 2). Di fronte a questi dati, la questione dell’impatto ambientale del settore agricolo assume ancora più importanza.

Agricoltura di precisione

 

 

In questo contesto, l’agricoltura di precisione (Adp) costituisce ad oggi lo strumento principale a disposizione per trattare le sfide appena menzionate. Anche l’allora Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (oggi MASAF), tramite un decreto ministeriale del 22 Dicembre 2017, aveva approvato un documento intitolato “Linee guida per lo sviluppo della Agricoltura di precisione in Italia” in cui veniva enfatizzata la rilevanza dell’agricoltura di precisione nel garantire, il minor impatto ambientale possibile di fronte all’inevitabile aumento di produzione agricola, e nel favorire, la riduzione delle emissioni di gas serra, tramite il miglioramento dei livelli di efficienza nell’uso dei mezzi produttivi.

Ma che cosa è esattamente l’agricoltura di precisione? Quali sono le principali tecnologie che utilizza?

Una definizione di agricoltura di precisione può essere trovata nel recentissimo Annuario dell’Agricoltura italiana di CREA del 2021, che analizza l’andamento e l’evoluzione del sistema agroalimentare nazionale. Secondo CREA, l’agricoltura di precisione, definita anche come Agricoltura 4.0, rappresenta un sistema integrato di gestione dei processi produttivi dell’attività agricola, che impiega strumenti e tecnologie digitali al fine di ottimizzare la gestione delle diverse operazioni produttive.

L’introduzione e l’integrazione della tecnologia, o meglio ancora, dei processi di Information Technology nell’agricoltura, può portare a numerosi benefici che, in generale, si possono sintetizzare così:

  • Ottimizzazione degli input (sforzi e risorse) e minimizzazione del danno ambientale (riduzione degli sprechi e diminuzione delle emissioni);
  • Ottimizzazione dell’efficienza produttiva e qualitativa (aumento della resa media quindi della produttività dei terreni mantenendo standard di qualità elevati);
  • Riduzione dei costi aziendali;
  • Creazione di opportunità imprenditoriali come aziende di consulenza, contoterzismo e innovation broker.

Per quanto riguarda, invece, le varie tipologie di strumenti e tecnologia che vengono implementate per l’agricoltura di precisione, queste possono essere suddivise in due grandi categorie:

  1. Le tecnologie relative alla guida assistita/semiautomatica, sono quelle che permettono di migliorare l’efficienza del lavoro, aumentare la produttività e risparmiare tempo e carburante. Esempi di queste tecnologie sono:
    • L’utilizzo di un ricevitore satellitare GPS, GLONASS che permette di geolocalizzare i macchinari agricoli ed evitare quindi possibili sovrapposizioni o salti tra i passaggi consecutivi di una operazione, come ad esempio la somministrazione di fertilizzanti e fitofarmaci;
    • Sistemi a barra di guida che forniscono informazioni al conducente sul percorso più efficace da seguire tramite l’utilizzo di un monitor;
    • La guida assistita che consiste nell’installazione di un attuatore motorizzato che agisce direttamente per rettificare la traiettoria. Facilita la guida all’agricoltore, che può concentrarsi su altri aspetti della lavorazione come il controllo degli attrezzi;
    • La guida semiautomatica, che aiuta a diminuire lo sforzo del conducente nella guida.
  2. Le tecnologie per il dosaggio variabile dei fattori produttivi consentono di variare l’input dei fattori di produzione (ad esempio seminazione, fertilizzazione, irrigazione, trattamento di fitofarmaci) in funzione delle esigenze della coltura e delle caratteristiche del terreno. Infatti, in generale, nei campi la produzione non è mai quasi omogenea, alcune zone sono più produttive di altre e diventa quindi importante riuscire ad individuare le cause in maniera tempestiva.
    In questa categoria possiamo trovare gran parte degli strumenti fondamentali per la raccolta dati e per il monitoraggio delle colture, ad esempio:

    • Il monitoraggio satellitare delle colture: uno strumento che permette di controllare lo stato di salute dei campi tramite l’analisi spettrale di immagini satellitari che possono aiutare ad individuare anomalie sullo sviluppo vegetativo del terreno;
    • Sensori e droni agricoli: anche questi sono strumenti che aiutano a generare mappe interattive che fotografano lo stato del campo ed evidenziano in maniera chiara le differenze tra le varie colture.

Riguardo invece lo stato dell’arte dell’agricoltura di precisione sul territorio italiano, purtroppo, non sono ancora disponibili statistiche ufficiali sul livello di diffusione della Adp all’interno del tessuto aziendale nazionale. Tuttavia, come riportato dall’Annuario dell’agricoltura italiana del 2021 di CREA, ci sono numerosi studi che confermano un aumento di interesse da parte degli agricoltori. Secondo un’indagine del Politecnico di Milano, infatti, nel 2021 il volume di affari relativo al comparto dell’agricoltura di precisione è stato stimato intorno a 1,6 miliardi di euro, registrando un +23% rispetto all’anno precedente. Inoltre, nel 2021 la superficie agricola utilizzata (SAU) con strumenti della Adp è raddoppiata, attestando un valore percentuale del 6% sul totale SAU. Infine, risulta che il 60% degli agricoltori italiani nel 2021 ha utilizzato almeno una soluzione di agricoltura 4.0 (+4% rispetto al 2020) e oltre 4 su dieci ne hanno utilizzate almeno due, in particolare software gestionale e sistemi di monitoraggio e controllo delle macchine.

Sono oramai evidenti i contributi che l’agricoltura di precisione può dare nell’incoraggiare un modello agricolo più sostenibile, favorendo la transizione ecologica e digitale del settore primario. Questi attributi dell’agricoltura di precisione hanno permesso a quest’ultima di essere protagonista non solo nel dibattito europeo, ma anche in quella nazionale. In ambito europeo, ad esempio, trova spazio nella Comunicazione europea Green Deal, volta a costruire e consolidare una economia moderna, efficiente, altamente competitiva e soprattutto sostenibile. A livello nazionale, molti sono stati gli interventi normativi emessi per promuovere la crescita e la diffusione delle tecnologie dell’Adp (soprattutto incentivi di natura fiscale), ma merita particolare attenzione il riferimento presente nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’agricoltura di precisione, infatti, si trova nella Missione 2 “Rivoluzione verde e Transizione ecologica”, e più precisamente,  all’interno della M2C1 “Agricoltura sostenibile ed Economia Circolare”. Nella componente M2C1.2 sono previsti circa 2,8 miliardi per lo sviluppo di una filiera agroalimentare sostenibile. In particolare, l’investimento 2.3 prevede 500 milioni di euro per l’”innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo ed alimentare” di cui 100 milioni sono destinati a innovare i processi produttivi dei frantoi oleari, mentre, 400 milioni di euro, come sottolineato dal MASAF, sono destinati, tramite contributi in conto capitale, all’ammodernamento dei macchinari agricoli che permettano l’introduzione di tecniche e tecnologie di agricoltura di precisione, nonché all’ammodernamento del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni.

In conclusione, è necessario che gli agricoltori trasformino presto i loro metodi di produzione e utilizzino al meglio le nuove tecnologie per ottenere migliori prestazioni ambientali, ottimizzare l’uso dei fattori produttivi e, soprattutto, aumentare la resilienza climatica. Infatti, l’agricoltura di precisione, non solo può aiutare a ridurre l’impatto ambientale del settore primario ma può anche dare un significativo apporto a mitigare i pericoli rappresentati dal cambiamento climatico (ad esempio l’emergenza siccità appena passata) e dagli shock straordinari di natura macroeconomica, come l’attuale guerra in Ucraina, che sta provocando un aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

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