Una nuova governance per l’audiovisivo

Nel 2014 l’industria nazionale audiovisiva beneficerà di un importante provvedimento normativo destinato a modificare gli attuali assetti di mercato e finalizzato a rafforzare la produzione indipendente, rendere il settore più aperto, dinamico e competitivo e conferire maggiore equilibrio ai rapporti di forza negoziali tra fornitori di contenuti/titolari dei diritti e nuovi e vecchi diffusori.

 La misura è contenuta nel Decreto Valore Cultura emanato dal Ministro Bray nell’agosto dell’anno scorso, convertito in legge il 7 ottobre (Legge n. 112/2013) ed introduce due importanti novità.

 In primo luogo prevede la stabilizzazione del regime di crediti di imposta introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 ed operativo dal 2008-2009 a favore delle imprese che investono in produzione cinematografica (circa 40 milioni cui vanno aggiunti altri 50 milioni di apporti esterni).

 Dopo anni di battaglie per il rinnovo e di incertezze procedurali, la previsione di uno strumento permanente di sostegno indiretto (la leva fiscale) consentirà alle imprese una più efficace programmazione degli investimenti spingendole ad operare in una logica di medio e lungo periodo su un portafoglio di progetti, riducendo i rischi legati ad operazioni one-shot ed aumentando la capacità di attrazione di capitali esterni e di produzioni internazionali.

 In secondo luogo, in sede di conversione del decreto, il Parlamento ha approvato l’estensione delle suddette agevolazioni ai produttori indipendenti di opere audiovisive: in altre parole sarà possibile utilizzare i crediti di imposta a valere sulle spese di lavorazione sostenute (15% per i produttori del settore, 25% per le produzioni esecutive e 40% per le imprese esterne) non solo per i film che vanno nelle sale cinematografiche ma anche per quei prodotti destinati direttamente alla televisione free e pay (fiction, documentari, sit-com) o alle piattaforme presenti sulla rete (in primis web series).

 Si tratta di una decisione che gli addetti ai lavori hanno definito rivoluzionaria e che allinea il nostro Paese agli altri mercati europei dove sono già stati abbattuti gli steccati tra cinema, televisione e web recependo le istanze di un mercato dei contenuti sempre più integrato, convergente e crossmediale. Un adeguamento della normativa di sostegno al settore che peraltro segue le buone pratiche sperimentate con successo sia livello comunitario (il programma Europa Creativa prevede misure volte ad incentivare la produzione non cinematografica) sia a livello regionale, là dove alcuni territori hanno attivato fondi di sostegno alle opere audiovisive destinate al pubblico su tutte le piattaforme distributive, web incluso.

 L’aspetto più interessante riguarda gli effetti positivi sul modello di governance del settore: la produzione audiovisiva – finora mai esplicitamente attribuita alla competenza di alcun Ministero – trova finalmente nel Mibact una sede amministrativa di riferimento. Si tratta per gli operatori del settore (in particolare quelli rappresentati dall’APT – Associazione Produttori Televisivi) di un momento storico visto che è la prima volta che a livello nazionale vengono introdotte misure di sostegno a favore della produzione audiovisiva non cinematografica, riconoscendo pari “dignità culturale”.

 L’estensione all’audiovisivo dei meccanismi di incentivazione fiscale attualmente già previsti per il cinema, faciliterà i processi di osmosi già in atto tra i due segmenti, che pur caratterizzati da modelli di business differenti, vedono già diversi soggetti operare in entrambi gli ambiti seguendo logiche di diversificazione sempre più diffuse.

 Considerato il ridotto ammontare delle risorse rese disponibili a copertura finanziaria del provvedimento (complessivamente 110 milioni di euro) – non mancano le preoccupazioni legate all’inevitabile allargamento della platea dei potenziali beneficiari.

 Quali saranno le proporzioni e le modalità attraverso le quali verranno ripartite ed assegnate le risorse tra cinema, fiction e audiovisivo sui nuovi media? Per rispondere a questo interrogativo occorre attendere ancora qualche settimana, allorchè la normativa di dettaglio prodotta dalla Direzione Generale Cinema del Ministero vedrà finalmente la luce.

 

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