“L’IA NEI TERRITORI: LE POLICY PER ACCELERARE LA COMPETITIVITÀ. La visione dallo Stato alle Regioni” è il titolo del nuovo studio realizzato dall’Istituto per la Competitività in collaborazione con TeamSystem.
La diffusione dell’intelligenza artificiale sta diventando un fattore sempre più rilevante per la competitività delle imprese e dei territori. In Italia, la capacità di integrare l’IA e le tecnologie digitali nei processi resta tuttavia disomogenea, riflettendo differenze in termini di maturità digitale, competenze, capacità di investimento e struttura dimensionale delle imprese. In un tessuto produttivo caratterizzato da una forte presenza di micro, piccole e medie imprese, tali divari possono tradursi in differenti opportunità di crescita e innovazione. Lo studio analizza quindi il contributo della digitalizzazione e dell’IA alle performance economiche delle imprese italiane e il ruolo delle politiche pubbliche per accelerarne l’adozione, ridurre i divari territoriali e dimensionali e trasformare l’innovazione in un fattore diffuso di competitività e crescita economica del Paese.
- L’IA sta passando dalla sperimentazione alla trasformazione strutturale dei processi aziendali, con investimenti globali in forte crescita ma livelli di maturità ancora limitati: molte imprese restano ferme a progetti pilota e solo una quota ridotta riesce a integrare pienamente l’IA e a tradurla in risultati economici diffusi.
- In Italia l’adozione dell’IA accelera, ma resta fortemente disomogenea: nel 2025 la utilizza il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti, con forti divari tra grandi imprese e PMI, tra territori e tra settori, oltre a differenze significative nell’intensità di utilizzo.
- Nel 2025, il 19,3% delle imprese del Nord-Ovest utilizzava tecnologie di intelligenza artificiale, contro il 12,2% di quelle del Mezzogiorno. Il gap tra le due aree ha superato i 7 punti percentuali, rispetto ai 2,7 del 2024, mostrando come la diffusione dell’IA proceda più rapidamente nei territori con maggiore maturità digitale e capacità di investimento.
- Le Regioni stanno assumendo un ruolo crescente nella definizione delle politiche per l’intelligenza artificiale, ma con livelli di maturità ancora molto differenti. Calabria, Puglia, Sardegna e Toscana hanno già adottato normative specifiche sull’IA, mentre numerose altre Regioni stanno intervenendo attraverso proposte di legge, strategie digitali e linee guida. Anche la Lombardia ha compiuto un significativo passo avanti: il 27 ottobre 2026 il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge n. 171, che aggiorna la normativa regionale in materia di ricerca e innovazione e prevede, tra gli altri strumenti, una Carta regionale per lo sviluppo dell’IA. Ne emerge un quadro in evoluzione, ma frammentato nei modelli di regolazione, governance e sostegno all’adozione.




