Fino all’11 aprile tutti gli interessati possono partecipare alla consultazione pubblica promossa dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) relativa alle Linee Guida per lo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione e alle Linee Guida per il procurement di IA nella Pubblica Amministrazione. Attraverso la piattaforma Forum Italia, è possibile proporre revisioni, modifiche o integrazioni ai documenti, per migliorarne la qualità complessiva e favorire un’implementazione efficace nel lungo periodo.

Le nuove Linee Guida elaborate da AgID rappresentano uno strumento indispensabile per guidare l’uso dell’IA nel settore pubblico italiano, dopo le Linee guida per l’adozione presentate nel 2025. Attualmente la Pubblica Amministrazione si trova in una fase in cui l’integrazione dell’intelligenza artificiale non rappresenta più un’opzione sperimentale, ma un elemento strategico per migliorare l’efficienza e l’accessibilità dei servizi rivolti ai cittadini e alle imprese.

L’IA PER I GOVERNI: I BENEFICI PIÙ EVIDENTI

Secondo il report OCSE Governing with Artificial Intelligence dello scorso anno, che analizza oltre 200 casi d’uso dell’IA distribuiti su 11 funzioni di governo e raggruppati in quattro macro‑categorie (Processi e servizi automatizzati, semplificati e personalizzati; Capacità decisionali avanzate; Accountability e rilevamento delle anomalie; Apertura verso gli stakeholder esterni) l’impatto dell’IA nella sfera pubblica è già significativo.

Osservando i dati relativi alle prime tre categorie (Fig. 1) emerge con chiarezza che il beneficio più rilevante riguarda l’incremento della produttività nelle attività analitiche, che da solo rappresenta il 31% dei vantaggi osservati. Subito dopo si colloca la capacità dell’IA di rilevare transazioni improprie e rischi di integrità, che contribuisce per un ulteriore 25%.

Un ruolo importante è svolto anche dall’analisi predittiva (18%), che consente ai governi di anticipare bisogni e tendenze, e dal miglioramento dei processi decisionali e della comprensione del contesto amministrativo (15%). Allo stesso livello, con un peso del 15%, si colloca la personalizzazione dei servizi pubblici, resa possibile da sistemi capaci di adattarsi ai profili e alle esigenze specifiche dei cittadini. Più contenuto, ma comunque significativo, è il contributo dell’IA alla gestione e accessibilità delle informazioni (12%) e all’automazione delle attività ripetitive (9%), due leve fondamentali per migliorare l’efficienza degli uffici pubblici. Restano invece marginali gli impatti relativi al rafforzamento della PA attraverso approcci personalizzati (3%) e al coinvolgimento degli attori non governativi (5%), indicando che l’utilizzo dell’IA come strumento di apertura, partecipazione e collaborazione è ancora solo parzialmente esplorato.

Fonte: Governing with Artificial Intelligence, OECD 2025.
Nota: i benefici riportati nel grafico non sono mutuamente esclusivi; di conseguenza, la somma delle percentuali supera il numero totale dei casi d’uso analizzati.

GLI INVESTIMENTI PUBBLICI DELLE TECNOLOGIE IA IN ITALIA

La spesa per l’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione italiana ha registrato un’espansione significativa negli ultimi anni (Fig.2), con investimenti cresciuti da 32,5 a 47,3 milioni di euro e proiezioni future che confermano un andamento ancora più dinamico nel medio periodo: entro il 2028 la spesa per l’IA nella PA è stimata raggiungere circa 136,3 milioni di euro, un valore oltre quattro volte superiore rispetto a quello registrato nel 2023.

Fonte: NetConsulting Cube, 2025.
Nota= * si riferisce a stime

È importante osservare come nel 2024 la Pubblica Amministrazione Centrale (PAC) ha destinato 35,5 milioni di euro all’adozione di soluzioni basate su IA, pari a circa il 75% della spesa complessiva nazionale. La Pubblica Amministrazione Locale (PAL) ha investito invece 11,8 milioni di euro, una quota concentrata principalmente nelle Regioni e in un numero limitato di grandi Comuni.

LE NUOVE LINEE GUIDA PER LO SVILUPPO E IL PROCUREMENT DEI SISTEMI DI IA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Per accelerare l’adozione dell’IA nella PA, e poterlo fare con condizioni adeguate alle numerose sfide che essa pone, l’elaborazione delle Linee guida AgID per lo sviluppo e il procurement dell’IA nel settore pubblico italiano rappresenta un passo fondamentale. Il primo documento si focalizza sulla progettazione, l’implementazione e la gestione di sistemi basati su IA nel settore pubblico e introduce elementi innovativi e necessari per semplificare il complesso ecosistema tecnologico attorno all’IA, tra i quali:

  • i livelli tecnologici dello stack IA, per interpretare al meglio la complessità dei sistemi di IA con una struttura tecnologica a più livelli;
  • i quattro Livelli di Autonomia, i profili operativi per identificare il grado di autonomia e le responsabilità della PA nello sviluppo e utilizzo dei sistemi;
  • l’architettura Logica di Riferimento, con un approccio modulare;
  • l’uso delle personas nella PA, che consente di progettare servizi orientati ai bisogni dei diversi profili di utenti della PA (cittadini, imprese e operatori pubblici).

Parallelamente, le Linee guida per il procurement forniscono un quadro operativo essenziale e necessario per supportare le amministrazioni nell’acquisizione, gestione e monitoraggio di soluzioni basate su intelligenza artificiale, proponendo tre elementi chiave per guidare al meglio le decisioni di approvvigionamento:

  1. Una maggiore trasparenza dei processi decisionali, che rende esplicite le determinanti economiche delle scelte tecnologiche e che motiva in modo più robusto le opzioni di investimento, soprattutto per gli impegni finanziari pluriennali o difficili da prevedere.
  2. Il rafforzamento della responsabilità amministrativa, attraverso decisioni di procurement sulla base di valutazioni complete e proporzionate, non orientate alla riduzione della spesa iniziale, ma alla riduzione del costo complessivo lungo l’intero periodo di utilizzo.
  3. La sostenibilità delle scelte tecnologiche, quindi l’adozione di metriche di costo che aiutino le amministrazioni a individuare soluzioni compatibili con le proprie capacità finanziarie e organizzative, riducendo così il rischio di investimenti che possano generare criticità nel medio-lungo termine.

Di particolare rilievo l’introduzione del concetto di Costo Livellato dell’Intelligenza Artificiale (Levelized Cost of Artificial Inteligence – LCOAI) come metrica alla base delle scelte di procurement e deployment. Il LCOAI esprime il rapporto tra il costo complessivo life cycle del sistema IA potenziale e l’output produttivo effettivamente generato. Superando una serie di difficoltà che gli attuali strumenti rigidi e formali impiegati per il procurement pubblico pongono per scelte architetturali che devono essere valutate necessariamente nel loro complesso (considerando ad esempio congiuntamente CAPEX e OPEX ma anche le diverse fasi) e per un orizzonte temporale pluriennale. Un salto potenzialmente rivoluzionario (e al contempo indispensabile per garantire un’adozione di successo dell’IA nella PA). C’è solo da chiedersi se le PA italiane e i loro uffici acquisti (e non solo) siano effettivamente in grado di effettuare analisi molto differenti da quelle alle quali sono abituati e che presentano un livello di complessità importante. Giustamente i documenti AgID insistono sull’importanza della formazione ma anche della collaborazione interistituzionale e dell’aggregazione nel procurement. Tuttavia, la sfida va vinta a tutti i livelli, a partire dalla capacità di valutare i singoli fabbisogni e come questi possano essere soddisfatti dalle tecnologie disponibili (o eventualmente da sperimentare).

CONCLUSIONI

Il quadro che emerge dai dati OCSE e dalle analisi di settore è chiaro: l’IA non è più un’opzione sperimentale ma un asset strategico, capace di migliorare l’efficienza, la trasparenza e la qualità dei servizi pubblici. In un contesto in cui gli investimenti nazionali stanno crescendo (anche se ancora ridotti rispetto ai potenziali benefici della tecnologia), l’introduzione di un quadro operativo completo diventa essenziale per governare questa trasformazione in modo efficace. La consultazione delle Linee Guida AgID aperta fino all’11 aprile è un invito a partecipare a questa evoluzione: un’occasione per costruire insieme un ecosistema dell’intelligenza artificiale che sia davvero al servizio dei cittadini e delle imprese. L’AgID ha avviato la partita, preparando il terreno di gioco. Ora sarà il compito delle amministrazioni e di chi le guida giocarla per vincerla.

Junior Researcher presso l’Istituto per la Competitività (I-Com). Dopo la laurea triennale in "Scienze Statistiche" presso l'Università La Sapienza, ha conseguito con lode la laurea magistrale in "Global Development" presso l'Università degli Studi Roma Tre.
Presidente di I-Com, Istituto per la Competitività, think tank che ha fondato nel 2005, con sede a Roma e a Bruxelles (www.i-com.it). Docente di economia politica e politica economica nell’Università Roma Tre.