L’energia prodotta dalle biomasse sta acquisendo sempre più importanza alla luce della rilevanza della transizione energetica e dell’ambizioso obiettivo di raggiungere emissioni nette di carbonio pari a zero entro il 2050.

La neutralità carbonica di questa risorsa e la valorizzazione di elementi di scarto, che altrimenti non contribuirebbero al valore aggiunto generato dalle forze produttive della nostra economia, la rendono rilevante in un contesto energetico ampio e diversificato.

L’energia delle biomasse è prodotta a partire da sostanze di origine biologica, vegetale o animale, e può essere elettrica o termica. È considerata pulita e rinnovabile ed è una fonte di combustibili alternativi che è possibile utilizzare al posto di quelli fossili. Gli impianti presentano vantaggi legati specialmente al ciclo di sfruttamento dei rifiuti biodegradabili e dei prodotti agricoli.

Le biomasse che si usano per produrre energia elettrica sono materiali di scarto riconvertiti mediante processi chimici o termici.

Ad oggi, i processi per convertire la biomassa sono:

  • processi termici:
    • combustione: la biomassa viene bruciata per generare calore e vapore, che a loro volta possono essere utilizzati al fine di produrre elettricità o per riscaldare edifici;
    • torrefazione: la biomassa viene riscaldata ad alte temperature per liberare l’energia immagazzinata.
  • processi gassosi:
    • digestione anaerobica: la biomassa viene decomposta dai microrganismi in assenza di ossigeno per produrre biogas, ottimo combustibile per la generazione di elettricità e calore;
    • gassificazione: la biomassa viene convertita in un gas di sintesi, conosciuto come syngas, che può essere utilizzato come combustibile per la generazione di elettricità o convertito in biocarburanti liquidi.
  • processi chimici:
    • pirolisi: anche in questo caso la biomassa viene scomposta chimicamente in assenza di ossigeno producendo bio-oil o biochar;
    • liquefazione: attraverso un processo di estrazione chimica, la biomassa viene trasformata in un liquido.

L’energia da biomasse si caratterizza per essere una risorsa rinnovabile, perché permette di utilizzare gli scarti della lavorazione del legno e permette di diminuire la dipendenza dai combustibili fossili.

Inoltre, è una risorsa carbon neutral, perché, in generale, priva di emissioni extra di diossido di carbonio. Questo accade perché nonostante le centrali di biomasse generino una certa quantità di CO2, tale quantità è già parte del ciclo del carbonio in quanto assorbita dalle piante. La combustione delle biomasse, quindi, non innalza il riscaldamento globale. A tale caratteristica si vanno ad aggiungere la grande disponibilità degli input organici, l’opportunità di ridurre gli sprechi e gli scarti, migliorando la gestione dei rifiuti generati dal comparto agricolo, industriale e del tessuto urbano.

Infine, l’energia da biomasse è perfettamente regolabile, quindi la sua erogazione può essere modulata secondo i bisogni della società

L’energia da biomasse, a livello europeo si caratterizza per essere una fonte di energia “indigena”, in quanto scarto della produzione e del consumo che avvengono sul suolo del Vecchio Continente. Inoltre, essa genera nuovi posti di lavoro e sviluppo economico, specialmente nelle aree rurali, contribuendo a renderle centri di smaltimento e generazione di energia.

Fonte: Bioenergy Europe Statistical Report 2021

La biomassa europea risulta essere così composta:

  • Biomassa legnosa, pari al 70% del totale;
  • Biomassa da residui agricoli, pari al 20% del totale;
  • Biomassa da rifiuti vari, pari al rimanente 10%

Tale dato deve essere letto alla luce del fatto che lo stock medio di foreste, in Europa, risulta essersi accresciuto del 30% tra il 1990 e il 2020, passando da 133 m3/ha a 173 m3/ha.

Fonte: Bioenergy Europe Statistical Report 2021

Questo si traduce in una maggiore disponibilità di biomassa e quindi di energia carbon neutral, nonché di una maggiore tutela del patrimonio ambientale e della biodiversità.

Gli eventi metereologici estremi comportano un rischio maggiore per il mantenimento dello stock di foreste; Infatti, gli eventi estremi e gli incendi, facilitati dalle temperature estive più elevate e asciutte, minacciano seriamente questa fonte di energia, nonché le esternalità positive ad essa correlate, come ad esempio il sequestro del carbonio e una maggiore biodiversità.

Fonte: Bioenergy Europe Statistical Report 2021

 

In sintesi, il settore delle biomasse si presenta come una componente rilevante nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e a neutralità carbonica, in quanto consente un utilizzo di prodotti di scarto senza immettere quantità aggiuntive di gas serra e rilanciare le periferie come centri di raccolta e produzione di energia.

Inoltre, con tale metodologia di produzione, alla luce del fatto che la maggior parte degli “input” sono a base di materiale legnoso e che le risorse forestali risultano accresciute nell’ultimo trentennio, emerge l’importanza di un approccio che gestisca nella maniera più efficiente possibile le risorse generate.