Come variano gli indicatori Bes con la legge di bilancio

Articolo
Michele Masulli

La legge numero 163 del 2016 ha riformato la legge di bilancio. Tra le modifiche apportate, un’innovazione significativa è rappresentata dall’introduzione all’interno del ciclo di programmazione economica e di bilancio di un set di indicatori di benessere equo e sostenibile (Bes). In questo modo, si intende sviluppare una visione delle politiche pubbliche più comprensiva, non legata esclusivamente a variabili di carattere strettamente economico, ma capace di abbracciare dimensioni di natura diversa, attinenti ad aspetti sociali e ambientali. Così facendo, si impegna anche il ministero dell’Economia e delle Finanze a tenere conto di una gamma più vasta di misure nell’ambito dei processi di definizione delle policy e della valutazione dei loro esiti.

Gli indicatori Bes sono dodici e sono stati individuati dal Comitato Bes nel 2017. Ci sono indicatori di carattere reddituale (il reddito medio disponibile aggiustato pro capite, l’indice di diseguaglianza del reddito disponibile, l’indice di povertà assoluta), occupazionale (tasso di mancata partecipazione al lavoro, con relativa scomposizione per genere, rapporto tra tasso di occupazione delle donne 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli) e relativo alla formazione, come l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. Allo stesso tempo, vengono contemplati indicatori di natura demografica (la speranza di vita in buona salute alla nascita), sanitaria (l’eccesso di peso), sociale (l’indice di criminalità predatoria) e relativi all’amministrazione pubblica (l’indice di efficienza della giustizia civile). Non mancano valutazioni di tipo ambientale, con l’indice di abusivismo edilizio e le emissioni di CO2 e altri gas climalteranti.

Se la prima applicazione ha riguardato soltanto quattro indicatori, si è successivamente passati a introdurre tutti e 12 gli indicatori del Bes. L’evoluzione di questi ultimi è oggetto della seconda Relazione al Parlamento sugli indicatori di benessere e sostenibilità, che effettua una previsione degli indicatori Bes per il triennio 2019-2021 sulla base dei provvedimenti assunti con l’ultima legge di Bilancio. Il Mef prevede un miglioramento generalizzato degli indicatori nel triennio considerato. In particolare, in relazione alle misure dell’ambito “benessere economico”, si prevede che tra il 2019 e il 2021 si registrerà un aumento significativo del reddito disponibile aggiustato pro capite (+4,5) e una riduzione della disuguaglianza dei redditi (il rapporto tra ultimo e primo quintile di reddito si ridurrebbe di mezzo punto percentuale).

Queste stime sono dovute soprattutto all’introduzione del reddito di cittadinanza, all’estensione del regime forfettario agevolato e alle assunzioni nel pubblico impiego. Questi interventi produrranno conseguenze utili anche in termini di riduzione della povertà assoluta. Si considera, inoltre, che crescerà la partecipazione al mercato del lavoro (+1,1) e il gap tra donne e uomini passerà da 6,1 a 5,3 punti percentuali, il valore più basso dal 2005. In questo caso, oltre ai provvedimenti menzionati, avrebbero effetti positivi gli incentivi all’occupazione e i buoni per l’iscrizione agli asili nido, che produrrebbero altresì un’influenza favorevole anche sul rapporto tra i tassi di occupazione delle donne con età tra i 25 e i 49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli.

Il rinnovo degli incentivi all’efficienza energetica e il meccanismo ‘bonus-malus’ su auto elettriche e a combustione interna, invece, contribuirebbero alla riduzione delle emissioni di CO2, oltre a incidere in maniera vantaggiosa su investimenti e occupazione. Il potenziamento delle infrastrutture sanitarie e del personale impiegato, insieme agli incentivi sulla realizzazione e manutenzione di impianti sportivi, si stima dovrebbero avere un impatto positivo sul peso delle persone e sulla speranza di vita alla nascita. Le risorse destinate al Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e al Fondo per il funzionamento ordinario dell’università dovrebbero alleviare l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione.

Investimenti nelle assunzioni in altri comparti della pubblica amministrazione sono alla base di miglioramenti previsti per ulteriori due indicatori. Nello specifico, il potenziamento del personale del comparto sicurezza e difesa e le assunzioni straordinarie delle forze di polizia potrebbero ridurre l’indice di criminalità predatoria e l’assunzione sia di personale amministrativo sia di magistrati sarebbe causa dell’incremento dell’efficienza della giustizia civile. Valuteremo nei prossimi anni se gli effetti sperati diverranno realtà.

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