Enel Open Fiber e lo sviluppo della banda ultralarga. Un’opportunità che rivoluzionerà il mercato?

fibra8.4Dopo mesi di indiscrezioni, attesa e suggestioni è ormai realtà: Enel ha annunciato un investimento di 2,5 miliardi di euro per realizzare la copertura in banda ultralarga in FTTH in 224 città italiane dei Cluster A e B e, dunque, nelle aree non a fallimento di mercato, arrivando a coprire, nei primi anni del piano (di cui non è precisata l’effettiva durata), circa 7,5 milioni di case. Il progetto partirà immediatamente da 5 città  ed in particolare, Catania, Cagliari, Perugia, Bari e Venezia con la disponibilità dei primi abbonamenti a partire dal mese di maggio. In autunno, invece, i lavori saranno avviati a Firenze, Genova, Napoli, Palermo e Padova per poi procedere con altre 40 città e con altre ancora a partire da dicembre. Permane ancora l’esclusione di alcune città tra cui Roma per mancanza di copertura della rete Enel, città che comunque potranno essere annesse al piano in itinere, mediante eventuali accordi con altre utilities.

La costituzione, a dicembre scorso, di Enel Open Fiber, incaricata di realizzare e gestire la rete in fibra ottica del gruppo ha suscitato una serie di interrogativi circa il ruolo che tale soggetto avrebbe voluto e potuto ricoprire nel mercato. Ebbene, adesso è chiaro: Enel Open Fibre opererà esclusivamente quale operatore wholesale mettendo, dunque, a disposizione degli altri operatori la propria infrastruttura.

Se nei Cluster A e B il progetto è quello di investire ingenti somme per la realizzazione della rete, per i Cluster C e D l’intento di Enel Open Fiber è quello di limitarsi a partecipare alle gare per la gestione del servizio senza destinare risorse alla realizzazione dell’infrastruttura. In questo modo, dunque, Enel Open Fiber si presenta come un nuovo attore di mercato con cui Telecom dovrà relazionarsi e fare necessariamente i conti. Ed infatti, nelle aree C e D, per le quali il Governo ha stanziato fondi pubblici complessivi per 4,2 miliardi di euro (2,2 miliardi sbloccati dal CIPE e 2 miliardi dalle Regioni, di cui al momento disponibili 3 mld), Enel Open Fiber  si porrà in diretta concorrenza con Telecom nelle singole gare che verranno bandite e nelle quali il nuovo operatore godrà, forse, del vantaggio competitivo legato al proprio status di operatore di rete puro. Nei Cluster A e B, invece, Enel Open Fiber realizzerà la rete e cederà capacità agli operatori retail andando ancora una volta a competere direttamente con Telecom partendo dagli accordi già siglati con Vodafone e Wind che evidentemente non potranno non avere un peso.

Si tratterà dunque di osservare un nuovo scenario che, da un lato, vedrà il nostro Paese beneficiare della capillarità della rete elettrica, che arrivando nelle aziende e nelle case di 32 milioni di italiani, consentirà una copertura intensiva del territorio nazionale a costi competitivi: dall’altro, metterà forse in discussione gli attuali equilibri di mercato ed il ruolo dei diversi players.

Se ci saranno grandi rivoluzioni non è possibile ad oggi prevederlo. Certo è che lo sfruttamento delle sinergie esistenti e l’accelerazione nella posa della fibra rappresentano un’enorme opportunità per consumatori ed imprese ed una straordinaria occasione di sviluppo per il nostro Paese ed una pinta in più per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Governo nella Strategia nazionale per la banda ultralarga.

Vicepresidente dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Tor Vergata nel 2006 ha partecipato, nel 2009, al master di II Livello in “Antitrust e Regolazione dei Mercati” presso la facoltà di Economia della medesima università conseguendo il relativo titolo nel 2010, anno in cui ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

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