Invecchiamento: il 60% degli italiani è preoccupato per le spese mediche che comporta

Oltre la metà della popolazione italiana è preoccupata per le spese mediche che comporta l’invecchiamento: è ciò che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria. Tra le malattie che preoccupano di più gli italiani troviamo la demenza senile (40%) ed i problemi  legati alla deambulazione, che costringerebbero gli individui a restare a casa (34%). Mentre la demenza senile preoccupa più il Nord Italia (44% contro il 31% del sud), nel Meridione si teme il pericolo di non potersi muovere (39% contro 31% del nord) ma in entrambi i casi un italiano su due pensa che questi problemi di salute possano riguardare un proprio familiare, mentre solo il 36% è preoccupato per se stesso.

Come sappiamo l’età media della popolazione mondiale, compresa quella italiana, sta aumentando e le spese sanitarie destinate alla cura delle malattie croniche e dei disturbi di salute dovuti all’invecchiamento sembrerebbero preoccupare sempre più l’Italia. Dall’analisi dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, emerge infatti che il 30% degli italiani pensa che ci sia una concreta possibilità che il SSN non riesca più a garantire il supporto sanitario necessario, mentre un altro 30% (36% tra le donne) teme che non riuscirà a far fronte a tutte le spese mediche di cui avrà bisogno da anziano.

I dati riguardanti l’invecchiamento e le spese sanitarie ad esso associate saranno l’argomento del convegno medico UniSalute, dal titolo “Invecchiamento: come rallentarlo e come gestirlo”, che si terrà il 10 ottobre a Bologna presso la Torre Unipol. L’aumento dell’età media, delle malattie croniche, delle violenze e degli incidenti di cui sentiamo parlare ogni giorno stanno incrementando la quota della popolazione diversamente abile, che ha bisogno di un’assistenza sempre maggiore nel campo delle cure ma anche della prevenzione e della riabilitazione. Probabilmente la mossa vincente sarebbe quella di aumentare il numero di servizi, anche privati, dedicati a questi ultimi due campi d’intervento, sfruttando in particolar modo lo sport, che  da numerosi studi risulta in grado di migliorare le performance mentali e fisiche dell’individuo, portando ad una diminuzione della depressione e ad un minor rischio di cadute, quindi di fratture, nella popolazione italiana anziana, riducendo così le spese mediche per le cure che sembrerebbero altrimenti destinate ad aumentare.

Coordinatore Scientifico Area Innovazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Economia e Gestione delle Aziende Sanitarie dell’Università Cattolica, e un MA in European Economic Studies al College of Europe di Bruges.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.