Salute, il piano del Mise per sostenere l’innovazione

Approfondimento
Eleonora Mazzoni
salute

Lo scorso 19 gennaio il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato l’invito a manifestare interesse per Importanti progetti di comune interesse europeo (Ipcei) nell’ambito delle catene strategiche del valore nel settore della salute. L’obiettivo è creare competenze e capacità industriali e tecnologiche in grado di assicurare all’Italia e all’Unione europea un’elevata autonomia strategica di ricerca e produzione. Ma pure di recuperare la competitività nel panorama internazionale.

La volontà di realizzare un progetto comune di respiro europeo nell’ambito del comparto salute nasce dalla consapevolezza di sostenere gli investimenti in un settore in cui le imprese possano davvero svolgere un ruolo di primo piano. Attraverso l’Ipcei Salute si cercano proposte d’investimento in Italia che vadano a rafforzare il tessuto industriale e della ricerca e sviluppo. Nello specifico, possono riguardare diversi ambiti, dai farmaci ai vaccini, dalla salute digitale all’innovazione dei processi produttivi.

IPCEI E FONDO IPCEI: COSA SONO?

Gli Importanti progetti di comune interesse europeo sono iniziative di collaborazione industriale a carattere transnazionale (devono coinvolgere almeno 4 Stati membri) su larga scala che possono apportare vantaggi significativi all’Unione europea e ai suoi cittadini e che affrontano importanti fallimenti del mercato o sistemici e sfide sociali che altrimenti non verrebbero considerate. Per questo sono intesi a favorire la collaborazione tra settore pubblico e privato.

Secondo la Commissione europea, questi progetti possono sostenere tutte le politiche e le azioni finalizzate al conseguimento di obiettivi europei comuni, devono rappresentare un contributo concreto, chiaro e identificabile e avere un impatto significativo sulla crescita sostenibile in ambiti quali il Green Deal europeo, la strategia digitale, il decennio digitale e la strategia europea per i dati e il suo aggiornamento, la nuova strategia industriale per l’Europa, il Next Generation Eu, l’Unione europea della salute, il nuovo spazio europeo della ricerca e dell’innovazione e il nuovo piano d’azione per l’economia circolare.

Il Fondo Ipcei è per l’Italia lo strumento che supporta le attività svolte dai soggetti coinvolti nella realizzazione degli Importanti progetti di comune interesse europeo e interviene concedendo ed erogando agevolazioni a sostegno delle attività svolte nel nostro Paese nell’ambito dei progetti approvati nell’Unione in applicazione dell’articolo 107 del trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. La procedura di ammissione prevede una selezione preliminare delle proposte e dei soggetti interessati alla costituzione di un Ipcei da parte del ministero dello Sviluppo economico in cui si definiscono i contenuti dell’iniziativa e i partecipanti, prima di procedere alla fase di notifica alla Commissione europea. L’intervento del Fondo viene poi attivato con decreto del ministro dello Sviluppo economico, che individua le risorse destinate all’intervento e le procedure di dettaglio per l’attuazione.

IPCEI SALUTE

Proprio lo scorso 19 gennaio il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato l’invito a manifestare interesse per la partecipazione a un Ipcei nell’ambito delle catene strategiche del valore nel settore della salute per progetti che rispondano a diversi obiettivi: prevenzione e contrasto alle crisi sanitarie e alla diffusione di malattie altamente prevalenti e/o a carattere emergenziale e che necessitano di nuove cure, innovazione di prodotto e medicina personalizzata, innovazione nei processi produttivi, contrasto all’antimicrobico resistenza e salute digitale.

Le aziende, che possono rispondere all’invito fino al 28 febbraio 2022, devono operare in un settore industriale coinvolto nella catena strategica del valore individuata e devono essere innovative e rispettose dell’ambiente. Il progetto, inoltre, deve presentare un’importante fase di ricerca e sviluppo e potrà includere un primo momento di sviluppo industriale di nuove tecnologie o prodotti mentre la successiva produzione di massa e le attività commerciali, seppur incluse nel progetto, non saranno ammissibili per ricevere contributi pubblici. Il progetto d’investimento, infine, deve avere come destinatario l’Italia e deve essere caratterizzato da un significativo e dirompente contenuto di innovatività.

IL SETTORE FARMACEUTICO IN ITALIA

La pubblicazione dell’invito per l’Ipcei Salute da parte del ministero dello Sviluppo economico risulta particolarmente interessante per l’industria farmaceutica in Italia, tanto da figurare come un incentivo agli investimenti in ricerca e sviluppo, produzione e trasferimento tecnologico e da rappresentare, come sottolineato dal ministro Giancarlo Giorgetti, un primo concreto passo in avanti nella definizione di una strategia comune europea in cui l’Italia rivesta un ruolo importante in un settore di frontiera come quello farmaceutico e medicale.

Vale la pena ricordare che l’industria farmaceutica rappresenta un fiore all’occhiello del nostro sistema economico con un valore della produzione che nel 2020 è stato pari a circa 34 miliardi di euro e che ci ha fatto posizionare ai primi posti rispetto agli altri Paesi del Vecchio continente. Secondo i dati Istat, la crescita del valore aggiunto nel settore farmaceutico è stata nettamente superiore a quella del totale dell’attività economica, e della stessa manifattura nel tempo. E pure l’indice della produzione industriale, che misura la variazione del volume fisico della produzione, è stato capace di dare segnali particolarmente positivi. Su base tendenziale (novembre 2021 su novembre 2020) l’indice della produzione industriale è aumentato dell’8,5% per l’industria farmaceutica, contro il 3,9% del totale delle attività manifatturiere e il 4% del totale dell’industria, ad esclusione delle costruzioni.

Inoltre, secondo il Rapporto sulle imprese 2021 dell’Istat, l’85% delle aziende nella farmaceutica ha dichiarato di avere svolto almeno un’attività per realizzare progetti di innovazione, contro il 38,4% del totale delle imprese. Ma non è tutto ,per realizzare i progetti innovativi circa il 70% delle realtà attive nel comparto hanno utilizzato il design industriale unitamente alle attività di ricerca e sviluppo per realizzare progetti innovativi.

Appare chiaro quanto sia fondamentale agire per creare un ambiente positivo per attrarre investimenti nel settore. L’Ipcei Salute può sicuramente aiutarci a raggiungere questo scopo e a far posizionale il nostro Paese in aree strategiche chiave per il futuro. Partendo (come sottolineato in precedenza) da una presenza industriale che già rappresenta un vantaggio competitivo ma che deve essere in grado di affrontare i nuovi scenari che si apriranno a seguito della pandemia da Covid-19.

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