L’impatto della partecipazione al programma Horizon 2020 sulle imprese italiane: un’analisi per il settore energia

Studio
I-Com, GSE e APRE
horizon

In occasione del convegno pubblico “Ricerca e innovazione tecnologica nella transizione energetica: quali prospettive per l’Italia?” organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, è stato presentato lo studio realizzato da I-Com, GSE e APRE dal titolo “L’impatto della partecipazione al programma Horizon 2020 sulle imprese italiane: un’analisi per il settore energia“.

La transizione energetica globale pone sfide senza precedenti all’umanità. Coinvolge molti fattori guidati da questioni ambientali, economiche e sociali interconnesse. Inoltre, la finestra temporale per la transizione energetica globale si sta rapidamente chiudendo.

Il cambiamento climatico è stato riconosciuto come una delle principali minacce per l’umanità tanto da portarci all’accordo di Parigi del 2015 e ai successivi impegni per stabilizzare l’impatto climatico dello sviluppo umano. Come dimostrato dal recente IRENA World Energy Transitions Outlook, nonostante gli sforzi compiuti da diversi Stati per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, il ritmo di crescita degli investimenti nella generazione di energia rinnovabile e nelle tecnologie e delle misure di efficienza energetica deve aumentare in modo significativo se vogliamo raggiungere l’obiettivo di limitare l’aumento medio della temperatura globale di 1,5 °C. Inoltre, nel rapporto “2021 Net Zero entro il 2050: una Roadmap for the Global Energy Sector” l’Agenzia internazionale dell’energia prevede che metà della riduzione delle emissioni di CO2 nel 2050 sarà raggiunta grazie a nuove tecnologie energetiche ancora non disponibili sul mercato e che comportano ingenti investimenti in ricerca, innovazione e diffusione nel settore energetico.

Come stanno reagendo le aziende al cambio di paradigma della transizione energetica? Sono disponibili strumenti di supporto adeguati per far fronte agli sforzi di ricerca e innovazione delle imprese private? Qual è il reale impatto di tali strumenti sulla competitività di un’impresa?

Per rispondere a queste domande, lo studio – curato dal direttore Studi, Monitoraggio e Relazioni internazionali GSE Alberto Biancardi, dal vicepresidente I-Com Franco D’Amore (I-Com) e dal Capo dipartimento Progetti APRE Chiara Pocaterra – indaga l’impatto del programma Horizon 2020 sulle imprese italiane.

Fiore all’occhiello della ricerca e innovazione in Europa, Horizon 2020 mette a disposizione un totale di 78 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 per implementare progetti scientifici e tecnologici ad alto impatto e azioni di innovazione in diversi campi di ricerca strategici. Si tratta di un programma altamente competitivo che richiede la costituzione di un consorzio transnazionale di almeno tre enti indipendenti di tre diversi Stati membri, con la possibilità di coinvolgere imprese, istituti di ricerca pubblici e privati ​​e università, organizzazioni non governative e organizzazioni della società civile che si occupano di ricerca e progetti di innovazione a diversi livelli di maturità (livello di preparazione tecnologica).

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