Post Brexit: l’Italia pronta ad aprire le porte all’EMA

brexit-image-bigSono trascorsi già un bel po’ di giorni da quando i cittadini britannici si sono recati alle urne per il referendum sulla Brexit e da quando, quindi, il “Leave” ha prevalso sul “Remain”, decretando l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

L’esito del referendum ha destato non poche perplessità, determinando forti tensioni sui mercati finanziari. Tuttora, diverse congetture ruotano intorno a tale decisione e ci si chiede – qualora il Parlamento britannico decidesse di ratificare l’uscita – quali potrebbero essere le possibili conseguenze sul futuro della Gran Bretagna e dell’Unione europea.

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni dei principali esponenti istituzionali e rappresentanti del mondo della salute in Italia, i quali si sono soffermati a lungo sui rischi nonché sulle opportunità che il nuovo scenario potrebbe determinare sull’intero sistema sanitario europeo.

Una grande opportunità potrebbe essere quella di trasferire in Italia la sede dell’EMA (European Medicines Agency) che da sempre è a Londra e Milano potrebbe essere la candidata favorita ad ospitare l’Agenzia.

L’Italia dovrà, però, vedersela almeno con un altro paio di concorrenti: la Svezia e la Danimarca. E pare che anche la Germania sia intenzionata a candidarsi per accogliere l’EMA, suggerendo Bonn come possibile sede[1].

D’altro canto Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Agenzia, è in attesa di sapere quali decisioni prenderanno i capi di Stato in merito alla collocazione dell’EMA e nel frattempo continua ad operare come prima, assicurando che, a prescindere dall’eventuale nuova sede, farà del suo meglio[2].

Grande sostenitrice dell’Italia come sede dell’EMA è Beatrice Lorenzin – ministro della Salute –  che ritiene che il nostro Paese possegga tutte le carte in regola, asserendo che: “Il nostro Paese ha i titoli, le qualità e le competenze. […] La nostra AIFA è un modello che tutti ci invidiano. E penso che il Tecnopolo di Milano sarebbe la sede ideale”. Parole accolte, di sicuro, con molto favore da Roberto Maroni – presidente della Regione Lombardia – che auspica che il Governo tenga conto di tale richiesta, consacrando Milano come punto di riferimento europeo per la salute.

Pure Massimo Scaccabarozzi – presidente di Farminidustria – concorda con l’idea del trasferimento, definendo il nostro Paese la sede naturale dell’Agenzia Europea dei Medicinali. Della stessa opinione è Annarosa Racca – presidente di Federfarma.

Inoltre, anche nelle aule del Parlamento aleggia l’ipotesi di un trasferimento dell’Agenzia in Italia, tant’è che il Governo ha espresso parere favorevole a una risoluzione di FI in cui si chiede di valutare la possibilità di proporre l’Italia quale possibile sede per l’EMA.

L’idea del trasferimento dell’Agenzia in Italia ha, dunque, un’ampia schiera di sostenitori sia sul fronte istituzioni sia sul fronte industria. Resta solo da aspettare se e quando il nostro Paese aprirà le porte all’Agenzia Europea dei Medicinali.


[1] Adnkronos, Dopo Brexit nuova casa per l’Ema? Dalla Danimarca all’Italia ecco chi si candida, 25/06/2016.

[2] Federfarma, Brexit, convergenza Ministero-Lombardia per portare l’Ema a Milano, 28/06/2016.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Economia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con una tesi in Finanza Aziendale Internazionale. Successivamente ha conseguito un master di II livello in “Concorrenza, economia della regolamentazione e della valutazione”, presso la medesima università.

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