LA STABILE EVOLUZIONE DEL GAS NATURALE


Policy brief
I-Com

“LA STABILE EVOLUZIONE DEL GAS NATURALE” è il titolo del nuovo policy brief realizzato dai ricercatori I-Com.

Il documento inquadra l’evoluzione recente del gas naturale in Italia e nel contesto europeo, evidenziando una crescente dipendenza dalle importazioni. Benché nel 2025 la produzione nazionale italiana ha interrotto il suo declino. Nel mix di approvvigionamento italiano l’Algeria resta il principale fornitore via gasdotto mentre aumenta in modo significativo il peso del GNL, in coerenza con la riduzione delle forniture russe e con il ruolo crescente del GNL statunitense nel mercato europeo. Va consolidandosi il ruolo dell’Italia come Paese di transito e riesportatore: 1,9 miliardi i volumi esportati, per la prima volta con prelievi in chiaro aumento (1,8%). Il confronto con il TTF indica ancora una maggiore “rigidità” del mercato italiano e apre questioni di policy su sicurezza energetica, requisiti di stoccaggio e traiettoria di decarbonizzazione delineata dal PNIEC, inclusa l’integrazione di gas rinnovabili e il ruolo dell’Italia come hub.

  • La produzione nazionale di gas nel 2025 ha interrotto un declino che pareva ineluttabile arrivando a coprire il 5% del totale dei consumi italiani. Specularmente, le importazioni seguono geometrie geopolitiche: l’Algeria, benché in flessione, continua ad essere la principale fonte di approvvigionamento, fornendo più di un terzo del totale delle importazioni. Aumenta invece notevolmente la quota di GNL importato, coerentemente con i tagli europei alle forniture russe via pipeline e con il ruolo di primo piano assunto dal GNL statunitense.
  • Nel panorama europeo, infatti, le importazioni di GNL sono passate negli anni dal 20% al 46%, segnalando una riconfigurazione delle geometrie di approvvigionamento in seguito alla chiusura dei gasdotti russi. Nella quota di GNL importato, gli Stati Uniti si affermano come primo fornitore: dagli USA proviene infatti il 57% del GNL importato nel 2025, ma diverse proiezioni prevedono una quota pari al 75-80% nel 2030.
  • Nel primo trimestre 2025 il mercato italiano ha registrato rialzi sul PSV (IG Index), dove a febbraio 2025 il differenziale con il 2024 era pari a circa 25 €/MWh. Dopo l’estate i prezzi sono rientrati e a dicembre 2025 risultavano sotto i livelli 2024.
  • L’impennata iniziale ha coinciso con un aumento del consumo interno lordo (all’incirca tra il +1,8% e il +2% annuo), trainato dalla generazione termoelettrica. Nel 2025 gli stoccaggi sotterranei sono rimasti sotto il 2024 con un divario che ha raggiunto i 17 p.p. in aprile–maggio e iniezioni in calo dell’85% a marzo, al quale ha seguito una fase di forte ricostruzione delle scorte. In parallelo, i terminali di rigassificazione hanno operato a livelli elevati, suggerendo che il GNL sia stato usato per l’immissione in rete più che come riserva.

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