Allarme morbillo: l’appello dell’OMS per la promozione dei vaccini MPR

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Maria Rosaria DELLA PORTA

Il 2015 doveva essere l’anno della svolta, infatti, il piano per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRc) per il quinquennio 2010-2015, sancito dalla Conferenza Stato-Regioni il 23 marzo 2011, in accordo con la Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità, aveva fissato tale anno come termine ultimo per l’eliminazione dei casi di morbillo endemico e rosolia endemica, nonché la riduzione dell’incidenza dei casi di rosolia congenita a < 1 caso ogni 100.000 nati vivi.

In realtà la situazione è ancora preoccupante: nel 2014 e nei primi mesi dell’anno in corso, oltre ventiduemila casi di morbillo sono stati segnalati da sette paesi della Regione europea dell’OMS (Kyrgyzstan, Bosnia ed Erzegovina, Federazione Russa, Georgia, Italia, Germania, Kazakistan). In particolare, in Italia, come emerge dal comunicato stampa sul sito dell’OMS Europa, nel 2014 sono stati riportati 1674 casi di morbillo. Il maggior numero di casi è stato segnalato da sei regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Liguria, Lazio, Lombardia e Sardegna, che hanno contribuito all’80,8% dei casi totali. La regione che ha registrato la più alta incidenza di morbillo è stata la Liguria, seguita dal Piemonte, dalla Sardegna e dall’Emilia Romagna. Le persone più colpite erano nella fascia di età compresa tra i 15 e i 39 anni. Il 29,4% dei casi totali è stato ricoverato mentre il 14,8% ha richiesto una visita al pronto soccorso. Lo stato vaccinale era noto nel 93,5% dei casi; di questi la maggior parte (90,6%) non era vaccinata e solo una minima parte (7,4%) aveva effettuato la prima dose di vaccino, l’1% aveva effettuato due dosi e l’1% non ricordava il numero di dosi.

Nel mese di gennaio 2015, invece, sono stati segnalati dodici casi di morbillo in Italia, come risulta dal rapporto sulla Sorveglianza Integrata del Morbillo e della Rosolia, elaborato dal Reparto di Epidemiologia delle Malattie Infettive (Cnesps) con il contributo del Reparto di Malattie Virali e Vaccini Attenuati (Mipi) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’età mediana dei casi è stata pari a 13 anni, cinque dei dodici casi avevano meno di 5 anni.

Il nuovo sistema nazionale di sorveglianza su morbillo e rosolia è stato comunque in grado di individuare tempestivamente tali casi. Il follow-up in corso in Italia comprende una regolare ed elevata attività di vaccinazione per aumentare la copertura delle fasce più sensibili, tra cui i bambini.

È proprio la mancanza di coperture vaccinali adeguate a far registrare ogni anno, nel nostro Paese, numerosi casi di morbillo. Alla base del pericoloso calo della copertura vaccinale ci sono false credenze, come il nesso di causalità tra vaccinazione MPR e autismo, che una recente sentenza della Corte di Appello di Bologna ha dimostrato essere infondato, e la mancata percezione dei rischi di tale malattia, che potrebbe comportare l’insorgere di polmoniti e deprimere le risposte immunitarie, e addirittura essere mortale, soprattutto nei bambini con età inferiore ai 5 anni.

Per fare il punto della questione circa l’eliminazione del morbillo in Europa, il 30 gennaio 2015, si sono riuniti a Copenhagen i vertici della Commissione OMS Europa insieme al gruppo Etage (European technical advisory group of experts on immunization). È emerso che, nonostante i progressi della ricerca scientifica degli ultimi anni, eliminare il morbillo non è semplice, in quanto si tratta di una malattia esantematica estremamente contagiosa che necessita di coperture vaccinali molto elevate, con due dosi di vaccino.

Il meeting ha rilanciato il monito agli Stati Membri, in particolare all’Italia, sulla necessità della vaccinazione per debellare il morbillo nel giro di qualche anno.

Per aiutare i Governi nella promozione delle vaccinazioni anti-morbillo, l’OMS Europa ha anche elaborato, nel settembre 2014, un nuovo European Vaccine Action Plan (Evap) per il quinquennio 2015-2020, che delinea un insieme di azioni da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi di immunizzazione e controllo delle malattie prevenibili con i vaccini, tenendo in considerazione i bisogni specifici degli Stati Membri.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Economia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con una tesi in Finanza Aziendale Internazionale. Successivamente ha conseguito un master di II livello in “Concorrenza, economia della regolamentazione e della valutazione”, presso la medesima università.

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