Vestager al confronto con il Parlamento Ue sul mercato e i servizi digitali

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Camilla Palla
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Si è tenuto martedì 23 febbraio lo scambio di opinioni sui nuovi pacchetti Dma e Dsa tra il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Margrethe Vestager e i membri della commissione del Parlamento europeo per i consumatori e il mercato interno (Imco). I due pacchetti, che mirano a modificare l’attuale cornice dei servizi digitali, sono considerati tra le iniziative chiave della legislatura. Il Digital Market Act (Dma) e il Digital Services Act (Dsa) costituiscono infatti la nuova struttura normativa che regolerà il mercato unico digitale e la cosiddetta platform economy, garantendone la competitività e stabilendo regole uniformi in cui i diritti fondamentali degli utenti siano effettivamente protetti.

In occasione del suo intervento all’Europarlamento Vestager ha presentato le proposte legislative ponendo l’attenzione sul fatto che non si tratterà di una mera revisione dell’attuale quadro normativo, costituito tra gli altri dalla direttiva e-commerce: l’obiettivo è creare una cornice giuridica omogenea e comune, che ponga regole valide per tutti i servizi digitali, compresi i social media, i mercati online e altre piattaforme che operano nell’Unione europea e che funga da solida base per la gestione delle sfide attuali quali la sicurezza, la disinformazione, la vendita di merci contraffatte o pericolose, la rimozione di contenuti illegali e infine la concorrenza sleale relativa all’accesso al mercato per le piccole e medie imprese.

Il punto di partenza è la tutela dei consumatori: i deputati hanno in particolare posto l’attenzione da un lato sulle modalità di accesso e uso dei dati personali degli utenti da parte delle big tech e, dall’altro, sull’individuazione di strumenti efficaci per garantire la sicurezza dei prodotti, compresa la questione della responsabilità limitata delle piattaforme per quanto riguarda la qualità dei prodotti venduti.

Un ulteriore punto di confronto ha poi riguardato il tema della concorrenza. La rapida evoluzione del settore digitale, soprattutto per quanto riguarda il crescente peso delle piattaforme e degli intermediari, pone un’importante sfida per quanto riguarda l’efficacia delle norme e l’applicabilità delle sanzioni in caso di violazione. In particolare un punto delicato sollevato dai parlamentari riguarda la capacità da parte dell’esecutivo Ue di esercitare un effettivo controllo sui cosiddetti gatekeepers, per evitare episodi di concorrenza sleale e garantire un accesso equo anche alle realtà di dimensioni più ridotte, prime fra tutti le piccole e medie imprese.

La commissione Imco (per i consumatori e il mercato interno) del Parlamento si è infine espressa positivamente su un nuovo principio introdotto dalle due proposte legislative, e cioè il cosiddetto Know Your Business Customer (KYBC), in base al quale le piattaforme online saranno tenute sempre a verificare l’identità dei venditori. Si tratta di uno strumento chiave nella lotta contro il commercio di merci e prodotti pericolosi online.