La crisi energetica che ha investito l’Europa a partire dal 2021 non è stata un fenomeno passeggero. I rincari del gas naturale, l’interruzione di forniture strategiche, i blackout sfiorati durante i picchi invernali e un’inflazione energetica che ha eroso il potere d’acquisto di milioni di famiglie hanno rivelato una vulnerabilità sistemica. Nonostante le risposte di emergenza — i tetti al prezzo del gas, i sussidi nazionali, le misure di razionamento — l’UE ha maturato la consapevolezza della necessità di interventi più incisivi.
Con il nuovo conflitto del Golfo, l’Europa si trova a un bivio. Anni di dipendenza da fonti energetiche importate, aggravati dall’instabilità geopolitica e dall’urgenza della transizione climatica, hanno spinto la Commissione Europea a concepire una risposta di ampio respiro. Questa risposta si è concretizzata in Accelerate EU, provvedimento rilasciato lo scorso 22 aprile ma che molti osservatori giudicano tardivo e non sufficientemente ambizioso, segnalando che diverse delle misure proposte avrebbero dovuto essere avviate anni fa. Il piano risponde inoltre a un mandato esplicito del Consiglio europeo del 19 marzo, che aveva chiesto misure temporanee e mirate per fronteggiare i rincari legati alla crisi mediorientale.
COS’È ACCELERATE EU
Il piano è articolato su diversi assi principali:
- Rinnovabili ed elettrificazione accelerate: obiettivo 75% di produzione elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030, con procedure autorizzative semplificate e “fast-track” per i progetti strategici. Entro l’estate sarà presentato un piano d’azione per l’elettrificazione, con scopi definiti e misure concrete per abbattere le barriere che ancora frenano industria, trasporti ed edilizia.
- Reti e stoccaggio: l’elettrificazione non può procedere senza infrastrutture adeguate. Si punta alla piena applicazione della normativa vigente, alla rapida chiusura dei negoziati sul pacchetto Reti europee e a una proposta legislativa sulle tariffe di rete, che garantisca tra l’altro un trattamento fiscale più favorevole per l’elettricità rispetto ai combustibili fossili. Gli obiettivi di lungo periodo sono focalizzati sul potenziamento massiccio delle infrastrutture di trasmissione transfrontaliera e sviluppo di capacità di stoccaggio — batterie a scala di rete, idrogeno verde, pompaggio idroelettrico — per risolvere il problema dell’intermittenza.
- Efficienza e decarbonizzazione industriale: incentivi vincolati per la ristrutturazione energetica degli edifici, la sostituzione delle caldaie a gas, l’elettrificazione dei processi industriali ad alta intensità energetica.
- Indipendenza tecnologica: sostegno alla filiera europea dei pannelli fotovoltaici, delle turbine eoliche, delle batterie e degli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni — in particolare dalla Cina.
- Protezione di famiglie e imprese: tra gli strumenti previsti ci sono sostegni al reddito mirati, buoni energia, programmi di leasing sociale e riduzione delle accise sull’elettricità per le fasce più vulnerabili. La Commissione adotterà infatti un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, per lasciare ai governi nazionali margini di manovra più ampi a favore dei settori più colpiti.
Inoltre, Accelerate EU istituirà un nuovo Osservatorio sui carburanti. Sarà un organismo dedicato al monitoraggio continuo di produzione, import, export e livelli di scorta dei carburanti per i trasporti. Uno strumento pensato anche per tutelare il settore aereo, particolarmente vulnerabile: il 40% del jet fuel europeo è importato, e la metà di queste forniture passa per lo Stretto di Hormuz. L’obiettivo è favorire l’adozione di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) e carburanti sostenibili per il settore marittimo (SMF) prodotti nell’UE.
LA RACCOMANDAZIONE SUI CONTRATTI DI LUNGO TERMINE (PPA)
In parallelo, sempre il 22 aprile, la Commissione ha pubblicato una raccomandazione per semplificare e diffondere i Power Purchase Agreement — i contratti privati di acquisto di energia rinnovabile a lungo termine — intervenendo su diversi punti critici della filiera.
Si chiede agli Stati membri di allargare l’accesso anche ai piccoli acquirenti, favorendo modelli aggregati, figure di intermediazione della domanda e il coinvolgimento diretto degli enti pubblici sia come clienti di riferimento che come sottoscrittori diretti di PPA.
Sul fronte delle garanzie finanziarie, la proposta è di sviluppare strumenti pubblici coordinati con quelli della Banca Europea degli Investimenti, in particolare a sostegno delle PMI, e di promuovere piattaforme di mercato per i contratti a lungo termine su base volontaria.
Attenzione specifica è riservata alle garanzie di origine: si punta ad aumentarne la granularità temporale, includere l’energia da accumulo e facilitare gli scambi transfrontalieri. La Commissione affronta anche il rapporto tra PPA e strumenti di sostegno pubblico come i contratti per differenza, raccomandando soluzioni che evitino distorsioni di mercato e consentano la rivendita della capacità tramite aste.
Infine, per i contratti relativi a vettori diversi dall’elettricità — biogas, idrogeno — si suggerisce di integrare i registri nazionali delle garanzie di origine con la banca dati europea prevista dalla Direttiva sulle rinnovabili, migliorando così la tracciabilità dei gas rinnovabili. Si raccomanda anche di rivedere i regimi di incentivo pubblico per evitare che ostacolino gli scambi transfrontalieri, valutando uno spostamento da meccanismi basati sulla produzione a meccanismi orientati alla domanda — con particolare attenzione al biometano.
TUTELA DEI CONSUMATORI: IL CITIZENS ENERGY PACKAGE
Il Citizens Energy Package è un pacchetto autonomo, presentato dalla Commissione il 10 marzo 2026 e si concentra specificamente sul rapporto tra cittadini e mercato energetico. Il pacchetto punta a ridurre le bollette energetiche, proteggere e responsabilizzare i cittadini affinché partecipino attivamente alla transizione energetica, contrastare la povertà energetica e aiutare gli Stati membri ad attuare la legislazione esistente.
Le misure chiave si articolano in molteplici azioni, tra cui:
- Riduzione di tasse e oneri sull’elettricità per le famiglie, portandoli al minimo UE.
- Cambio rapido del fornitore: regole tecniche per garantire che le operazioni di switching tra fornitori in tutta l’UE possano essere completate entro 24 ore.
- Contratti flessibili: i consumatori che adottano contratti a prezzo dinamico possono ridurre le bollette fino al 40%, spostando i consumi nelle fasce orarie a prezzo più basso.
- Comunità energetiche: favorendo lo sviluppo delle comunità energetiche e l’autoproduzione, si aiutano le famiglie a ridurre i costi e l’esposizione alla volatilità dei mercati fossili.
- Protezione dalle disconnessioni: misure rafforzate per le famiglie vulnerabili che non riescono a pagare le bollette.
- Ristrutturazione degli edifici: la Commissione aiuterà gli Stati membri a elaborare piani nazionali di ristrutturazione edilizia entro la fine del 2026, per identificare gli edifici con le peggiori prestazioni energetiche — spesso abitati dalle famiglie più vulnerabili — e progettare politiche su misura.
Tra il 2026 e il 2032, il Social Climate Fund metterà a disposizione fino a 86,7 miliardi di euro per sostenere le persone vulnerabili e le piccole imprese più colpite dai rincari energetici
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
L’impianto delle disposizioni concepite da Accelerate EU è apprezzabile, ma la sensazione generale è che questo piano intervenga in ritardo su questioni che avrebbero dovute essere affrontate in maniera strutturale già da tempo. Occorre notare che, anche in questo caso, la Commissione non prevede strumenti aggiuntivi finanziari propri per sostenere la transizione energetica, sebbene l’accelerazione degli investimenti in energie rinnovabili sia l’obiettivo primario del piano.




