Telco-energia, I-Com e Join Group: “Cresce la convergenza tra i settori: un asset strategico in ottica ESG, driver competitivo e di innovazione”


Comunicato stampa
I-Com
  • Presentato lo studio “La convergenza telco-energia per favorire la transizione green ed espandere i modelli in offerta” realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e Join Group Business Advisory nell’ambito del progetto Futur#Lab, con la partnership di Ericsson, INWIT, Open Fiber, Unidata e WindTre.
  • L’indagine condotta da Join Group e I -Com, coinvolgendo le aziende del settore, ha messo in luce come l’energia sia ormai considerata un asset strategico nell’ambito telco, spingendo molte di esse a dotarsi di adeguati strumenti.
  • Sul versante delle competenze l’80% ha risposto di stare sviluppando quelle nell’ambito energy management e sostenibilità operativa, il 70% in quella energy data analytics/IA per l’ottimizzazione delle risorse.
  • È stata evidenziata l’opportunità di istituire tavoli di lavoro congiunti tra AGCOM ed ARERA affinché sia garantito un adeguato e costante coordinamento intersettoriale e il riconoscimento del settore delle telecomunicazioni tra quelli energivori, con conseguente possibilità di accedere alle agevolazioni e agli incentivi di tipo energetico.

Roma, 10 luglio 2025Il crescente fabbisogno energetico delle infrastrutture digitali ha spinto il settore delle telecomunicazioni a ripensare il proprio posizionamento nel contesto della transizione. L’80% delle telco ritiene che l’energia sia un asset strategico in ottica ESG, mentre per il 70% rappresenta un driver competitivo e di innovazione. Più bassa la percentuale di chi la considera un’area operativa da ottimizzare (20%), mentre nessuno ha espresso un giudizio negativo. Tuttavia, persistono ancora alcune criticità: per il 60% delle aziende è limitata la disponibilità di incentivi finalizzati alle infrastrutture Telco-Energy, oltre che alti costi energetici da sostenere (50%). Il 40% incontra invece ostacoli legati alla normativa e di natura burocratica, mentre il 30% ha parlato di vincoli infrastrutturali. Un quadro che rallenta l’evoluzione verso un ecosistema più decarbonizzato e resiliente.

È quanto emerge dallo studio dal titolo “La convergenza telco-energia per favorire la transizione green ed espandere i modelli in offerta” realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e Join Group Business Advisory nell’ambito di Futur#Lab, progetto svolto con la partnership di Ericsson, INWIT, Open Fiber, Unidata e WindTre, presentato presso la sede I-Com nel corso di una tavola rotonda alla quale hanno partecipato esperti della materia, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e delle aziende.

Il paper analizza le trasformazioni in atto all’intersezione tra telco ed energia, delineando uno scenario in cui gli operatori delle telecomunicazioni evolvono da semplici consumatori passivi a protagonisti attivi della transizione energetica. Le telco sono chiamate a integrare competenze energetiche nei propri asset e servizi, diventando abilitatori di una nuova infrastruttura ibrida, digitale ed energetica. Lo studio esplora il potenziale di produzione energetica diretta (es. fotovoltaico su siti e torri), l’uso evoluto dei sistemi di backup – che da semplice supporto diventano risorse attive di rete tramite batterie (BESS) e vehicle-to-grid (V2G) – e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare consumi, raffreddamento dei data center e bilanciamento dei carichi. Viene inoltre approfondito il ruolo delle telco nei mercati della flessibilità, nell’aggregazione di domanda e nella gestione di comunità energetiche. Accanto a queste opportunità, vengono evidenziate le sfide operative, culturali e regolatorie: servono investimenti, interoperabilità dei dati, nuovi modelli di governance e una visione strategica che consideri connettività ed energia come asset interdipendenti e sinergici.

Inoltre, per comprendere lo stato dell’arte e le prospettive future in tema di convergenza telco-energy, Join Group e l’Istituto per la Competitività (I-Com) hanno realizzato un’indagine coinvolgendo alcune delle principali imprese che operano in questo settore in Italia.

L’energia viene sempre più riconosciuta dalle imprese come un asset strategico, spingendo molte di esse a dotarsi di adeguati strumenti per effettuarne il monitoraggio in fase di rendicontazione. Tra i più utilizzati figurano il consumo energetico complessivo in MWh (90%), le emissioni Scope 2 e 3 (80%), la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili (80%) e il Power Usage Effectiveness (70%). In questo senso, le principali tecnologie adottate per migliorare l’efficienza energetica dei data center sono l’integrazione con le rinnovabili – di cui solo il 67% ha dichiarato di avvalersene in misura pari al 100% – seguita dai sistemi di raffreddamento avanzato (75%) e dall’utilizzo dell’IA al fine di ottimizzare carichi e climatizzazione (50%). Solo il 25% ha invece dichiarato di essersi servito di sistemi di accumulo (batterie, BESS).

Per quanto riguarda le infrastrutture e le reti di comunicazione, secondo il 75% delle imprese le principali motivazioni che stanno guidando la dismissione del rame sono l’efficienza energetica e l’obsolescenza da un punto di vista tecnologico, seguite dalla riduzione della manutenzione e dalla liberazione di spazi unitamente alla semplificazione infrastrutturale (50%).

Rilevanti le componenti digitali che sono state utilizzate nei servizi energy. La survey sottolinea come le più utilizzate siano le soluzioni di data analytics e IA per l’ottimizzazione energetica, come pure le dashboard per il controllo dei consumi (70%). Seguono i sistemi di automazione integrati e le piattaforme IoT per il monitoraggio dei consumi, selezionate dalla maggioranza dei rispondenti, e le infrastrutture cloud/edge per il processing locale (40%).

Un ulteriore aspetto è la crescente collaborazione tra mondo telco ed energy, soprattutto al fine di favorire maggiore diversificazione dei ricavi espandendosi su nuove linee di business, aumentare la visibilità ESG/sostenibilità e incrementare l’offerta commerciale. Il 28,6% degli intervistati ha dichiarato di aver già attivi e sul mercato servizi o bundle integrati che abbracciano entrambe le dimensioni, mentre per un ulteriore 28,6% è in fase di progettazione o comunque lo considera come un tema strategico al quale porre attenzione in futuro.

Sul versante delle competenze l’80% ha risposto di stare sviluppando quelle nell’ambito energy management e sostenibilità operativa, il 70% in quella energy data analytics/IA per l’ottimizzazione delle risorse. Più ridotte le percentuali di chi sta insistendo nei campi del business development in ambito energia (40%), nella regolazione energetica e policy (30%) e nella progettazione e gestione di impianti (20%). Solamente il 10% ha risposto di non aver alcun investimento specifico in fase di sviluppo.

Dall’indagine emerge a gran voce dagli attori sul campo come sia in atto un fenomeno di convergenza tra i regolamenti telco ed energy, al fine di favorire maggiore omogeneità ed evidenzia l’opportunità di istituire tavoli di lavoro congiunti tra AGCOM ed ARERA affinché sia garantito un adeguato e costante coordinamento intersettoriale. Tradizionalmente i settori telco ed energy hanno agito infatti in parallelo. Oggi le telco, ma anche le utilities, hanno intrapreso un nuovo percorso: la vendita integrata di servizi (energy etc.) per cui è necessario che essi inizino ad essere considerati – anche dal punto di vista normativo per gli ambiti in cui è possibile – in modo sinergico, come parti di un unico ecosistema di servizi digitali ed energetici. Altro aspetto che è stato affermato con forza riguarda il riconoscimento del settore delle telecomunicazioni tra quelli energivori, con conseguente possibilità di accedere alle agevolazioni e agli incentivi di tipo energetico.

Comunicato stampa I-Com_Futur#Lab_La convergenza telco-energia