Misurare il benessere digitale

“Misurare il benessere digitale”: questo il titolo dello studio realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e Join Group nell’ambito di Futur#Lab, il progetto promosso da I-Com e WINDTRE, in collaborazione con Join Group e con la partnership di Ericsson e INWIT.

La digitalizzazione sta trasformando in maniera radicale le abitudini quotidiane degli individui aprendo ad un mondo di nuove opportunità per gli individui sia nella sfera ludica che professionale. Lo spostamento della maggior parte delle attività umane sul web, oltre agli innumerevoli effetti positivi, porta con sé una nuova gamma di rischi derivanti sia dai cybercriminali che da un utilizzo problematico degli strumenti digitali.

  • La transizione digitale e la conseguente migrazione sul web di una gamma di servizi sempre più ampia stanno gradualmente ridisegnando le abitudini di individui, abilitando nuovi canali relazionali e creando opportunità di business innovative. Nell’arco di poco più di un decennio è significativamente cresciuta la quota di italiani che utilizzano internet tutti i giorni, passata dal 50,9% del 2012 all’82% del 2022.
  • Un elemento fondamentale per garantire il benessere degli utenti che navigano in Internet è un’adeguata dotazione di competenze digitali. Nonostante ciò, gli ultimi dati diffusi da Eurostat mostrano in questo ambito un’arretratezza generalizzata da parte dell’Italia, che si posiziona al quartultimo posto in UE per quota di popolazione (46%) in possesso di skill digitali almeno basilari.
  • Tra i rischi legati all’uso di Internet, riveste un ruolo preminente l’hate speech, che è divenuto oggetto di attenzione delle principali piattaforme digitali, le quali si impegnano a rimuovere tutti i video, le immagini, i post con finalità di istigazione, prevedendo anche procedure di ripristino in caso di erronea valutazione dell’inadeguatezza del contenuto.
  • Il monitoraggio su bullismo e cyberbullismo effettuato dal Miur a maggio 2022 evidenzia che il 7,9% degli studenti e delle studentesse partecipanti ha dichiarato di aver subito episodi di cyberbullismo (6,6% occasionalmente e 1,3% sistematicamente), mentre il 7,4% afferma di aver esperito attivamente tali condotte.
  • A novembre 2023 I-Com ha effettuato un’indagine volta a comprendere il grado di consapevolezza degli studenti italiani rispetto ai principali rischi collegati all’utilizzo degli strumenti informatici, nonché sulle possibili iniziative utili a potenziare conoscenze e competenze necessarie ad affrontare le sfide dell’ecosistema digitale.

Studio I-Com_Futur#Lab