Fascicolo Sanitario Elettronico e PNRR: i primi traguardi raggiunti e i prossimi obiettivi

Articolo
Eleonora MAZZONI

Con la pubblicazione in Gazzetta, lo scorso 4 ottobre, del Decreto interministeriale per l’assegnazione delle risorse territorializzabili e riconducibili all’adozione e utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte delle Regioni (Decreto 8 Agosto 2022) è partita la seconda fase del relativo progetto finanziato dal PNRR (componente 2.1.3 della Missione Salute). Il Governo ha così stanziato, e suddiviso tra le regioni italiane, oltre 610 milioni di euro per questa linea di investimento, di cui poco più di 299 milioni per il potenziamento dell’infrastruttura digitale dei sistemi sanitari e 311 milioni di euro per l’incremento delle competenze digitali dei sistemi sanitari. L’assegnazione temporale prevede che l’erogazione delle risorse avvenga nel secondo trimestre di ciascun anno, dal 2023 al 2025, e sia subordinata al raggiungimento di specifici obiettivi di alimentazione e formato dei documenti, fatta salva l’erogazione dell’anticipo previsto per l’anno in corso.

La seconda fase del progetto Fascicolo Sanitario Elettronico è entrata nel vivo il 12 ottobre, con la presentazione in Conferenza Stato – Regioni unificata dei risultati dei progetti pilota condotti da sei regioni (Basilicata, Campania e Piemonte per l’incremento dell’alimentazione, Emilia-Romagna, Lombardia e Puglia per la trasferibilità automatica) da parte del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao. Il progetto pilota ha rappresentato la prima fase del progetto, di respiro nazionale e voluto dal PNRR, relativo al Fascicolo Sanitario Elettronico e i risultati presentati sono positivi in tutte le regioni interessante. Per quanto riguarda l’alimentazione in sette mesi la Basilicata è passata dal 27% dei documenti disponibili sull’FSE al 95%, la Campania dal 1,5% al 53% e il Piemonte dal 50% al 80%. Sulla portabilità interregionale, la percentuale di successo nella migrazione dei documenti tra le Regioni pilota è passata dal 14% al 93% nel periodo ottobre 2021-giugno 2022 ed allo stesso tempo si è registrata una riduzione degli errori rispetto alla migrazione: questi ultimi sono passati dal 5% al 0,60% dei documenti interessati nello stesso periodo.

Quanto appreso dal progetto pilota servirà nella seconda fase, che vedrà gli interventi interessare tutte le regioni italiane. Il Decreto 8 agosto 2022 stabilisce che l’utilizzo delle risorse per il potenziamento dell’infrastruttura digitale dei sistemi sanitari debbano essere utilizzate per implementare le linee guida per l’attuazione del FSE adottate nel mese di maggio del 2022. L’utilizzo delle risorse per l’incremento delle competenze digitali, invece, dovrà essere definito in un apposito piano operativo da parte delle regioni e approvato dal Ministero della salute e dalla Struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica. L’approvazione dei piani per l’attuazione delle linee guida e operativi sarà quindi condizione necessaria per l’erogazione delle risorse su base annuale.

Ma non solo. L’erogazione dei finanziamenti, prevede il testo, è subordinata al raggiungimento di obiettivi specifici e per la verifica del loro raggiungimento le regioni sono tenute a fornire i dati di monitoraggio e controllo secondo la periodicità prevista dalle linee guida, fino a quando non saranno disponibili gli strumenti di monitoraggio automatico a livello nazionale. L’inerzia o il ritardo nella presentazione dei dati di monitoraggio e controllo per la verifica del raggiungimento degli obiettivi costituisce motivo di revoca del finanziamento per la quota relativa al periodo di riferimento.

Gli indicatori utilizzati per ogni obiettivo temporale definiti dal decreto e sulla base dei quali sono erogate le risorse a ciascuna regione sono:
• La quota percentuale di documenti indicizzati sul numero di prestazioni erogate;
• La quota percentuale di medici di medicina generale (MMG) che alimenta il FSE sul numero di MMG;
• La quota percentuale di documenti in CDA2 (rappresentazione informatica dei documenti clinici) sul totale dei documenti indicizzati;
• La quota percentuale dei documenti firmati in PaDES (PDF Advanced Electronic Signature) sul totale dei documenti indicizzati.

Gli obiettivi temporali per il primo dei quattro indicatori sono stati suddivisi in tre fasce, che rispecchiano i punti di partenze attuali delle regioni: al momento della stesura del piano di adeguamento alle linee guida FSE ogni regione dovrà indicare quale fascia di obiettivi intende perseguire, fermo restando che al 2026 ogni regione dovrà aver raggiunto il 90% di documenti indicizzati rispetto al numero delle prestazioni erogate (Tabella).

La verifica del raggiungimento degli obiettivi avviene alla fine dei trimestri indicati nella tabella e le percentuali fanno riferimento ai dati raggiunti esclusivamente nei trimestri relativi ad ogni scadenza.
Nel frattempo, in occasione della presentazione dei risultati del progetto pilota, il Ministro ha annunciato che, per quanto riguarda la piattaforma nazionale di telemedicina, l’Agenas ha dichiarato economicamente conveniente e di pubblica utilità la proposta di Partenariato pubblico privato ricevuta da Poste Italiane, Dedalus, Engineering, Althea e Almaviva, che sarà ora messa a gara. Le procedure per le gare che metteranno a disposizione di tutte le Regioni i servizi di telemedicina, in particolare per le visite, l’assistenza, il consulto e il monitoraggio da remoto saranno invece avviate entro l’autunno.