Tabacco, le nuove linee guida dell’Oms presentate a Città del Capo

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Eleonora MAZZONI

Tabagismo-990x556L’uso del tabacco uccide più di 7 milioni di persone ogni anno, implicando un costo economico pari a circa il 2% del pil mondiale. Non incide solo sulla salute delle persone ma anche sulla sostenibilità dello sviluppo, imponendo un onere all’economia globale, esacerbando la povertà e danneggiando l’ambiente. Questa, in estrema sintesi, la premessa fatta lo scorso 9 marzo dai partecipanti alla diciassettesima World Conference on Tobacco or Health (Africa, Città del Capo), dove la diffusione dell’uso del tabacco è stata definita un’epidemia che rappresenta oggi una delle più grandi minacce per la salute pubblica. La dichiarazione, firmata dai partecipanti alla conferenza e sottoscritta dagli Stati membri dell’Oms, si articola in 27 punti e parte dall’affermazione che “la produzione, la commercializzazione e la vendita del tabacco sono incompatibili con il diritto alla salute dell’uomo”. La tutela di questo diritto implica, secondo il documento, l’obbligo degli Stati di riconoscere e affrontare le implicazioni dei diritti umani sull’intero ciclo di vita dei prodotti del tabacco: dalla produzione alla commercializzazione, dalla tutela dei lavoratori a quella dell’ambiente, dal consumo all’esposizione al fumo passivo. Per questo la dichiarazione invita tutti gli Stati membri dell’Oms a riconoscere la lotta al tabacco come un’azione prioritaria per la tutela del diritto alla salute, a riconoscere la pubblicità e il marketing dei prodotti del tabacco come violazioni di tale diritto e a promuovere l’implementazione della FCTC[1] e di altre misure idonee a ridurre la mortalità legata all’uso del tabacco.

In occasione della Conferenza di Città del Capo l’Oms ha lanciato le nuove linee guida “Tobacco product regulation: building laboratory testing capacity” sul ruolo che la regolamentazione dei prodotti del tabacco può svolgere per ridurre il tabagismo, salvare vite umane e ridurre le spese sanitarie per il trattamento delle malattie correlate al fumo. La regolamentazione dei prodotti del tabacco è uno strumento sottoutilizzato che ha invece un ruolo fondamentale: lo svolgimento di test sui prodotti del tabacco e sulle emissioni del fumo da tabacco infatti viene riconosciuto come uno strumento importante per il sostegno alle decisioni di policy (fissazione di standard di prodotto, limitazione ai messaggi pubblicitari, educazione del pubblico, divulgazione delle informazioni sul rischio). Questa guida di laboratorio fornisce a regolatori e responsabili delle politiche pubbliche informazioni comprensibili su come testare i prodotti del tabacco, quali prodotti testare e come utilizzare i dati dei test in modo significativo per supportare la regolamentazione. Secondo le stime Oms, il divieto totale di pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco potrebbe ridurre il consumo in media del 7%. Ad oggi solo 37 paesi (il 15% della popolazione mondiale) hanno completamente bandito la pubblicità sul tabacco, e solo 1 paese su 3 monitora l’uso del tabacco tramite sondaggi sulla popolazione.

In Italia i fumatori sono 11,7 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione nel 2017, con una incidenza più alta per gli uomini (23,9%) che per le donne (20,8%). Un fumatore italiano consuma[2] in media 5000 sigarette l’anno (13,6 al giorno), pari a 250 pacchetti. Con un costo medio di 5 euro a pacchetto la spesa ammonta in un anno a 1.250 euro. Altrettanto significativi sono i costi che gravano sullo Stato che, secondo le stime[3] ammonterebbero a circa il 6,3% della spesa sanitaria complessiva in Italia, considerando solamente i costi diretti ossia quelli collegati a diagnosi e trattamento di malattie attribuibili al fumo. A livello globale si stima una spesa complessiva pari a 422 miliardi di dollari. Sorveglianza è dunque la parola chiave. Monitoraggio e regolamentazione rappresentano uno strumento prezioso nel contesto di un controllo globale, ad integrare altri interventi collaudati, e più diffusi, come l’imposizione fiscale e la garanzia di ambienti senza fumo. A questo proposito Douglas Bettcher, direttore del Dipartimento per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili dell’Oms, ha sottolineato che la pubblicazione delle nuove linee guida contribuirà ulteriormente all’attuazione della FCTC, aiutando a sviluppare la capacità di regolamentazione dei prodotti del tabacco negli Stati membri dell’Oms.

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[2] Fumo in Italia 2017, Doxa

[3] M.Goodchild, N.Nargis, E. Tursan d’Espaignet (2017), “Global economic cost of smoking attributable diseases”, Tobacco Control, Volume 27, Issue 1, 2017

Direttore Area Innovazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Economia Politica presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza, con una tesi sperimentale sulla scomposizione statistica del differenziale salariale tra cittadini stranieri ed italiani.