Piano pandemico nazionale 2021-2023, ecco come si prepara l’Italia

Articolo
Maria Vittoria Di Sangro
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A ormai un anno di distanza dall’inizio dell’incubo coronavirus, il nostro Paese avrà presto un nuovo Piano pandemico nazionale. La bozza del documento, che sarà valido dal 2021 al 2023, prevede una serie di misure organizzative e azioni per fronteggiare la possibilità di nuove pandemie, dall’individuazione di una precisa catena di comando e responsabilità tra governo e regioni alla creazione di piattaforme “per il rapido sviluppo di farmaci antivirali antinfluenzali e vaccini pandemici contro virus influenzali aviari che si dimostrino in grado di passare all’uomo“.

Ma quali misure e linee guida contiene il nuovo piano? La bozza è stata divulgata prima delle necessarie messe a punto sul testo destinato a rimpiazzare quello in vigore, invariato dal 2006, con un nuovo quadro di riferimento unitario per le azioni “contro i virus influenzali a potenziale pandemico“. Fonti del ministero della Salute hanno precisato all’Ansa che il documento è ancora “una bozza informale, condivisa con i soggetti interessati e destinata a raccogliere indicazioni e modifiche“. Il piano pandemico definitivo, quindi, potrà subire trasformazioni e modifiche rispetto al testo odierno.

Questo piano – si legge nella bozza del documento – pur facendo tesoro di quanto appreso dalla pandemia in corso, si focalizza sulla preparazione rispetto a scenari pandemici da virus influenzali. Rimane la consapevolezza che molte delle misure prevedibili in una pianificazione pandemica influenzale sarebbero incluse in una più ampia pianificazione per un patogeno X simile a Sars-CoV-2 per cui è sicuramente necessaria, al termine della pandemia in corso, una programmazione in base anche a documenti di indirizzo internazionali che saranno resi disponibili nei prossimi mesi e che tenga conto di quanto già programmato reattivamente“. E ancora, secondo la bozza, “l’Italia si farà parte attiva nei confronti degli organismi europei e internazionali affinché i documenti guida siano orientati in tal senso al fine di poter elaborare e disporre nel più breve tempo possibile di un piano pandemico nazionale che comprenda tutte le patologie respiratorie ad alta trasmissibilità e patogenicità“.

Il nuovo piano 2021-2023 punta a fare tesoro di quanto dolorosamente imparato finora con il Covid. Da un lato fornisce le indicazioni necessarie per affrontare i normali virus respiratori, dall’altro tiene conto delle “attività finalizzate a rafforzare nel nostro paese la capacità di valutare rapidamente l’impatto di un virus influenzale emergente a potenziale pandemico con caratteristiche di trasmissibilità e gravità più elevate dell’ordinario“. Proprio come il Sars-Cov2.

Un punto molto delicato riguarda quello delle scelte etiche per i medici: “Lo squilibrio tra necessità e risorse disponibili può rendere necessario adottare criteri per il triage nell’accesso alle terapie“, si legge nel testo. “Gli operatori sanitari sono sempre obbligati, anche durante la crisi, a fornire le cure migliori, più appropriate, ragionevolmente possibili. Tuttavia, quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio“.

L’approccio adottato nella bozza ha scaturito non poche polemiche. Tra queste, anche la richiesta di chiarimento da parte del presidente della Federazione italiana superamento handicap (Fish), Vincenzo Falabella, che ha sollevato il dubbio: “Per caso si sta ipotizzando una diversità di trattamento nell’accesso alle cure per le persone più vulnerabili?.”

Nella teoria, il nuovo piano pandemico si ispira ai principi di equità, solidarietà e fiducia. Particolare attenzione è dedicata al dovere di cura, un caposaldo della deontologia medica. Allo stesso tempo, però, Falabella ha richiesto “senz’altro una maggiore attenzione alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ma soprattutto di sciogliere le ambiguità che la bozza del nuovo piano pandemico sembra contenere. Riteniamo ambiguo quando si riferisce che in caso di disparità tra risorse disponibili e necessità, si dovranno affrontare sfide rilevanti per l’allocazione delle risorse“. Ha poi invitato il ministro della Salute, Roberto Speranza, a chiarire quali siano realmente i principi di etica che ispirano il nuovo piano pandemico.

RIPORTARE LA SANITA’ AL CENTRO. DALL’EMERGENZA SANITARIA ALL’AUSPICATA RIVOLUZIONE DELLA GOVERNANCE DEL SSN.

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