Efficienza, appropriatezza e controllo: sfide non più prorogabili per il SSN

I temi per il prossimo autunno, in sanità, riguarderanno le professioni sanitarie, il sistema di controlli e razionalizzazione della spesa, come pure la necessità di innovare nei sistemi di riconoscimento del valore dei farmaci e nei sistemi di remunerazione.

E’ ormai nota la bozza del regolamento sulla definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Su questo punto si stanno confrontando Governo e Regioni, dopodichè il testo sarà discusso in Conferenza Stato Regioni per la sua approvazione.

Bisogna implementare il nuovo Patto per la Salute 2014-2016, il cui testo è stato sancito il 10 Luglio scorso da Governo, Regioni e PPAA. Il Patto è un piano finanziario e programmatico triennale con lo scopo di allocare le risorse e riorganizzare i servizi al fine di migliorare l’assistenza sanitaria per i cittadini italiani. L’obiettivo del nuovo Patto è migliorare l’efficienza del SSN nell’ottica dell’appropriatezza. Tale obiettivo è tanto vero quanto difficile se il sistema sanitario non si dota di strumenti idonei alla misurazione dell’appropriatezza, attraverso strumenti di monitoraggio dell’efficacia e controllo dei relativi costi. Le riforme da fare per dotarsi di questa strumentazione coinvolgono in primis il governo nazionale della sanità, e poi tutte le Regioni, con un grosso sforzo di coordinamento e compensazione dei poteri.

La grossa sfida nei prossimi tre anni per il SSN è gestire in maniera più efficiente possibile la cronicità e la spesa ad essa legata, che non fa necessariamente riferimento a quella farmaceutica, che rappresenta una parte marginale della spesa sanitaria complessiva. Solo conoscendo a fondo le componenti – e le dinamiche – della spesa sanitaria relativa alla cronicità – che rappresenta circa il 70% delle risorse spese  – possiamo misurarle e gestirle in maniera efficiente e più appropriata ai bisogni di cura.

Con la nuova dirigenza dell’Istituto Superiore di Sanità e di A.Ge.Na.S, e la conferma del vertice AIFA, l’autunno può e deve essere scenario di riforme importanti nell’ambito della Ricerca, dell’Organizzazione dei servizi sanitari tra Stato e Regioni, e nell’implementazione di un metodo di valutazione dell’innovazione farmaceutica idoneo al riconoscimento del valore terapeutico dei nuovi prodotti.

Le sfide sono dunque tante, e gli strumenti per efficientare il sistema e migliorare le cure per i cittadini sono conosciute a tutti. Per avanzare realmente, è necessario uno sforzo congiunto nella programmazione e nel coordinamento delle politiche sanitarie tra governo nazionale, istituzioni e governi locali.

Coordinatore Scientifico Area Innovazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Economia e Gestione delle Aziende Sanitarie dell’Università Cattolica, e un MA in European Economic Studies al College of Europe di Bruges.

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