Basta distrarsi un attimo e le emissioni di CO2 tornano a salire

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È quanto ci fa sapere l’Eurostat in un suo recente comunicato stampa. L’aumento a livello europeo è dello 0,7% rispetto al 2014, ma con incrementi ben più consistenti in alcuni dei Paesi Membri.

Sono invece solo 8 i Paesi che hanno inquinato meno nel corso dell’ultimo anno: Lituania (-0,2%), Regno Unito (-2,9%), Lussemburgo (-3,9%), Grecia (-5%), Finlandia (-7,4%), Danimarca (-9,9%), Estonia (-16%) e Malta (-26,9%).

L’Italia, in questo scenario, si conferma terza per quantità di CO2 emessa (con oltre il 10% delle emissioni complessivamente prodotte nell’Unione Europea) e settima per incremento tra il 2014 ed il 2015 (+ 3,5%).

Peggio dell’Italia, in termini assoluti, solo Germania e Regno Unito che, insieme al nostro Paese, immettono nell’aria quasi la metà della CO2 complessivamente prodotta nell’UE. In termini di dinamica anno su anno, peggio di noi solo Irlanda, Bulgaria, Belgio, Ungheria, Portogallo e Slovacchia, Paesi che registrano variazioni che vanno dal 4% al 9,5%.

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Fonte: elaborazioni su dati Eurostat

Di certo non ha giovato la frenata che, a livello nazionale, hanno registrato le fonti rinnovabili: la domanda di energia – che dopo 4 anni è tornata a crescere (+1,5%) – è stata maggiormente soddisfatta da fonte termoelettrica, in controtendenza con l’andamento dell’ultimo quinquennio.

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Fonte: elaborazioni su dati Terna

È specialmente l’idroelettrico a segnare un significativo meno, con una riduzione, da un anno all’altro, di ben il 25%, complici anche le condizioni meteo non proprio favorevoli.

Ma certo è, anche, che le prospettive non sono delle più rosee: con riforme che ostacolano la diffusione del fotovoltaico e l’assenza di meccanismi incentivanti efficaci e stabili per le altre rinnovabili elettriche, le previsioni per il prossimo quinquennio parlano di un aumento della potenza FER installata del 7% rispetto alla fine del 2015, poca cosa se il termine di paragone è il +43% del precedente quinquennio 2010-2015.

Così facendo, si rischia di vanificare i risultati sin qui raggiunti ed invece non è tempo di rilassarsi, ma occorre continuare a guardare lontano e puntare sull’energia pulita.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata all’Università Commerciale L. Bocconi in Economia, con una tesi sperimentale sull’innovazione e le determinanti della sopravvivenza delle imprese nel settore delle telecomunicazioni.

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