Come finanziare la transizione? Policy e strumenti alla prova degli alti tassi


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“Come finanziare la transizione? Policy e strumenti alla prova degli alti tassi” è il titolo del Policy brief redatto da I-Com lo scorso febbraio.

La transizione energetica è un’impresa collettiva: a farvi fronte dovranno essere tutti i soggetti della società, quindi imprese, enti pubblici e cittadini, ciascuno con capacità di investimento molto diverse. In un contesto economico caratterizzato da un alto costo del denaro e da inflazione, accompagnati da una discreta incertezza, finanziare la transizione, proprio ora che si rende necessario un cambio di passo, è una grande sfida. Nel documento si fornisce una panoramica degli investimenti in ambito energetico, degli incentivi pubblici e di strumenti di finanza “verde”, sia pubblica che privata. In ultimo, si fa riferimento a nuove possibili modalità per finanziare la decarbonizzazione.

  • Nel 2023, 1740 miliardi di $ sono stati investiti a livello globale per energia rinnovabile o a basse emissioni, efficienza energetica di edifici e reti, accumuli ed elettrificazione. Per rientrare nel Net Zero Emissions (NZE), queste risorse dovrebbero più che raddoppiare entro il 2030. L’Europa contribuisce a questo obiettivo, con investimenti in energia pulita pari 20% del totale globale.
  • Dopo anni di inflazione e rialzo dei prezzi, gli indici di costo per le tecnologie “verdi” sono scesi nel 2023. Tuttavia, i tassi d’interesse rimangono alti, il terzo valore più alto degli ultimi vent’anni, e i prestiti bancari verso imprese non finanziarie sono crollati.
  • Il sostegno del settore pubblico alla transizione si delinea nel PNRR, nel PNIEC e nei fondi europei di coesione (Accordo di Partenariato 2022). Per questi ultimi, la burocrazia macchinosa ha limitato l’impiego efficace delle risorse nel ciclo 2014-2020. Con le modifiche approvate, il PNRR contribuirà alla transizione verde con quasi il 40% delle risorse, circa 77 miliardi. Si stima che le politiche e gli obiettivi delineati nel PNIEC generano un fabbisogno di investimenti complessivo di 830 miliardi per la transizione di tutti i settori nel periodo 2023-2030.
  • Sono molti gli scogli da superare quando si tratta di obbligazioni verdi. L’apporto del settore pubblico alla loro emissione è cresciuto anche in Italia, con progetti concentrati nel settore dei trasporti. I green bond delle società private crescono con andamento quasi esponenziale e a partire dal 2018 non hanno mai mostrato rallentamenti.
  • Si auspica una più proficua collaborazione per promuovere nuove forme di finanza sostenibile, che si dimostrano promettenti. Spiccano l’energy crowdfunding, per una transizione energetica dal basso, il partenariato pubblico-privato – in forma di EPC contract – per l’efficienza energetica negli edifici pubblici e i cosiddetti mutui green per la riqualificazione degli immobili privati.

 

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