Malaria: rapporto mondiale OMS 2017 e strategia di eradicazione

malariaSecondo il rapporto World malaria 2017, pubblicato dall’OMS, i progressi ottenuti a livello globale nella lotta contro la diffusione della malaria si sono fermati. In particolare, malgrado un iniziale successo degli interventi, sebbene l’incidenza dei casi sia diminuita a livello mondiale dal 2010, questa tendenza si è stabilizzata e addirittura invertita in alcune regioni dal 2014. I tassi di mortalità hanno seguito un andamento simile.

I numeri. Nel 2016 sono stati registrati 216 milioni di casi di malaria in 91 paesi, rispetto ai 211 milioni di casi del 2015, mentre i decessi si sono attestati a circa 445.000, un numero simile all’anno precedente (446.000). La regione africana risulta la più colpita dalla malattia, sopportando il 90% dei casi e dei decessi globali. Si stima inoltre che siano stati investiti 2,7 miliardi di dollari nel 2016, decisamente meno dei 6,5 miliardi di dollari annuali richiesti entro il 2020 per raggiungere gli obiettivi fissati dall’OMS per il 2030. I governi dei Paesi endemici hanno stanziato 800 milioni di dollari nel 2016, pari al 31% del finanziamento totale, mentre gli Stati Uniti hanno contribuito con 1 miliardo di dollari (38% di tutti i finanziamenti), seguiti da altri principali finanziatori, come il Regno Unito, l’Irlanda del Nord, la Francia, la Germania e il Giappone.

Come bloccare la diffusione della malaria. Essendo l’Africa la regione più colpita da questa patologia, intervenire tempestivamente in questa zona consente di prevenire un gran numero di nuovi casi a livello globale. Dormire sotto una rete da letto trattata con insetticida (INT) costituisce il modo più comune ed efficace per prevenire l’infezione[1]. Soltanto il 30% delle persone a rischio malaria nell’Africa sub-sahariana ha utilizzato questa misura preventiva durante il 2010, mentre nel 2016 si è giunti al 54%, malgrado il tasso di aumento della copertura ITN sia rallentato dal 2014. Spruzzare gli insetticidi nelle pareti interne delle case rappresenta un’altra importante arma contro la diffusione della malattia. Secondo il rapporto dell’OMS si è invece assistito ad un calo del numero di individui, soprattutto africani, protetti attraverso l’uso di questa misura preventiva, essendo passati da circa 180 milioni di utilizzatori nel 2010 ai 100 milioni nel 2016. I test diagnostici rappresentano un’altra importante arma: grazie ad un loro maggiore utilizzo la regione africana ha registrato un aumento dei casi sospetti, passati dal 36% del 2010 all’87% del 2016. Il 70% dei pazienti dell’Africa sub-sahariana assistiti dalla sanità pubblica sono inoltre stati trattati con terapie combinate a base di artemisina nel 2016.

Malgrado i risultati ottenuti, sono presenti vari fattori che non consentono di bloccare ulteriormente la diffusione della patologia, come un basso accesso alla sanità pubblica e la presenza di conflitti e crisi umanitarie proprio nelle zone endemiche. Diffondere strumenti in grado di prevenire, diagnosticare e curare questa malattia, finanziando l’acquisto di strumenti già utilizzati e lo sviluppo di nuovi, risulta di fondamentale importanza nella lotta alla malaria.

 


[1] Quotidiano sanità, “Malaria. Rapporto mondiale Oms 2017: al palo strategia per l’eradicazione entro 2030”, 29.11.2017
Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Biotecnologie Mediche presso l'Università di Tor Vergata nel 2012, ha conseguito un master in Management e Marketing Farmaceutico nel 2013.

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