Il 12 novembre scorso l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha pubblicato il suo rapporto di punta: il World Energy Outlook 2025. Nel rapporto sono contenute le principali previsioni sui fondamentali del mondo dell’energia, partendo dalla domanda di petrolio e gas fino ad arrivare agli scenari emissivi, visti sia da una prospettiva globale che da una regionale e nazionale. Le stime sono presentate in tre scenari: le politiche correnti, ovvero il Current Policies Scenario (CPS), le politiche annunciate, lo Stated Policies Scenario (STEPS) e lo scenario zero emissioni nette al 2050, il Net Zero Emissions by 2050 (NZE).
LO SCENARIO A POLITICHE CORRENTI
Lo scenario delle politiche correnti fornisce una panoramica delle politiche e delle normative già in vigore e offre una prospettiva “cauta” sulla velocità con cui le nuove tecnologie energetiche possono essere implementate nel sistema energetico. Secondo le proiezioni la domanda di petrolio e gas naturale continuerà a crescere senza raggiungere un picco nei venticinque anni che ci separano da qui al 2050, mentre la domanda di carbone potrebbe iniziare a diminuire entro la fine della decade attuale. La maggiore richiesta di petrolio è trainata da un uso crescente nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo per il trasporto su strada, le materie prime petrolchimiche e l’aviazione. Parallelamente, l’aumento nell’utilizzo di gas naturale deriva dallo sviluppo dei mercati asiatici che vedranno un maggiore afflusso della risorsa grazie ai nuovi collegamenti Russia-Cina e agli accresciuti flussi di GNL.
Le emissioni globali annuali di CO2 legate all’energia aumenteranno leggermente rispetto ai livelli attuali e si avvicineranno alle 40 gigatonnellate (Gt) di anidride carbonica all’anno all’inizio degli anni ’30, mantenendosi intorno a questo livello fino al 2050. Le emissioni diminuiranno complessivamente nelle economie avanzate, in modo più significativo in Europa, e saranno minori in Cina dal 2030 in poi, ma saliranno altrove. Le emissioni totali di gas serra porteranno a un incremento della temperatura media superficiale globale di circa 2 °C nel 2050 e di 2,9 °C nel 2100.
PROSPETTIVE DI POLITICHE ANNUNCIATE
Lo scenario delle politiche annunciate (STEPS) del World Energy Outlook 2025 considera l’applicazione di una gamma più ampia di politiche, comprese quelle formalmente presentate ma non ancora adottate, nonché altri documenti strategici ufficiali che indicano la direzione da seguire. Gli ostacoli all’introduzione di nuove tecnologie sono inferiori rispetto allo Scenario delle Politiche correnti (il CPS). Considerando il 2024 come anno base, per quanto riguarda il petrolio si prevede una stabilizzazione della domanda mondiale nel 2030. Per il gas naturale si stima una situazione analoga con picco nel 2035, mentre la domanda di carbone nel 2035 si sarà ridotta del 20%, anche grazie alla diminuzione del carbone sfruttato per la generazione elettrica, perlopiù in Cina.
Le emissioni di CO2 del settore energetico raggiungono il picco nel breve termine a poco più di 38 gigatonnellate (Gt), scendendo a 35 Gt entro la metà degli anni 2030 e al di sotto di 30 Gt entro il 2050, un livello registrato l’ultima volta nel 2005. Tuttavia, le emissioni provenienti dai settori di utilizzo finale si appiattiscono ma non diminuiscono in modo significativo. Si prevede infatti che entro il 2100 la temperatura globale aumenterà di 2,5 °C.
COP30
Queste stime arrivano in un momento di particolare rilevanza per gli impegni internazionali comuni sul fronte del cambiamento climatico. A dieci anni dalla sigla dell’Accordo di Parigi e a vent’anni dall’intesa sul Protocollo di Kyoto, si sta infatti svolgendo a Belem, in Brasile, la trentesima conferenza delle Parti (COP30), che si concluderà il 21 novembre. Le priorità della COP30 sono:
- Aggiornamento degli NDC (Nationally Determined Contributions) 3.0, ovvero i Contributi Determinati a livello Nazionale: presentazione dei Contributi Determinati a livello Nazionale rivisti, con target più ambiziosi e allineati alla traiettoria dell’1,5 °C. I 64 nuovi NDC sottoposti dalle Parti entro il 30 settembre 2025 sono stati esaminati e inseriti nel Rapporto di Sintesi 2025 sui Contributi Determinati a livello Nazionale;
- Consolidamento della finanza climatica: definizione di obiettivi vincolanti e miglioramento della trasparenza nell’allocazione dei fondi;
- Transizione energetica giusta: promozione di un passaggio equo verso le energie pulite mediante la progressiva riduzione dei combustibili fossili e l’incremento delle fonti rinnovabili;
- Operatività del Fondo per Perdite e Danni: focus su governance efficace, criteri di equità distributiva e tempestività nell’erogazione delle risorse;
- Adattamento e resilienza climatica: elaborazione di indicatori globali per monitorare i progressi e fornitura di supporto tecnico ai paesi più esposti agli impatti climatici;
- Rapporto di sintesi sui Rapporti Biennali sulla Trasparenza: questo documento fornisce una prima valutazione complessiva dei progressi mondiali in termini di mitigazione, adattamento e supporto nell’implementazione dell’Accordo di Parigi. Elaborato a partire da oltre 100 primi Rapporti Biennali sulla Trasparenza (BTR1) e Rapporti Nazionali sull’Inventario trasmessi dalle Parti entro il 15 aprile 2025, il rapporto copre approssimativamente il 75% delle emissioni globali di gas serra registrate nel 2020.
CONSIDERAZIONI FINALI
L’impegno preso nell’Accordo di Parigi consisteva nel contenimento dell’aumento della temperatura. Precisamente, si puntava a mantenere “l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali” e di proseguire gli sforzi “per limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali”. Gli scenari di politiche correnti e politiche annunciate del World Energy Outlook 2025 prefigurano uno scenario in cui questi limiti saranno superati, dato che le emissioni di C02 non raggiungeranno il proprio picco entro il 2025, ma, al contrario, continueranno ad aumentare.
Anche lo scenario Zero emissioni nette al 2050 del rapporto delinea come inevitabile il superamento della soglia dell’1,5 C°, con l’aumento della temperatura che, nella migliore delle ipotesi, facendo largo affidamento su tecnologie per rimuovere la CO2 dall’atmosfera, raggiungerà i 1,65 C° nel 2050 e rientrerebbe nei 1,5 C° solo nel 2100. Tuttavia, le tecnologie per la rimozione della C02 dall’atmosfera sono costose e non testate su larga scala, rendendo questo terzo scenario estremamente improbabile.
Questo quadro complessivo mette in luce come, ormai, gli obiettivi dell’Accordo di Parigi siano definitivamente sfumati dato che il superamento della soglia di 1,5°C entro il 2050 avverrà anche nello scenario più ottimistico. Il rischio concreto per il pianeta nel superare la soglia è che si scatenino impatti sui cambiamenti climatici molto più intensi, tra cui siccità, ondate di calore e precipitazioni più frequenti e gravi. La direzione delle politiche pubbliche dovrà necessariamente tenere conto di questi scenari, iniziando a concentrare gli sforzi anche su misure di adattamento ai cambiamenti climatici e non solo sugli interventi di mitigazione.




