Celiachia: epidemiologia, costi e sfide per il 2018

pasti senza glutineLa celiachia, una enteropatia infiammatoria permanente, dovuta all’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti, con tratti di autoimmunità, i cui sintomi non coinvolgono soltanto l’intestino, dà origine ad una mucosa duodenale caratterizzata da atrofia dei villi, iperplasia delle cripte e infiltrazione linfocitaria.

Epidemiologia. Presente in circa l’1% della popolazione mondiale, le diagnosi effettuate nel nostro Paese giungono a 198.427, di cui 138.902 donne e 59.525 uomini. La Regione col maggior numero di celiaci è la Lombardia, con ben 37.907 celiaci (dato 2016), seguita da Lazio e Campania, rispettivamente con 19.325 e 18.720 celiaci residenti. Il numero totale di nuove diagnosi è stato di 15.569 nel 2016, di cui 5.499 in Lombardia e 1.548 nel Lazio. L’aumento del numero delle diagnosi dal 2014 al 2016 (172.197 celiaci nel 2014, 182.858 nel 2015 e 198.427 nel 2016) risulta in gran parte dovuto ad una maggiore attenzione da parte della classe medica e della popolazione verso questo problema di salute. La prevalenza media di questa patologia nel nostro Paese è pari allo 0,33% (dato 2016), con Sardegna e Toscana al primo posto (0,41%) e le Marche all’ultimo (0,22%).

Costi. Il sistema sanitario pubblico si impegna nella prevenzione e nella cura di questa patologia, cercando di favorire la diffusione di alimenti privi di glutine: nel 2015 il Servizio Sanitario Nazionale ha speso circa 270.000.000,00 € per garantire ai celiaci gli alimenti senza glutine. Attualmente l’unica tipologia di alimenti erogabili gratuitamente ai celiaci dal Servizio Sanitario Nazionale è quella che riporta in etichetta la dicitura “senza glutine” accompagnata dall’indicazione “specificamente formulato per persone intolleranti al glutine” oppure dall’indicazione “specificamente formulato per celiaci”. I prodotti erogati gratuitamente sono elencati nel Registro Nazionale dei prodotti senza glutine consultabile sul sito del Ministero della salute

Il Ministero della Salute, ai sensi della Legge 123/2005, nell’ambito dell’esercizio finanziario 2016, per garantire rispettivamente la somministrazione di pasti senza glutine nelle mense scolastiche, ospedaliere e in quelle annesse alle strutture pubbliche e le attività di formazione destinate agli operatori del settore alimentare (OSA), ha erogato alle Regioni quanto indicato in Figura.

Sfide per il 2018. La relazione annuale al Parlamento sulla celiachia – Anno 2016, pubblicata sul sito del Ministero della Salute in data 19.01.2018, riporta le principali sfide per il 2018, quali:

–  dare piena applicazione al Protocollo diagnostico individuando sul territorio, sulla base dei requisiti stabiliti con l’accordo 2017, i presidi sanitari del SSN per la diagnosi della celiachia ai fini delle esenzioni dando così le stesse opportunità diagnostiche ai cittadini;

– consentire l’acquisto dei prodotti senza glutine erogabili non solo nelle farmacie ma anche negli esercizi commerciali della Grande Distribuzione Organizzata e nei negozi specializzati;

– superare i confini regionali permettendo ai celiaci l’acquisto dei prodotti in regime di esenzione anche al di fuori della propria regione di residenza o del proprio domicilio sanitario.

Il raggiungimento di questi importanti obiettivi, uniti alla maggiore sensibilità verso il problema da parte di medici e cittadini, contribuirà ad ottenere maggiori e migliori possibilità di cura, ampliando l’accesso a prodotti in grado di migliorare la sintomatologia di una patologia sempre più conosciuta.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Biotecnologie Mediche presso l'Università di Tor Vergata nel 2012, ha conseguito un master in Management e Marketing Farmaceutico nel 2013.

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