Fin dall’invenzione del cinematografo, nel 1895, l’audiovisivo accompagna l’evoluzione della società, affermandosi insieme come una delle principali forme di intrattenimento e come uno strumento essenziale di diffusione e valorizzazione della cultura. Grazie a un linguaggio immediato e accessibile, cinema, televisione e nuovi formati digitali hanno ampliato la circolazione di conoscenze e immaginari legati alla storia, alla società, alla politica, all’arte, alla letteratura e alla musica.
In questo percorso l’Italia ha svolto, e continua a svolgere, un ruolo di primo piano: per il contributo di registi, interpreti e opere capaci di influenzare il cinema internazionale, ma anche per il peso economico e occupazionale della filiera. Come mostrano le analisi successive, il perimetro considerato conta 17.709 imprese attive e oltre 91 mila lavoratori dipendenti, confermando che l’audiovisivo è, oltre che un patrimonio culturale, un comparto produttivo strategico per il Paese.
Sono queste le premesse del secondo rapporto sulla “Piattaforma unica dei dati sull’audiovisivo in Italia” realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) che beneficia del finanziamento del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo a valere sulle risorse del Bando relativo alla concessione di contributi ad attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva – articolo 27 della legge n. 220 del 2016 – Anno 2025.
Il progetto fotografa lo stato di salute del settore, offrendo un quadro dettagliato rispetto al peso dell’audiovisivo sull’economia nazionale, dei suoi flussi economici e occupazionali, delle dinamiche produttive e delle abitudini di fruizione da parte del pubblico.
I-Com_Piattaforma unica dei dati sull’audiovisivo_Rapporto n.2 – 2025




