Gli sviluppi del fotovoltaico in Italia e nel mondo

Articolo
Gabriele Ferrara

L’Italia è uno dei Paesi europei più virtuosi per produzione di fonti di energia rinnovabile. In particolare, gli impianti fotovoltaici sono in continua espansione in tutto il continente. Nel 2019 per la prima volta in Europa l’eolico e il fotovoltaico insieme hanno prodotto più energia elettrica del carbone, crollato invece del 24% rispetto al 2018. A dirlo è lo studio “The European Power Sector in 2019”, curato dai think tank Agora Energiewende e Sandbag secondo cui la produzione di energia attraverso il fotovoltaico è aumentata del 7% con 9,5 terawattora (TWh) aggiuntivi rispetto al 2018. Tra i maggiori contribuenti figurano l’Olanda con 3 TWh in più e Spagna e Francia con 2 mentre Italia e Germania hanno aggiunto rispettivamente un TWh. Nel complesso il settore copre circa il 20% delle fonti di energia rinnovabili in Italia, che in tutto ammontano a quasi 115.000 gigawattora (GWh).

In particolare, secondo il Rapporto statistico del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) sul solare fotovoltaico, alla fine del 2018 nel nostro Paese sono stati registrati 822.301 impianti, per una potenza complessiva di circa 22.654 Gigawatt (Gw). Attualmente il solare fotovoltaico copre il 27% della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, dopo il calo del 7% registrato nell’ultimo anno a causa del peggioramento delle condizioni di irraggiamento. Nel corso del 2018 sono stati installati circa 48.000 impianti per una potenza complessiva di circa 440 megawatt (Mw). Inoltre, rispetto al 2017 gli impianti entrati in esercizio sono aumentati del 9,8%, così come la potenza installata, che ha visto un incremento del 6,2%. Il rapporto sottolinea come gli impianti di potenza inferiore o uguale a 20 kilowatt (Kw) siano quelli che prevalgono nel parco nazionale (90%), anche se in termini di potenza non superano il 21%. In generale, invece, la taglia media degli impianti è pari a 24,5 kW. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, invece, la Lombardia è la regione che ne ha di più (131.831) mentre la Puglia è leader in termini di potenza installata (oltre 2,6 GW). Al Centro spicca il Lazio con l’8,2% e al Sud la maggiore concentrazione di nuove installazioni si rileva in Sicilia (6%). Le regioni con minore presenza di impianti sono Basilicata, Molise e Valle D’Aosta.

Se invece guardiamo alle prospettive del settore, nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (qui un nostro articolo sul tema) emerge che entro la fine del decennio sono attesi ulteriori 30 GW di potenza installata. Inoltre, ci si concentrerà sull’installazione su edifici o su aree non adatte ad altri usi, con un importante coinvolgimento degli enti territoriali, in particolare delle regioni. Verrà perfezionato ed esteso l’obbligo di integrazione delle aree idonee individuate, mentre l’autoconsumo sarà incentivato ulteriormente. E ancora, si cercherà di snellire il sistema delle autorizzazioni per il revamping e repowering degli impianti. Il primo consiste in un intervento di ristrutturazione parziale di un impianto per ampliarlo e migliorarne l’efficienza. Il secondo, invece, riguarda una modifica totale, e dunque più ampia, per ripotenziare l’area su cui insiste l’impianto, ragion per cui portare a compimento questa procedura risulta più difficile.

Ad ogni modo, il settore già gode di un ottimo stato di salute e di buonissimi incentivi. Si pensi alle detrazioni fiscali pari al 50% e al superammortamento per le imprese. Non deve dunque sorprendere il fatto che una grande azienda come Eni si stia muovendo proprio in questa direzione. Lo scorso 10 febbraio tramite la società controllata Eni New Energy, la multinazionale ha inaugurato il nuovo parco fotovoltaico nella zona industriale di Porto Torres. La costruzione era stata avviata nel 2019 e ha consentito di realizzare un impianto con una capacità che può arrivare fino a 31 MW. Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, l’energia annuale prodotta sarà pari a 51 a gigawattora e verrà autoconsumata per circa il 70% dalle società presenti nel sito industriale. In questo modo si verificherà una riduzione di 26.000 tonnellate all’anno di anidride carbonica.

Il grande sviluppo del fotovoltaico sta dando impulso anche a nuove sperimentazioni, in modo da aumentarne la funzionalità e la produttività. Per esempio, i Sandia National Laboratories, un istituto di ricerca governativo degli Stati Uniti, hanno realizzato alcune micro-celle con dimensioni simili a quelle di un brillantino – sono larghe da 0,25 a 1 millimetro e spesse dai 14 ai 20 micrometri – che sono ritenute dagli studiosi più versatili, meno costose e complicate e altrettanto efficienti rispetto a quelle tradizionali, senza dimenticare le ridotte deformazioni meccaniche. Ancora, l’Institute for Research in Electronics and Applied Physics ha studiato un tipo di celle solari capaci di produrre energia anche la notte. Secondo il professore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica dell’Università della California di Davis Jeremy Munday, il fotovoltaico notturno sarebbe reso possibile da una cella appositamente progettata che idealmente potrebbe generare fino a 50 watt di potenza per metro quadrato – ovvero il 20-25% rispetto a quanto accade di giorno – utilizzando le celle termoradiative. Queste sarebbero in grado di emettere luce infrarossa e quindi di trasmettere calore da un corpo caldo a uno freddo. Al momento i prototipi sono ancora in fase di studio. La strada per migliorare l’efficienza energetica del pianeta passerà anche da questo tipo di iniziative.

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