Libra, nasce la criptovaluta targata Facebook

Articolo
Domenico Salerno

Negli ultimi giorni nel nostro Paese si è discusso intensamente di politica monetaria a seguito della proposta di emettere i cosiddetti mini-bot per pagare i debiti della pubblica amministrazione. Il dibattito sul futuro della moneta però non riguarda esclusivamente l’Italia: pochi giorni fa il più grande social network del mondo occidentale, Facebook, ha annunciato la prossima emissione di una propria criptovaluta, la Libra. L’Istituto per la Competitività (I-Com) aveva già parlato, in un precedente articolo, dell’interesse della multinazionale per la blockchain.

Il fatto che la grande F stesse lavorando a un progetto simile era intuibile già dalla nomina alla guida del team che si occupa di questa tecnologia di David Marcus, ex presidente e CEO di Pay Pal. Nella Libra Association, che è un’organizzazione senza fini di lucro con base in Svizzera, Facebook non è l’unica multinazionale: l’associazione conta 28 società tra cui Iliad, Vodafone, Mastercard, Pay Pal, Visa, Ebay, Uber e Spotify. La volontà è quella di creare una valuta accettata universalmente e che permetta agli utenti di accedere a servizi finanziari a basso costo.

Una delle caratteristiche vincenti di Libra, secondo quanto descritto nel white paper pubblicato dall’associazione, è di essere garantita da riserve di beni reali. Il più grande problema delle criptovalute attualmente in circolazione, ad esempio il Bitcoin, è proprio l’eccessiva volatilità. Agganciare il valore della nuova valuta ad asset reali (come si faceva ai tempi del gold standard) la renderebbe senza dubbio molto meno soggetta a fluttuazioni, anche se la reale stabilità della moneta dipenderà inevitabilmente dalla tipologia di beni o titoli che verranno scelti come garanzia.

Il sistema funzionerà grazie a una blockchain costruita da zero a questo scopo, gestita inizialmente dall’associazione, ma che raggiunta la maturità dovrebbe gradualmente essere lasciata di autogestirsi. La diffusione di Libra potrebbe inoltre aprire la strada dei pagamenti digitali a WhatsApp, analogamente a quanto accade in Cina con il suo principale concorrente WeChat. Il bacino di utenti raggiungibili grazie alle piatteforme controllate da Facebook supera i 2 miliardi di persone, un ecosistema estremamente vasto che potrebbe fare di Libra la valuta più utilizzata al mondo (almeno in occidente) nel prossimo futuro.

L’annuncio ha suscitato timore in numerosi esponenti politici di tutto il mondo che si interrogano su quanto potere avrà Facebook sul sistema e sulla gestione delle informazioni finanziarie dei futuri utenti. Il progetto ha grandi potenzialità ma per capire se potrà diventare la nuova “moneta globale” dovremo aspettarne il lancio che avverrà solo nel 2020.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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