5G ed energia, quali sono gli scenari futuri?

Articolo
Domenico Salerno
5G

Il 5G costituisce un’importante opportunità di sviluppo e crescita a livello planetario, in particolare per la sua capacità di abilitare le applicazioni avanzate proprie dell’Internet of Things. A livello tecnico, il nuovo standard di comunicazione di quinta generazione può garantire una velocità di trasferimento dei dati fino a 10 Gbps (100 volte più veloce dell’LTE), ridurre la latenza fino a 1 millisecondo, consentire di gestire un milione di dispositivi in 1 chilometro quadrato e assicurare una maggiore longevità della batteria dei dispositivi stessi.

Le reti di quinta generazione hanno quindi le potenzialità per ridisegnare i servizi di connettività di tipo fisso (wireless last mile ad altissima capacità) e di tipo mobile (altissimi volumi di dati), abilitando la diffusione pervasiva di oggetti che avranno la capacità di interagire tra di loro e con l’uomo condividendo le conoscenze acquisite. Secondo i dati contenuti nello studio “Mobile Economy Report” redatto dal GSMA, le reti 5G porteranno un contributo all’economia mondiale di circa 2,2 trilioni di dollari tra il 2024 e il 2034. I settori che traineranno questa crescita sono utilities e manifattura (33%), servizi professionali e finanziari (30%), servizi pubblici (16%), Ict e commercio (14%), agricoltura e settore minerario (6%).

Le reti di quinta generazione aprono quindi importanti scenari in tutti i settori verticali, tra cui quello dell’energia. Il 5G sarà uno dei principali fattori abilitanti della “smartificazione” delle reti e permetterà una connessione stabile e ultrarapida tra tutte le componenti del sistema. Ciò porterà a cambiamenti fondamentali, sia nel campo della generazione, che della distribuzione e del consumo di energia. Uno dei possibili sviluppi consisterà nell’automatizzare i sistemi di gestione di questa crescente mole di informazioni, che includeranno variabili quali la valutazione dei comportamenti dei prosumer rispetto alle offerte, l’andamento del mercato dei prezzi energetici, anche a livello internazionale, e le esigenze strutturali della rete.

Le case, le strade e gli uffici si stanno riempiendo di dispositivi IoT che sono utilizzatori diretti (se non produttori) di energia elettrica. L’enorme mole di informazioni generata da questi device connessi rappresenta una risorsa fondamentale per raggiungere una nuova dimensione dell’efficienza energetica. L’analisi dei dati in tempo reale permetterà di effettuare previsioni sempre più accurate sull’utilizzo e la produzione di elettricità da parte degli utenti e questo consentirà ai gestori delle reti di allocare in maniera sempre più “intelligente” l’energia disponibile, di gestire in modo più efficace i picchi della domanda, scongiurare il rischio di collassi della rete e tenere conto di tutte le immissioni e i consumi.

Gli effetti positivi delle reti di quinta generazione sul settore energetico non saranno solo tecnici ma anche economici. Secondo lo studio supportato dalla Commissione europea “Identification and quantification of key socio-economic data to support strategic planning for the introduction of 5G in Europe”, benefici economici sostanziali arriveranno dalla diffusione e dal miglior utilizzo degli smart meters, la cui diffusione in Europa raggiungerà quasi 280 milioni di unità nel 2025 e si avvicinerà a quota 320 milioni nel 2030. La capillarità di questi strumenti porterà tre tipi di benefici: strategici, operativi e per i consumatori. Nel complesso la diffusione degli smart meters con capacità 5G potrebbe portare risparmi per quasi 6,5 miliardi l’anno dal 2025 e di quasi 7,4 dal 2030.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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