IL PREZZO NASCOSTO DELLA PIRATERIA. L’impatto sulla sicurezza degli utenti e sul futuro delle nuove generazioni


Studio
I-Com

IL PREZZO NASCOSTO DELLA PIRATERIA. L’impatto sulla sicurezza degli utenti e sul futuro delle nuove generazioni” è il titolo del nuovo studio I-Com.

La pirateria danneggia i media che rivestono da sempre un ruolo centrale, non solo per il
loro valore economico e produttivo, ma anche per la grande valenza qualitativa e culturale.
La crescente diffusione della fruizione illegale di contenuti attraverso piattaforme pirata
rappresenta oggi una minaccia che va ben oltre il perimetro industriale del settore media.
Queste piattaforme, infatti, non sono semplici canali alternativi di accesso ai contenuti, ma
ecosistemi opachi, spesso progettati per sottrarre dati personali, generare frodi e favorire
attività di cybercriminalità. La pirateria digitale espone così un’ampia fascia di utenti a
rischi informatici rilevanti, con impatti diretti sulla sicurezza individuale, e mette a
repentaglio i tanti professionisti di oggi e di domani dell’industria creativa, nonché la
sopravvivenza stessa delle aziende del settore.

• Nonostante il settore audiovisivo mobiliti miliardi di ricavi occupando decine di migliaia di
persone, le aziende che lo popolano sono costantemente in lotta con una delle
problematiche più subdole che affliggono questo genere di produzioni, la pirateria.
Secondo gli ultimi dati disponibili, la fruizione illegale di contenuti è praticata da circa il
40% della popolazione adulta del nostro Paese.

• La pirateria mette a rischio anche chi la fa. Dall’analisi effettuata da I-Com sull’impatto
economico delle minacce cibernetiche legate alla fruizione di contenuti illegali in rete e
svolta sulla popolazione italiana over 16 è emerso che dal 2022 al 2024 vi è stato un
incremento pari al 14,5%.

• I risultati mostrano che il danno economico pro capite è più elevato nella fascia 45-54 anni
(1.507 €), seguita a breve distanza dagli individui tra i 55 e i 64 anni (1.505 €) e si mantiene
per quasi tutte le altre classi di età al di sopra dei 1.000€. Difatti, il valore medio pro capite
si attesta a €1.204 nel periodo considerato.

• Le piattaforme illegali non sono solo semplici canali per offrire la fruizione illegale di
contenuti, ma sono spesso progettate anche per sottrarre dati, generare frodi e alimentare
mercati paralleli di informazioni personali. In questi ambienti, estremamente vulnerabili,
proliferano infatti malware, attacchi di phishing e altre minacce informatiche, oltre alla
rivendita sistematica nei database del dark web dei dati personali sottratti.

• Guardando solamente al 2025, le stime I-Com indicano che la perdita di posti di lavoro
nell’industria audiovisiva è di 3.399 posti di lavoro, di cui la maggior parte, con un dato pari
a 2.677, imputabili all’attività economica 59.1, ovvero “Attività di produzione
cinematografica, di video e di programmi televisivi”.

• Nel complesso, ovvero considerando il periodo compreso tra il 2025 ed il 2030, si stima una
perdita di ben 34.012 posti di lavoro, di cui 26.786 dovuti all’attività economica 59.1
“Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi”.

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