Prenotare un alloggio, confrontare i prezzi, costruire un itinerario, tradurre un menu o ricevere suggerimenti personalizzati: oggi gran parte dell’esperienza turistica passa attraverso strumenti digitali. La trasformazione non riguarda soltanto il momento della prenotazione, ma coinvolge l’intera filiera, dalla promozione delle destinazioni alla gestione dei flussi, dall’accoglienza alla raccolta dei dati.
Anche per i territori, le imprese e le amministrazioni pubbliche, il digitale è diventato quindi un elemento strategico, capace di creare nuove opportunità e nuove soluzioni per le questioni relative alla sostenibilità e all’accessibilità.
LA RIVOLUZIONE DIGITALE DELL’OSPITALITÀ
Le piattaforme digitali nell’ultimo decennio hanno ampliato e diversificato l’offerta, permettendo a case, appartamenti e strutture ricettive minori di entrare più facilmente nel mercato. Secondo il rapporto Istat del “Dal Grand tour al turismo di massa”, tra il 2018 e il 2024 nei paesi dell’Unione Europea le notti prenotate tramite piattaforme online di prenotazione sono passate da 442 a oltre 854 milioni (+93%). In questo scenario l’Italia si colloca stabilmente al terzo posto, alle spalle di Francia e Spagna (Fig.1).

Nel nostro Paese le notti prenotate attraverso le principali piattaforme di prenotazione digitale degli alloggi riportano un aumento in linea con la tendenza europea, 92%, passando da circa 66 milioni a quasi 127 milioni (Fig. 2). Dopo il crollo legato alla pandemia, il mercato ha recuperato velocemente, superando già nel 2022 i livelli precedenti e raggiungendo un nuovo massimo nel 2024. In particolare, circa tre pernottamenti su quattro prenotati tramite queste piattaforme riguardano clienti stranieri, una quota superiore sia al peso complessivo della domanda internazionale nel turismo italiano sia alla media europea.

Secondo il Conto satellite del turismo, nel 2023 le attività turistiche hanno generato direttamente il 5,0% del PIL italiano, a cui si aggiunge un ulteriore 4,6% prodotto indirettamente dalla domanda turistica negli altri settori dell’economia.
A questa rilevanza economica non corrisponde, tuttavia, una distribuzione sempre equilibrata dei benefici. La crescita delle prenotazioni online ha aumentato sì la visibilità di molte strutture, ma in alcune destinazioni ha contribuito a concentrare ulteriormente i flussi, accrescendo la pressione su infrastrutture, servizi e comunità locali. In Italia, il fenomeno è particolarmente evidente nelle principali città d’arte: nel 2025 Roma, Milano, Venezia e Firenze concentravano insieme il 17,2% delle presenze turistiche nazionali, con Roma da sola al 9,4%. Mentre altre aree più isolate, invece, traggono minor beneficio dalle opportunità generate dal turismo.
Di conseguenza, oggigiorno il successo delle strategie turistiche non si misura più soltanto attraverso il numero di arrivi e pernottamenti: si stanno affermando approcci più attenti alla tutela dell’ambiente, al coinvolgimento delle comunità locali e alla gestione equilibrata dei flussi.
DATI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER GOVERNARE IL TURISMO
Per raggiungere questi obiettivi, gli strumenti digitali assumono oggi un ruolo decisivo.
I dati su prenotazioni, provenienza dei visitatori, durata dei soggiorni, spostamenti e periodi di maggiore affluenza sono sempre più importanti per la gestione delle destinazioni turistiche. Se raccolte e integrate correttamente, queste informazioni aiutano le amministrazioni a prevedere i picchi, organizzare i trasporti, adeguare i servizi e valutare l’efficacia delle campagne di promozione.
In questa direzione si sta muovendo l’Hub del turismo digitale, l’ecosistema nazionale pensato per mettere in relazione turisti, imprese e istituzioni. La piattaforma integra dati provenienti da fonti pubbliche e private e rende più accessibili le informazioni su attrazioni, servizi e flussi di visitatori. Le amministrazioni possono utilizzarle per definire le politiche turistiche, mentre le imprese hanno a disposizione dashboard, strumenti di analisi e modelli previsionali dedicati alla domanda, all’offerta e alla sostenibilità.
L’intelligenza Artificiale amplia ulteriormente queste opportunità di gestione dei flussi. Attraverso l’analisi dei dati storici e delle informazioni più recenti, i sistemi previsionali possono individuare variazioni stagionali, aumenti della domanda e potenziali situazioni di sovraffollamento. Le indicazioni ottenute aiutano a programmare i trasporti, adeguare i servizi, organizzare l’accoglienza e indirizzare i visitatori verso destinazioni o periodi meno congestionati.
In questo ambito, un’iniziativa nazionale significativa risulta REG4IA – Regioni per l’Intelligenza Artificiale, promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri insieme alle Regioni e alle Province autonome. Il partenariato dedicato a Salute e Turismo coinvolge Calabria, Lazio, Basilicata, Molise, Piemonte, Sicilia e Provincia autonoma di Trento.
Nello specifico, nell’ambito turistico, la Regione Calabria porterà avanti alcuni casi d’uso dedicati alla gestione dei flussi e alla valorizzazione del territorio, sperimentando l’impiego di soluzioni di Intelligenza Artificiale.
Il progetto prevede lo sviluppo di sistemi digitali sperimentali che partono dalla ricognizione delle fonti disponibili e dalla selezione degli indicatori più utili alle amministrazioni. Su queste basi sarà sviluppata poi una piattaforma capace di integrare dati provenienti da sistemi differenti e di trasformarli in informazioni utili per osservare la distribuzione dei visitatori, riconoscere i picchi di domanda e valutare l’efficacia delle iniziative di promozione. Sono inoltre previsti assistenti digitali destinati agli enti e agli operatori coinvolti nelle politiche turistiche e il loro compito sarà facilitare la lettura dei dati e sostenere la definizione di interventi più tempestivi e mirati, senza sostituire la valutazione e la responsabilità delle amministrazioni.
La possibilità di trasferire le soluzioni sperimentate ad altri territori sarà un ulteriore elemento di forza REG4IA: l’impiego di software open source, infrastrutture portabili e documentazione condivisa dovrebbe favorire il riuso degli strumenti, contenere i costi e ridurre la dipendenza da singoli fornitori, rafforzando al tempo stesso la collaborazione e l’autonomia tecnologica della Pubblica Amministrazione.
Particolare attenzione sarà inoltre riservata agli aspetti etici e normativi e il progetto promuoverà un utilizzo responsabile dell’IA attraverso strumenti di sperimentazione controllata e procedure volte a verificare la trasparenza, l’affidabilità e i possibili effetti delle tecnologie adottate.
CONCLUSIONI
La digitalizzazione ha rivoluzionato profondamente il turismo, rendendo più semplice l’accesso all’offerta, ampliando la visibilità delle strutture e migliorando la capacità di analizzare la domanda. Allo stesso tempo, però, la crescita delle piattaforme online e la concentrazione dei flussi nelle destinazioni più note mostrano come l’innovazione debba essere orientata per una distribuzione più equilibrata dei benefici.
Dati, sistemi previsionali e Intelligenza Artificiale possono aiutare imprese e amministrazioni a conoscere meglio i territori, anticipare i picchi di affluenza, programmare i servizi e valorizzare destinazioni meno frequentate. Iniziative come l’Hub del turismo digitale e REG4IA indicano una direzione precisa: usare la tecnologia non soltanto per promuovere il turismo, ma anche per governarlo in modo più consapevole.
La sfida attuale consiste quindi nell’integrare innovazione e responsabilità pubblica. Solo attraverso dati affidabili, strumenti trasparenti e una conoscenza concreta dei territori sarà possibile costruire un modello turistico più accessibile e sostenibile.




