Come si presenta l‘UE alla Conferenza sul Clima di Parigi

blogLa Comunicazione sullo Stato dell’Unione Energetica, presentata lo scorso 18 novembre dalla Commissione al Parlamento a al Consiglio Europeo, arriva alla vigilia (o quasi) dell’apertura dei lavori della COP21 – cui è stato dato inizio proprio stamane a Parigi – mostrando i progressi compiuti dall’Unione Europea e quanto ancora intende fare nell’ambito della Strategia quadro dell’Unione dell’energia. Il documento fornisce, dunque, un importantissimo quadro di quello che è e sarà il contributo dell’UE alle importanti negoziazioni di Parigi, dove le grandi potenze mondiali sono riunite per vincere una delle più grandi sfide dell’umanità, quella del cambiamento climatico.

Il documento dà conto dei passi in avanti compiuti nei diversi Stati membri con riguardo ai 5 pilastri che costituiscono la Strategia.

Decarbonizzazione dell’economia. Con riguardo a quest’aspetto, la Commissione fa presente che l’UE è sulla buona strada per conseguire l’obiettivo al 2020 di riduzione del 20% delle emissioni di CO2: le emissioni dell’UE nel suo complesso, infatti, risultano già inferiori del 23% rispetto al livello del 1990 (+3 p.p. rispetto all’obiettivo) – con la previsione di arrivare ad un risultato del 24% nel 2020. Per quel che riguarda i singoli Stati membri, sono 24 quelli che, con le politiche attualmente in atto, saranno in grado di raggiungere l’obiettivo, mentre nei restanti 4 Paesi saranno necessari sforzi ulteriori. Anche rispetto all’obiettivo del 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, sono solo 3 gli Stati membri che non hanno raggiunto l’obiettivo intermedio fissato per il 2013-2014 (Lussemburgo, Paesi Bassi e Regno Unito); 19 dei 28 Paesi UE – tra cui l’Italia – saranno invece in grado di raggiungere, nel 2020, un livello superiore a quanto stabilito dall’obiettivo.

Efficienza energetica. Nonostante i significativi progressi compiuti, gli sforzi collettivi degli Stati membri sommano ad un risparmio di energia primaria di solo il 17,6% rispetto alle proiezioni per il 2020; tuttavia, la Commissione si dice ottimista rispetto alla capacità di raggiungere l’obiettivo previsto per il 2020.

Mercato interno pienamente integrato. Rispetto a questo punto, la Commissione segnala la necessità di maggiori sforzi volti all’interconnessione delle diverse aree geografiche, soprattutto da parte di 8 Paesi – tra cui compare l’Italia – mentre, secondo la Commissione, gli altri 20 Paesi saranno in grado entro il 2020 di raggiungere – o hanno già raggiunto – l’obiettivo di una capacità di interconnessione del 10%. Il documento evidenzia, inoltre, segnali positivi di convergenza dei prezzi, per quanto riguarda il mercato elettrico wholesale: segnali meno positivi per il mercato gas, nel quale la Commissione auspica maggiori sforzi da parte degli Stati membri volti ad un’adeguata integrazione del mercato.

Sicurezza energetica. Anche rispetto a questo (fondamentale) punto, la Commissione solleva qualche dubbio rispetto all’adeguatezza dei risultati sinora raggiunti, rilevando che nel 2013 circa il 40% delle importazioni di gas ancora risultava proveniente dalla Russia, con alcuni Paesi totalmente o prevalentemente dipendenti da questa (principalmente i Paesi dell’Est). Esiste un’esigenza – ammonisce la Commissione – di maggiore connessione, in particolare tra Paesi baltici ed Europa centrale.

Unione energetica per ricerca, innovazione e competitività. Infine, la Commissione sottolinea i passi in avanti, compiuti in particolare da alcuni degli Stati membri, nel promuovere l’innovazione in efficienza energetica e tecnologie low-carbon, ed in certi casi le positive iniziative intraprese da alcuni Paesi verso sistemi fiscali più attenti alle questioni ambientali e alla crescita – più environmental and growth friendly, come la Commissione li definisce, ponendoli a modello per gli atri Paesi.

Molte sono le aspettative risposte sul 2016, anno in cui la Commissione si è impegnata a presentare nuove propose legislative, soprattutto in vista della definizione del nuovo pacchetto energia e clima UE 2030, di cui la comunicazione “State of the Energy Union 2015” costituirà la road map.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata all’Università Commerciale L. Bocconi in Economia, con una tesi sperimentale sull’innovazione e le determinanti della sopravvivenza delle imprese nel settore delle telecomunicazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.