Bonus elettrico e gas: la coperta è lunga, ma scoperti rimangono in tanti

Fresco di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto decreto Lavoro, (D.L.76/2013) non si occupa solo di occupazione, ma anche di inclusione sociale. E’ per questo che vi si dispone una proroga al 2013 della Carta Acquisti, bonus mensile di 40 euro, spendibili in alimenti, assistenza sanitaria e bollette energetiche, e l’estensione della sperimentazione di una Carta per l’inclusione sociale ai territori del Mezzogiorno che non siano stati precedentemente coinvolti.

La sperimentazione, richiesta già dal Governo Monti e avviata concretamente da maggio nelle dodici maggiori Città italiane, intende individuare il sistema e le modalità con cui offrire un’agevolazione mirata e realmente efficace. Non vi sarà più, dunque, una distribuzione a pioggia di sussidi a dir poco modesti, ma l’erogazione di un beneficio più consistente (fino a 400 euro al mese per le famiglie più numerose), calcolato a seconda delle reali necessità del nucleo familiare.

Non è solo il Governo a prendere in carico il problema della lotta alla povertà. Da febbraio 2013, infatti, anche l’Autorità per l’Energia e il Gas, ha avviato un’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione della normativa relativa all’erogazione dei bonus elettrico e gas. Si tratta di sussidi introdotti nel 2005, con cui le famiglie più bisognose vedono ridotte le proprie bollette dell’energia elettrice e del gas rispettivamente del 20% e del 15% rispetto a una spesa media dell’utente tipo.

E’ interessante confrontare tra loro le caratteristiche e le modalità applicative delle tre misure attualmente vigenti.

Per la Carta Acquisti, il beneficiario deve avere un Isee inferiore ai 6.700 euro, ma anche un’età anagrafica minore di 3 anni o superiore ai 65 anni; per il Bonus elettrico o Gas, invece, basta un Isee minore di 7.500 euro o 20.000 per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico. Per la Carta di inclusione sociale, infine, l’asticella si abbassa ai 3.000 euro, per quanto sussistono, insieme all’Isee, altri requisiti con cui provare il disagio economico del richiedente.

La nuova misura infatti, è mirata ai soggetti più indigenti: dovrebbe interessare 170.000 persone e non 425.000 come nella vecchia Carta Acquisti. Fino al 2013, le due misure saranno concomitanti per un totale di quasi 600.000 beneficiari. Peccato che le persone in povertà assoluta sono risultate 1.297.000 al 2011 e certo in quest’ultimo anno il loro numero non sarà diminuito.

Almeno per ora, il Governo sceglie la via del poco, ma buono, in vista di un piano più organico per il futuro; non è così, invece, per quanto riguarda le riduzioni in bolletta, dove le risorse a disposizione sono maggiori delle richieste.

Del bonus elettrico e gas, infatti, al 2012, sono risultati beneficiari rispettivamente 946.727 e 611.695 famiglie. Ma considerando i requisiti di accesso, il loro numero corrisponderebbe solo al 31,4% e 35,0% degli aventi diritto.

E’ utile vedere, inoltre, che il numero delle richieste dei bonus è in calo: solo il 72,5% e il 73,4% delle domande presentate nel 2011 sono state rinnovate nell’anno successivo. Colpa, secondo l’Autorità, della mancanza di informazione e delle trafile burocratiche che, a fronte di un beneficio modesto, scoraggiano il beneficiario.

Nel 2010, già si era tentato di semplificare il sistema: a tal fine, si era disposto che chi fosse titolare di Carta Acquisti potesse vedersi riconosciuto in automatico in bolletta il bonus, grazie all’intermediazione dell’Inps. Ma, al 31 dicembre 2012, a distanza di ben due anni, l’Inps aveva inoltrato solo 42.000 richieste (a fronte di 400.000 beneficiari di Carta Acquisti): sulla base di queste, appena 11.400 famiglie hanno potuto usufruire del bonus in via automatica.

Nel corso del tempo sono state disposte campagne informative e diversi sistemi per facilitare gli utenti nell’inoltro delle domande. Ora l’Aeeg propone la riunione in un’unica istanza delle richieste di bonus gas ed elettrico, la semplificazione della domanda di rinnovo e l’invio delle sole comunicazioni con cui si neghi l’erogazione del beneficio richiesto. Si prospetta anche la riduzione degli oneri di comunicazione dei dati a carico dei distributori, la revisione delle categorie d’uso sulla base delle quali vengono costruiti i profili di consumo dell’utente tipo e calcolato l’ammontare del bonus. Queste le proposte dell’Authority, chi vuol dire la sua lo faccia entro il 15 luglio.

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