Come i cittadini europei gestiscono i propri dati personali online. I numeri dell’Eurostat

Articolo
Maria Rosaria Della Porta
dati personali

I cittadini europei sembrano più sensibili al tema della privacy e pare abbiano acquisito maggiore consapevolezza del valore rivestito dai dati personali. Pertanto, nel Vecchio Continente, una persona su due di età compresa tra i 16 e i 74 anni rifiuta di consentire l’uso dei propri dati personali per fini pubblicitari quando naviga su Internet per scopi privati.

E’ quanto viene riportato da un sondaggio condotto dall’Eurostat nel 2020, con il fine di comprendere quanto sono disposti i cittadini dell’Unione europea a fornire l’accesso alle proprie informazioni personali quando sono online. I risultati della survey sono stati presentati lo scorso 28 gennaio durante la Giornata europea della protezione dei dati personali.

Inoltre, è emerso che il 46% degli intervistati ha riferito di aver consentito solo un accesso limitato alla propria posizione geografica o di aver rifiutato completamente di fornire dati dettagliati di geolocalizzazione. Il 40% dei cittadini europei, invece, prima di fornire l’accesso e l’uso dei propri dati, ha dichiarato di leggere le informative sulla privacy. Un altrettanto 40% ha limitato l’accesso ai profili o ai contenuti dei siti di social network o allo spazio di archiviazione condiviso online. Infine, il 33% ha usato Internet, ma ha verificato che il sito Web in cui ha fornito i propri dati fosse sicuro.

Tuttavia, ci sono delle differenze tra i diversi Paesi nel modo in cui i cittadini gestiscono i propri dati personali online, specialmente in relazione a scopi pubblicitari. Come rileva l’ufficio statistico europeo, la percentuale di persone che rifiutano di consentire l’uso dei propri dati personali per finalità pubblicitarie e si mostrano dunque più sensibili nei confronti del tema privacy varia considerevolmente negli Stati membri dell’Unione.

In questi casi buona parte dei cittadini che non presta il consenso si trova nei Paesi Bassi (73%), in Finlandia (70%), Danimarca e Germania (entrambi 63%) e Spagna (62%). Al contrario, la percentuale più bassa di persone che non permette l’uso dei propri dati personali per finalità pubblicitarie, e che quindi ne concede l’accesso, si colloca in Bulgaria (10%), Romania (20%), Grecia (29%), Slovacchia (30%) e Lettonia (32%).

LEAVE A COMMENT

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.