“SEMPLIFICARE IL FUTURO. Il partenariato tra Italia e Germania nel rilancio dell’innovazione e della competitività europea” è il titolo del nuovo policy brief I-Com.
La ritrovata collaborazione strategica tra Italia e Germania si è rafforzata ulteriormente con il Protocollo del Piano d’azione – quest’ultimo originariamente firmato a novembre 2023 – e il non-paper sulla competitività europea: due documenti licenziati a valle del vertice intergovernativo dello scorso 23 gennaio. In vista dei prossimi appuntamenti, a partire dal vertice informale UE del 12 febbraio, i due Paesi possono delineare le priorità rispetto alla regolazione digitale, riportando il vecchio continente sul sentiero dell’innovazione e della competitività dopo una stagione di iper-regolazione, in questo come in molti altri settori.
- Il dossier digitale è uno dei banchi di prova più delicati e promettenti del partenariato italo-tedesco. La stratificazione normativa e la frammentazione applicativa si sono trasformate in costi e incertezze, limitando crescita e innovazione in Europa. I Rapporti Draghi e Letta hanno già messo in evidenza queste criticità, e una prima risposta all’esigenza di netto cambio di passo a favore della semplificazione normativa si rinviene nella lettera dei 19 Capi di Stato e di Governo di ottobre rivolta al Consiglio e alla Commissione.
- Il pacchetto Omnibus IV ha riguardato la semplificazione degli obblighi legati al GDPR. Ciò che manca, tuttavia, per un GDPR a prova di futuro è l’introduzione di un “diritto all’innovazione” tra i criteri che le autorità di protezione dei dati personali nell’UE sono chiamate a considerare e a bilanciare nei procedimenti di loro competenza.
- Il nuovo Digital Omnibus rappresenta una nuova grande opportunità per semplificare il quadro normativo digitale, ma la sua formulazione è ancora troppo conservativa: occorre valutare una semplificazione più incisiva dell’AI Act, che vada oltre lo stop-the clock per i sistemi ad alto rischio, a partire dai modelli di IA general purpose disciplinati dal Capo V, le cui caratteristiche e limiti tecnici (non modificati dall’attuale formulazione della proposta) vanno incontro a un rapido invecchiamento, costituendo in tal senso un freno allo sviluppo e alla diffusione dell’IA in Europa.
- L’attuale framework normativo europeo rischia di ostacolare anche lo sviluppo in Europa dei dispositivi connessi con l’IA (wearables), che rappresentano il futuro dell’elettronica di consumo. L’obbligo di sostituibilità autonoma delle batterie imposto dal Reg. UE 2023/1542 (“Batterie”), ad esempio, costituisce una barriera regolatoria eccessiva e non adeguatamente ponderata, imponendo investimenti in R&S sproporzionati rispetto ai benefici di sostenibilità, nonché a scapito della sicurezza dei consumatori.
- Un quadro normativo digitale complesso e sbilanciato, che concentra la semplificazione sulle PMI e mantiene oneri elevati per le imprese di maggiori dimensioni, può ridurre gli incentivi agli investimenti in R&S, frammentare gli ecosistemi di innovazione e rallentare la diffusione delle tecnologie di frontiera. Ciò rischia di indebolire la produttività e la competitività dell’UE, ampliando il divario con Stati Uniti e Cina nei settori tecnologici strategici.
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