L’Italia e l’Europa verso gli obiettivi 2020. Le luci e le ombre (mentre la povertà aumenta)

Articolo
Michele MASULLI
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Eurostat ha recentemente pubblicato l’edizione 2018 di Smarter, greener, more inclusive?, che fornisce statistiche e informazioni sui trend in atto nei settori oggetto della “Strategia 2020″ e sui progressi verso i traguardi da questa indicati. A meno di due anni dall’anno X è necessario verificare a che punto è l’Unione Europea con l’implementazione della Strategia e con il raggiungimento degli obiettivi da questa previsti.

Nel giugno 2010, infatti, il Consiglio Europeo adottava Europe 2020, il programma dell’Ue per la creazione di occupazione e per la crescita economica nel decennio 2010-2020. Venivano fissati obiettivi per 5 ambiti (occupazione, ricerca e sviluppo, cambiamenti climatici ed energia, istruzione, povertà ed esclusione sociale) declinati in una serie di indicatori, con l’ambizione di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Gli obiettivi europei sono stati tradotti in target nazionali, così da valutare la situazione nei singoli Stati e stimare quanto essi possano contribuire a conquistare i risultati continentali.

La fotografia fornita dall’ufficio statistico dell’Unione europea evidenzia come, rispetto al 2008, l’Ue abbia compiuto avanzamenti considerevoli nel contrasto al cambiamento climatico e in ambito energetico, soprattutto attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra. Nell’area dell’istruzione, inoltre, gli obiettivi europei appaiono a breve distanza e raggiungibili nel termine previsto.

Nello specifico, risulta già superata la soglia del 20% di riduzione delle emissioni di gas dai livelli del 1990, mentre sono a tiro gli obiettivi riguardanti l’efficienza energetica (in termini di diminuzione del consumo dell’energia primaria e finale) e la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili sul totale del fabbisogno energetico (al 2016 si registra una percentuale del 17%, mentre l’obiettivo al 2020 è del 20%).

Similmente sono pressoché raggiunti i target relativi alla riduzione del tasso di abbandono scolastico sotto il 10% e all’ottenimento di un diploma di istruzione superiore da parte di almeno il 40% delle persone di età compresa tra i 30 e i 34 anni. In merito alla creazione di lavoro, la Strategia Europa 2020 punta ad arrivare al 75% di occupati per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni. Le statistiche Eurostat danno un tasso pari al 71,1% nel 2016 e al 72,2% nel 2017. Riuscendo a mantenere lo stesso tasso di crescita, l’obiettivo del 75% al 2020 sembra a questo punto a portata di mano.

Al contrario, più complicata è la situazione relativa agli ambiti ricerca e sviluppo e lotta alla povertà, dove i progressi compiuti – molto probabilmente – non saranno sufficienti a mantenere gli impegni presi.

Si punta a investire in questo settore il 3% del prodotto interno lordo dell’Ue, ma nel 2016 il Vecchio Continente era ancora fermo al 2%. Lontanissimo è inoltre l’obiettivo che il programma pone per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale: nel 2010, infatti, ci si proponeva di ridurre di 20 milioni il numero di persone a rischio o in condizioni di povertà e di esclusione sociale rispetto ai 116 milioni del 2008: nel 2016 questo risulta aumentato e pari a 118 milioni.

E l’Italia come è collocata nella rincorsa agli obiettivi 2020?

Bene i risultati finora raggiunti negli ambiti energetico e della formazione. I target relativi alla riduzione delle emissioni di gas serra, all’efficienza energetica e alla quota di energia prodotta da fonti rinnovabili non sono solo conseguiti, ma anche superati. Così come è fortemente ridotto il tasso di abbandono scolastico e la percentuale di conseguimento di educazione terziaria che supera numericamente gli obiettivi previsti e prefissati.

Al contrario, solo un con un impegno deciso sarà possibile centrare gli obiettivi in materia di ricerca e sviluppo e miglioramento occupazionale nel nostro Paese. Nel primo caso, l’Italia ha un target di spesa in ricerca e sviluppo sul Pil dell’1,53%, mentre nel 2016 questa si attestava all’1,3% circa. Nel secondo, l’obiettivo è ottenere nel 2020 un tasso di occupazione 67%, ma nel 2017 siamo solo al 62,3% degli occupati. Come per l’Ue, risulterà impossibile conseguire i risultati prefissati nell’ambito del contrasto all’esclusione sociale. Se nella Strategia 2020 l’obiettivo era di ridurre di 2 milioni e 200 mila il numero di persone che vivono in condizioni di povertà o sono a rischio di cadervi, questo nel 2016 risultava aumentato di 4,5 punti percentuali e riguardava il 30% della popolazione italiana.

He currently serves as Director of the Energy Area at the Institute for Competitiveness (I-Com), where he has been Research Fellow since 2017. Graduated in Economics and Economic Policy at the Alma Mater Studiorum – University of Bologna, he subsequently obtained a master's degree in "Export management and development of international projects" at the Sole24Ore Business School. He is currently a PhD student in Applied Economics at the Department of Economics of the University of Roma Tre. He mainly deals with energy scenarios and sustainable development policies, as well as industrial policies and business internationalization.

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